La sottoscrizione del Giornale: ecco cosa abbiamo costruito

Siamo tornati a Nairobi per vedere cosa è stato costruito con le vostre donazioni: cucine, nuovi servizi igienici e pavimenti. Il reportage: la Cina si mangia le baracche di Nairobi. L'ambasciatore italiano: un Paese tra innovazione e pirateria
Foto: cosa abbiamo costruito

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Nairobi - Un grande successo: 27 mila euro raccolti in pochi mesi dai lettori del Giornale. Donazioni che si sono traformate in pavimenti, servizi igienici e cucine. Siamo tornati in Kenya per vedere e toccare con mano dove sono andati a finire i vostri soldi. Ancora una volta la realtà ha superato le aspettative: nello slum di Korogocho, il secondo per popolazione e il primo per criminalità della Capitale, abbiamo compiuto un piccolo miracolo.

Le tre aule e il cortile antistante la scuola sono stati pavimentati, prima c'era solo fango e polvere che durante il periodo invernale si trasformavano in un pantano. Poi la cucina: ora una struttura sicura e funzionale, pronta per sfornare pasti per 500 bambini. Ristrutturazione ed edificazioni, a giugno avevamo testimoniato la condizione dei servizi igienici: delle fosse senza acqua, totalmente inutilizzabili. Grazie ai vostri contributi sono stati costruiti sette bagni piastrellati e dotati di sciacquone. piccoli contributi per rendere migliore (e più igienica) la vita dei bambini che avete adottato a distanza.

E poi abbiamo visto loro, i bambini che avete adottato, gli orfani che aiutate a vivere una vita migliore. Insieme abbiamo iniziato a costruire una strada per permettergli di uscire dall'incubo degli slum, ma la strada è ancora lunga.

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COMMENTI

8 commenti su  1  2   pagine dal più vecchio | dal più recente
#8 derio63 (52) - lettore
il 13.12.10 alle ore 12:39 scrive:
Gentili Simone e Cris, il vs discorso, che e' poi il discorso che fanno tutti i fautori degli interventi a pioggia, non regge. Senza addentrarmi in analisi dettagliate, che potrei e vorrei fare, osservo solo questo: mi vorreste spiegare come mai questi devastanti problemi di sopravvivenza li hanno paese ricchissimi di risorse (Congo) alla pari di altri privi di QUALSIASI risorsa (Etiopia, Niger, Centafrica, Senegal, ecc.) senza alcuna distinzione? Ed inoltre, perche' li hanno allo stesso modo paesi certamente sfruttati in modo bestiale in passato (Congo, Sud Africa) ed altri che hanno solo RICEVUTO dagli occupanti europei (Etiopia, Eritrea, Somalia, ecc.)? Cosa abbiamo rubato noi in Somalia, me lo volete spiegare? Ed in Etiopia? E la Francia in Senegal cosa ha rubato? Vi rendete conto che questo alibi dello sfruttamento e' del tutto irrazionale? Anzi, il periodo coloniale, piaccia o non piaccia, e' stato l'unico periodo della storia africana dove non si moriva di fame e di malattie!!
#7 gianni59 (1780) - lettore
il 12.12.10 alle ore 22:26 scrive:
#1 derio63 (40)"...ma le opere che costruite e costruirete in quelle terre, tra 1, 2 o 10 anni saranno semplicemente state depredate, distrutte ..." non si preoccupi, perché viste le fotografie si tratta di baracche di lamiera con pavimenti in cemento, bagni alla turca, pentoloni saldati e vecchi tavoli...altro che colonialismo.....(pubblicherete stavolta o proprio "non potete"?)
#6 simonelibero (9) - lettore
il 11.12.10 alle ore 21:35 scrive:
cris15, la mia non voleva essere una critica al giornale ma all'idea di derio al ritorno del colonialismo per risolvere i problemi dei paesi poveri. Le iniziative per i bambini poveri sono sicuramente utili e necessarie, quindi tanto di cappello. Ma oltre la carità, ci vorrebbe anche un segnale ed un impegno da parte dello stato..
#5 Cris15 (146) - lettore
il 11.12.10 alle ore 16:27 scrive:
in risposta ai commenti, vorrei dire che sicuramente esistono soluzioni per interventi più radicali. E' ovvio anzi banale . Ma non vedo nulla di male se Il Giornale e i suoi lettori riescono a fare - ripeto - a fare qualcosa di buono e di utile per dei poveri bambini. Complimenti a Il Giornale e grazie per l'informazione.
#4 simonelibero (9) - lettore
il 11.12.10 alle ore 15:41 scrive:
in risposta a derio, sono daccordo che il contentino ai paesi poveri sia di poca efficacia, ma il colonialismo illegale esiste gia, da parte di quei paesi e compagnie che sfruttano le risorse dei paesi poveri, vedi il coltan ( columbite-tantalite) nella regione del Kivu in Congo. Quindi rendere legale tale sfruttamento non porterebbe grandi benefici alle persone più povere, visto la corruzione dilagante in quei paesi e nei paesi occidentali in decadenza. io sto studiando come agronomo tropicale, e penso che un modo per aiutarli sia quello di guidarli ad un corretto sfruttamento delle risorse, senza imporgli nuovi modelli, ma di integrare nuovi metodi da integrare alle loro tradizioni.
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