Aurelio Picca

Viaggio all’inferno ma con la scorta

07-12-2011 Massimiliano Governi (nella foto), in Chi scrive muore, va letto con il cranio scoperchiato e la gabbia toracica divaricata, affinché il cuore palpiti. Fuori di metafora: il lettore la storia la deve aspettare passivamente, non va rincorsa armati di nozioni e vizi tipici che si usano per leggere gran parte della produzione letteraria odierna. Governi stupisce e morde, provoca e sta muto senza muovere un grammo di furbizia. Chi scrive muore (Bompiani, pag. 118 euro 16,00) racconta di Angelo, caposcorta di uno scrittore al quale la mafia ha giurato di fare la pelle. Un capitolo narra di Angelo; un altro dello scrittore (Roberto Saviano?) sequestrato dalla sentenza c...