giovedì 08 febbraio 2007, 08:53
Cara Melandri, perché
quelle balle sul suo ballo?
L’ha scritto L'espresso. E lei ha
smentito. L'ha detto il direttore
del Tg5. E lei ha smentito. Poi
l'hanno confermato tanti vip, compresa
Simona Ventura che su questi
argomenti la sa lunga. E lei ha
smentito, smentito e ancora smentito.
Anzi, ha smentito e ha pure
espresso «profondo rammarico».
Adesso arriva la foto che è la prova:
la Melandri è stata davvero
ospite di Flavio Briatore in Kenia.
E lei? Tace. Forse ha finito di (s)mentire. O forse, senza s davanti,
continuerà. Per il momento, per la
verità, non c'è bisogno di molte parole. Basta l'immagine. Guardate: il ministro
balla come un figurino. Forse non sa ancora che sta
facendo una figuraccia. Malindi evidentemente non porta
bene ai volti giovani della politica italiana: da Martelli a
Melandri c'è sempre qualcosa che va in fumo. In questo
caso non è spinello, ma è spinoso: nelle istantanee risulta
evidente che la diessina è scatenata: sembra una trottola.
E invece sarà solo una frottola.
Sia chiaro, s'intende: dove passi il Capodanno la Melandri
potrebbe rientrare nel capitolo quinto dell'ultimo volume
dell'enciclopedia «Chissenefrega
». Per altro troviamo che
non ci sia nulla di male
a festeggiare nella villa di
Briatore. Anzi, ne approfittiamo:
caso mai Flavio ci volesse
invitare siamo pure disponibili
ad affrontare le
spese del viaggio. Si capisce:
il Kenia non è proprio dietro
l'angolo, mane vale la pena.
E poi, a giudicare da questi
scatti, ci si diverte pure moltissimo.
Magari non è chic, ecco. Si
capisce: un party nella villa
del re del Billionaire non è
come un cineforum con Veltroni
e Nanni Moretti. Magari
è meno palloso. Di sicuro,
però, meno intellettuale.
Forse la Melandri vuol far
crederci che passa tutto il
suo tempo libero ai convegni
culturali con Alberto
Asor Rosa o alle isole Filicudi
a dibattere del futuro del
Paese con Ilvo Diamanti e
Pietro Citati. O, al massimo,
sulla spiaggia di Capalbio
ma solo perché sotto l'ombrellone c'è la possibilità di far
due chiacchiere con Umberto Eco. «Vai a ballare stasera?
». «Oh no, caro non posso: mi aspetta quel seminario
su Adorno e Marcuse nel pensiero contemporaneo». «Che
peccato non posso venire: devo leggere l'ultimo saggio su
Leibniz e Baruch Spinosa».
A dire la verità a noi la Melandri sta più simpatica così,
con il kaffettano bianco che danza e danza a costo di pestarsi
i piedi da sola. Che male c'è?Ha o non ha competenza
anche sulle politiche giovanili? E allora? Non può forse
concedersi una botta di gioventù? E che imbarazzo ci sarà
mai a frequentare una volta casa Briatore per una che
frequenta regolarmente vertici con Mastella e Pecoraro
Scanio? Com'è possibile che un party in Kenia con Galliani
e la Ventura imbarazzi più che una maggioranza in
Italia con Luxuria e Caruso? Se non altro, poi, il party il
giorno di Capodanno è finito. La maggioranza, purtroppo,
ancora no.
Suvvia, cara Melandri, lei lo sa: un po' di disco dance non
ha mai danneggiato nessuno. Quello che danneggia sono
le menzogne. Perché allora ha continuato a negare oltre
ogni evidenza e ogni testimonianza? Intanto tutto ciò è
piuttosto scortese nei confronti dell'ospitale padrone di
casa: non si sarà offeso a essere usato, ballato e rinnegato?
E poi lei, oltre che ministro dello Sport (a proposito:
anche l'arrampicata sugli specchi è tra le sue competenze?)
è pure mamma: lo sa
che a chi dice bugie gli si allunga
il naso. E qualche volta
si accorcia la carriera.
Avete presente Clinton? Il caso
Lewinski, al di là del coté
pruriginoso e di quel che accadde
nella Stanza Orale,
nacque proprio perché lui
aveva mentito. Ma sì, aveva
detto una bugia.