Lo scrivo a malincuore e mi farò un
sacco di nemici politicamente correttissimi:
ma credo che le metropoli
come Milano non siano fatte per le biciclette,
punto e basta
Lo scrivo a malincuore e mi farò un
sacco di nemici politicamente correttissimi:
ma credo che le metropoli
come Milano non siano fatte per le biciclette,
punto e basta. Credo che non siano
fatte, dunque, per i ciclisti: tribù in
parte composta da gente diligente che
potrebbe cambiare il mondo e in parte
composta da persone che ostentano il
loro status da inferiori/superiori con
ciò rappresentando un pericolo generale.
Alcune associazioni hanno lamentato
che dall'inizio dell'anno ci sono stati
quattro ciclisti morti a Milano: beh, credo
che sia andata ancora bene. Non siamo
l'Olanda: è inutile vagheggiare riconversioni
improbabili, non serve invocare
piste ciclabili laddove mancano
marciapiedi e parcheggi. È folle chiedere
limiti di 30 all'ora in città tipo Milano,
come vorrebbero alcune associazioni
bohémien. Nella nostra giungla metropolitana
la bicicletta non è una soluzione,
spesso è un'insidia per chi la conduce
e così pure per i mezzi motorizzati
che devono conviverci. A un figlio,
perlomeno io, comprerei più volentieri
un motorino col casco obbligatorio, anziché
certe biciclette che caracollano
tra pavé e rotaie, tra incroci e precedenze.
Oppure andrei a vivere in campagna.
O in Olanda, se c'è differenza.
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Contro le biciclette
Lo scrivo a malincuore e mi farò un sacco di nemici politicamente correttissimi: ma credo che le metropoli come Milano non siano fatte per le biciclette, punto e basta
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