MATRIMONIO REALE SHOW SENZA SENSO?

Un tempo i matrimoni reali servivano a sancire la potenza di un Paese, ma oggi? Chi ne beneficia? Sono uno spettacolo come il Grande fratello?

di -

Sia chiaro: con questo articolo non intendo certo mettere in dubbio la famiglia reale. Non essendo inglese, l'argomento non mi compete. La mia è una riflessione più ampia su eventi grandiosi come le nozze reali o la parata del 14 luglio in Francia o la cerimonia di insediamento del presidente americano. In passato, quando gli Stati erano sovrani al 100%, questi grandi eventi servivano soprattutto a cementare l'identità nazionale, fornendo, attraverso l'esaltazione dei simboli, un motivo di identificazione, capitalizzando il potere mediatico delle cerimonie.

Servivano a sancire la grandezza del Paese, cementando il senso di appartenenza, costruendo un rapporto di vicinanza e di condivisione tra il popolo e le élite, irradiandone il prestigio nel mondo. Era, in ultima analisi, un esercizio raffinatissimo di propaganda. Ma oggi queste celebrazioni hanno ancora senso? Da un punto di vista strettamente mediatico la risposta è sì. Se due miliardi di spettatori in tutto il mondo stanno incollati agli schermi televisivi, significa che le folle sentono ancora il fascino delle famiglie Reali, il richiamo della favola del principe che sposa una Cenerentola, o più in generale di un cerimoniale straordinario e fastoso. Aggiungete una certa curiosità voyeristica che reality come il Grande Fratello hanno incoraggiato e le ragioni del successo televisivo del matrimonio del figlio Lady D sono presto spiegate. Ma a vantaggio di chi o di che cosa? La Corona inglese ne beneficerà a livello di immagine, certo; ma la Gran Bretagna? Verrà recepita come più potente e autorevole? La risposta è no. Il matrimonio di Will e Kate non gioverà al sistema politico, alla Nazione, intesa in senso ampio. Per una ragione molto semplice: lo Stato non c'è quasi più. E' un guscio che mese dopo mese si svuota di contenuti. Questa tendenza è evidente all'interno dell'Unione europea e ne abbiamo avuto conferma ieri con la sentenza della Corte di Giustizia Ue che ha bocciato il reato di clandestinità.

L'Italia non può più legiferare liberamente ma deve sempre sottostare alle normative europee, non controlla più la propria moneta, né i confini, né il territorio, non può decidere autonomamente la politica economica e finanziaria. Insomma, non ha quasi più poteri. E' un Paese più che dimezzato, ma resta formalmente indipendente, resta l'Italia. Anche il Regno Unito e persino gli Stati Uniti non sfuggono al frullatore della globalizzazione che impone il continuo trasferimento di sovranità dagli Stati a organizzazioni internazionali che non rispondono al popolo, non sono elette democraticamente, ma che possono condizionare e talvolta comandare i singoli Stati. Il Fmi, la Banca mondiale, il Financial Stability Forum, l’Osce, l'Ocse, l'Oms, eccetera eccetera. Sono loro a porre paletti e dunque a segnare il cammino, senza che nessuno chieda conto del loro operato, curiosamente o significativamente. Bisognerebbe rispondere a domande primarie come: chi, come, quando, perché, con quale fine ultimo? Ma sono temi che restano sempre in secondo piano o liquidati con spiegazioni note e indiscutibili, per quanto non esaustive.

Proprio oggi è giunta la notizia che Superman, nel fumetto che lo ha reso famoso, ha deciso di rinunciare alla nazionalità americana per diventare cittadino di un mondo, dove le identità nazionali, culturali, linguistiche vengono livellate.

E' una curiosità, una coincidenza, ma significativa. Se davvero il mondo diventa piatto, sempre più multietnico, multireligioso e dunque uniforme, show regali e grandi cerimonie nazionali, perdono il loro Dna. Non servono a uno Stato e nemmeno a un sistema fondato sulle Nazioni, ma si trasformano in eventi globali tanto spettacolari quanto effimeri. Come tutto nella moderna società, una società senza memoria.

Ingrandisci immagine

ANNUNCI GOOGLE

COMMENTI

15 commenti su  1  2  3   pagine dal più vecchio | dal più recente
#15 angelarossi (276) - lettore
il 29.04.11 alle ore 20:04 scrive:
L’Inghilterra ci guadagna in immagine e sappiamo quanto in un mondo ormai preda dello spettacolo video la propaganda sia un’arma più potente dalla bomba atomica.Diciamo poi la verità: quante donne vorrebbero essere, o vorrebbero vedere la propria figlia, al posto della Middleton? Io penso quasi tutte. Qui non si tratta di quattrini, ma della sacralità della monarchia, specie quella inglese che è la più importante del mondo. Infatti se si fosse sposato il figlio di Bill Gates, senz’altro più ricco dei Windsor, nessuno ci avrebbe fatto caso. Smettiamola di consolarci dicendo che la Kate ha accettato pesanti patti prematrimoniali che la penalizzerebbero molto in caso di divorzio. Forse che i comuni mortali quando divorziano se la passano meglio? Tanto non si lasciano: William è un gentiluomo e Waity Katy ha impiegato dieci anni per tessere la tela e raggiungere cotanto traguardo. Macché divorzio! Quella piuttosto s’attacca alle colonne “Over my dead body!”
#14 giuseppe galiano (2012) - lettore
il 29.04.11 alle ore 19:22 scrive:
Per favore, BASTA! Il Giornale è un foglio serio e quindi la pianti di occuparsi di due tizi, sia pure reali, ma che a breve si riempiranno di corna l'un con l'altra.
#13 SILVIO (544) - lettore
il 29.04.11 alle ore 18:38 scrive:
Marcello Foa (grande esperto di politica internazionale) ha in tutto e per tutto ragione: l’UK è divenuto un simulacro di Nazione, schiacciata com’è da un debito immane (secondo solo ai 14 trilioni di dollari degli Usa) verso i veri padroni della sovranità nazionale del Regno Unito (cioè, gli squali finanziari internazionali). Pertanto, tale evento mediatico appare chiaramente come una pietosa opera di restyling di qualcosa che non esiste più. Ad uso e consumo dei boccaloni (che purtroppo esistono ancora).
#12 wizardofoz (112) - lettore
il 29.04.11 alle ore 17:55 scrive:
Il cinismo di molti verso il matrimonio reale odierno è proprio solo quello: cinismo. Ìn un mondo ormai sciatto che più non si può, si vuole banalizzare anche eventi che hanno un significato sicuramente maggiore delle squallide adunate calcistiche alle quali si dà un'importanza maniacale, mentre spesso offrono spettacoli deplorevoli sia sportivi, sia comportamentali. La monarchia britannica dà un grande senso di coesione alla nazione ed è ben vista da una larga maggioranza. Essa ha dato prova in momenti cruciali di grande senso dello stato, come sotto le bombe della II Guerra Mondiale, rimanendo a fianco dei proprii cittadini e evitando di fuggire pavidamente come i Savoia. Il gossip ha di certo ha colpito pure i Windsor, ma i loro peccati sono sempre stati poco più che veniali. Comunque, l'immensa partecipazione di pubblico è la prova della loro grande popolarità, sicuramente maggiore di quella di qualunque altro personaggio al mondo, il che è pure ottimo per il business turistico.
#11 Gabo1977 (25) - lettore
il 29.04.11 alle ore 17:37 scrive:
La famiglia reale è un pezzo importantissimo della storia inglese. E gli inglesi ci tengono in maniera particolare. Per l'Inghilterra tutta oggi è stato un giorno di festa e l'hanno dimostrato con una partecipazione e un attaccamento che noi, capaci oramai solo di far polemiche anche sui nostri simboli più importanti, dovremmo solo guardare con ammirazione. Chiamatelo show, chiamatela buffonata... Io vedo solo un bel giorno di festa per una nazione intera che in Italia non ho mai visto. Che male c'è?
15 commenti su  1  2  3   pagine RSS commenti | Cosa sono?
- correlati
+ correlati