Frosinone, maxi-truffa all'azienda sanitaria Cure mediche a 1500 pazienti già deceduti

I pazienti sono già deceduti da tempo, ma i medici continuano a prescrivere farmaci e a ricevere i contributi regionali per le prestazioni professionali. La maxi-truffa, scoperta dalla Guardia di Finanza, coinvolge più di 100 soggetti

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Frosinone - Maxi-truffa sanitaria a Frosinone. I medici di base prescrivevano farmaci e preparavano ricette per pazienti morti da tempo, continuando a percepire i contributi regionali per le prestazioni professionali.

Il sistema, scoperto da un'indagine della Guardia di Finanza di Frosinone, coinvolgeva novanta medici di base, colpevoli di avere percepito i risarcimenti regionali, e 21 dirigenti dell'Azienda Sanitaria frusinate. Gli indagati, che non avevano denunciato la morte dei pazienti, com'è obbligo in caso di decesso, continuavano a ricevere fondi pubblici per le cure somministrate. Fino a 700 le prescrizioni a nome di un solo paziente non più in vita. Emblematico il caso di una paziente, che continuava a ricevere cure mediche, nonostante fosse deceduta 16 anni prima. Grazie alle indagini è stato possibile mettere mano agli elenchi degli assistiti della provincia di Frosinone. Dall'analisi è risultato che 5.500 dei 500.000 nomi presenti, sarebbero in realtà "pazienti fantasma", di cui non è nota l'identità - posto che siano ancora in vita - e per cui i rispettivi dottori ricevono tuttora un contributo.

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COMMENTI

15 commenti su  1  2  3   pagine dal più vecchio | dal più recente
#15 senzasperanza (19) - lettore
il 01.09.11 alle ore 18:07 scrive:
Scusate ma e mai possibile che tutti i giorni salti fuori uno scandalo nel sud.Va bene che ci sono i telegirnali da mandare in onda ,ma non vi sembra ora di finirla.Non sono razista ma d' ora in avanti votero' lega,...
#14 giuseppe galiano (1808) - lettore
il 01.09.11 alle ore 17:55 scrive:
Ma dai, perchè condannarli, sicuramente pensavano di resuscitarli. Con la grazia di Dio e con le loro cure mediche non si poteva mai sapere, no?
#13 gattomannaro (261) - lettore
il 01.09.11 alle ore 17:55 scrive:
Temo che sia solo la punta dell'iceberg.....eliminando truffe e sprechi (false invalidità, accompagnamenti non dovuti, morti viventi(?) ecc..) ,si troverebbe la 'quadra' per mezza finanziaria. Ma lo si vuole proprio fare?
#12 michele lascaro (1158) - lettore
il 01.09.11 alle ore 16:59 scrive:
Ho l'impressione che in questa Italia si giochi a Monopoli, senza affrontare il problema in modo semplice e definitivo (parlo da medico): Per essere sepolto il deceduto ha bisogno che il medico compili il certificato di morte. Questo deve essere necessariamente consegnato al comune. Il gioco è finito, perché il comune ha il compito, obbligatorio naturalmente, di comunicare alle ASL (e agli istituti previdenziali) il decesso di Tizio. A questo punto non esisteranno più pazienti fantasma, e il medico sarà pagato per il lavoro effettivo. E' logico anche che il medico ha il dovere di non prescrivere farmaci ai defunti, (che non saprebbero come usarli, in modo tardivo). Questo iter è valido anche per i familiari che continuano a percepire le pensioni dei defunti. E' difficile capire questo procedimento? I comuni si adattino a operare secondo logica e Legge.
#11 massimo rettaroli (383) - lettore
il 01.09.11 alle ore 16:48 scrive:
Adesso voglio vedere se lo Stato riesce a recuperare i soldi sottratti da questi ingordi; se le cose devono cambiare in questo Paese, bisogna cominciare da questi balzelli. Possibile che non si possa ovviare a queste anomalie partendo dal certificato di morte? Brunetta, dove sei?
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Alessandro Sallusti
Le celebrazioni dei vent’anni dal­l­’inizio di Tangentopoli hanno rag­giunto il culmine della retorica e dell’inganno. Mani pulite fu sì un’opera meritoria,ma anche altro  continua..
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