"Nessun programma sulle città metropolitane": chi vincerà alle elezioni non riuscirà a governare

ilGiornale.it ha chiesto il parere di Antonio Calafati, esperto di Economia urbana, sulla campagna elettorale. E il suo giudizio non è stato positivo, per nessuno. Perché? Non hanno affrontato la trasformazione dei grandi centri urbani in città metropolitane ASCOLTA L'AUDIO INTERVISTA

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Antonio G. Calafati insegna all’Università politecnica delle Marche ed è uno dei massimi esperti italiani di Economia urbana. A lui il Giornale ha chiesto un parere su questa campagna elettorale e la sua valutazione è molto negativa, non tanto per le idee espresse dalla destra e dalla sinistra, quanto per il fatto che entrambi gli schieramenti hanno evitato di affrontare il tema che determinerà la qualità e l’efficienza della vita dei cittadini, ovvero la trasformazione dei grandi centri urbani in città metropolitane. Qualche tempo fa il professor Calafati aveva proposto, proprio sul Giornale , l’abolizione dei comuni dell’hinterland per permettere ai sindaci di realtà del calibro di Milano, Torino, Roma di gestire con la dovuta rapidità ed efficienza tutto il territorio circostante.

Dati alla mano, Calafati dimostra che le città europee che hanno già adottato un modello amministrativo centralista sono gestite meglio, sono più ricche, meno trafficate e meno inquinate. I candidati che in questa campagna elettorale hanno proposto di migliorare la qualità della vita delle grandi città avrebbero dovuto affrontare questo tema e sensibilizzare l’opinione pubblica. Invece nessuno ha affrontato l’argomento, sia a destra che a sinistra. Con una conseguenza paradossale: chi vincerà potrà realizzare solo una piccola parte dei propri programmi e finirà prigioniero della burocrazia e dei veti della Provincia o de tanti piccolissimi comuni a cui la legge conferisce, di fatto, un potere di veto. ASCOLTA L’AUDIO INTERVISTA

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COMMENTI

8 commenti su  1  2   pagine dal più vecchio | dal più recente
#8 gemini24 (32) - lettore
il 15.05.11 alle ore 12:15 scrive:
Scusatemi, ho inviato inavvertitamente. Basterebbe osservare l'Italia da un finestrino di aereo per comprendere che la costruzione di queste aree non riguarda solo le grandi città, ma anche vasti territori urbanizzati senza soluzione di continuità; ma anche quanto la divisione amministrativa del territorio faccia a pugni con la conformazione delle aree
#7 gemini24 (32) - lettore
il 15.05.11 alle ore 12:00 scrive:
Ho cominciato a leggere, in Italia, di città metropolitane dalla fine degli anni '70. Tutto si è risolto nel solito scontro ideologico tra dirigisti e spontaneisti con il risultato di registrare caos urbanistico o programmazione senza seguito imprenditoriale. Il dibattito sul federalismo potrebbe essere l'ennesima occasione per introdurre indirizzi, normative ed incentivi. Ma sino a quando non si riuscirà a costruire una classe dirigente legata agli interessi nazionali, prevarranno le botteghe e i politicamente corretti i quali a ben guardare, sono la stessa cosa
#6 portus1941 (203) - lettore
il 15.05.11 alle ore 11:37 scrive:
fino a quando in italia si ragionerà di politica come tifosi, di una parte o dell'altra ogni seria proposta come questa non sarà mai presa in considerazione purtroppo...
#5 Silvio Verratti (81) - lettore
il 15.05.11 alle ore 10:44 scrive:
Bravo goldglimmer,l'alternativa c'è ed è Forza Nuova che continuando la politica del vecchio M.S.I.DN è l'unico movimento che può rivoltare l'Italia come un calzino.Perchè è questo di cui il nostro Paese ha bisogno,occorre che lo Stato torni ad essere presente,che la Magistratura non sia politicizzata,che la Sanità sia efficiente in tutta Italia,che la Scuola torni ad essere il fiore all'occhiello di tanti anni fa,che il debito pubblico venga ridotto con una seria riforma fiscale e con l'eliminazione dei privilegi nonchè dimezzare gli stipendi ai nostri parlamentari.Dal 1948 in poi si sono succeduti governi che hanno solo spolpato il nostro paese senza risolvere i veri problemi e senza ridistribuire il denaro pubblico in maniera giusta e non sproporzionata.Mario Giordano nel suo libro "SANGUISUGHE"ha messo in evidenza tutte le porcherie che i vari ministri facevano per salvaguardare i loro interessi costringendo il popolo a stringere sempre la cinghia.Basta!Bisogna cambiare registro!!
#4 martinitt (537) - lettore
il 15.05.11 alle ore 10:02 scrive:
E' una soluzione che comporta meno dispersioni di risorse economiche a vantaggio della collettività, ma i politici oggi pensano ai propri interessi a scapito dei vantaggi che avrebbero i cittadini.
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