Pisapia non commenta la liberazione di Battisti Contestato il giornalista

Un giornalista del Tg1 chiede un commento sulla scarcerazione di Battisti ma il neosindaco glissa: "Mi sono occupato di giustizia per tutta la mia vita, oggi ci dobbiamo occupare di Milano". E dalla platea piovono contestazioni. Il portavoce del sindaco poi si scusa

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Milano -  Vietato fare domande su Battisti. Il nuovo corso del sindaco Giuliano Pisapia si apre con il silenzio su una vicenda che interessa il mondo politico intero e non solo. Alla conferenza stampa a Palazzo Marino per la presentazione della nuova Giunta di Milano un cronista del Tg1, Enrico Castelli, prova a chiedere al nuovo sindaco un commento sulla liberazione di Cesare Battisti ma viene subito contestato da alcune persone del pubblico. La sua domanda viene accompagnata dal brusio di disapprovazione di alcuni spettatori assiepati sui lati della Sala Alessi che hanno contestato la legittimità della questione. In tutta risposta alcuni cronisti hanno preso le difese del collega cercando di zittire i contestatori. Dal canto suo Pisapia prima tenta di farsi scudo dicendo che "alla domanda ha mi sembra abbia già risposto il pubblico" e poi glissa così: "Mi sono occupato di giustizia per tutta la mia vita, oggi ci dobbiamo occupare di Milano". 

Il portavoce di Pisapia si scusa  Dopo l'episodio sono arrivate le scuse di Maurizio Baruffi, portavoce del sindaco di Milano Giuliano Pisapia. "Sono molto dispiaciuto per il fatto che sia stato disturbato il collega del Tg1 Enrico Castelli - dice Baruffi in una nota - mentre rivolgeva una domanda al sindaco Giuliano Pisapia. La conferenza stampa era aperta anche ai cittadini, perché abbiamo deciso di condividere con la città un momento così rilevante. Purtroppo, in questi casi, non è semplice frenare entusiasmi talvolta sicuramente eccessivi. Al termine della conferenza stampa ho già personalmente chiarito l’episodio con Castelli".

De Corato: solidarietà al giornalista "Esprimo la mia solidarietà a Enrico Castelli per essere stato contestato e zittito durante la conferenza stampa del sindaco Pisapia di presentazione della nuova Giunta". Lo ha detto l’ex vicesindaco, Riccardo De Corato commentando la contestazione al giornalista del Tg1. "Il clima che si respira a Palazzo Marino - ha aggiunto De Corato - è quello che hanno potuto constatare i giornalisti durante l’intervento del giornalista della prima rete televisiva, a causa della presenza costante a tutte le uscite del Sindaco dei suoi supporter che sono in gran parte gli aderenti ai centri sociali, che come hanno avuto modo di urlare in più occasioni sono stati "liberati" dall’elezione del primo cittadino di centro-sinistra. Se il buon giorno si vede dal mattino...". "È sintomatico e ancor più grave infine - ha concluso - che il Sindaco di Milano non abbia saputo né voluto dire alcuna parola di condanna nei confronti della sentenza della suprema corte brasiliana che ha rimesso in libertà il pluriassassino Cesare Battisti che proprio a Milano ha fatto nascere i Pac e che a Milano ha compiuto due assassinii ai danni del gioielliere Torregiani, il cui figlio vive con gli arti inferiori immobilizzati su una sedia a rotelle, e del maresciallo di Pubblica sicurezza Andrea Campagna". 

Meloni: "Sconcertante che Pisapia non risponda" "Il fatto che Giuliano Pisapia non abbia voluto rispondere a una domanda su Cesare Battisti, neppure rinviandola ad un altro momento, è sconcertante. Su questioni del genere la classe politica dovrebbe mostrarsi unita nella condanna e soprattutto vicina alle famiglie delle vittime". Così il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, ha commentato l'accaduto. "E' scandaloso che ad assassini come Battisti sia bastato conquistarsi le simpatie di sedicenti intellettuali per essere elevati dalla sentina dei criminali comuni al rango di martire della libertà". 

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COMMENTI

46 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#46 Giacobbe (226) - lettore
il 11.06.11 alle ore 23:22 scrive:
L'unico motivo per cui i brasiliani possono decidere di non estradare un assassino è perchè ritengono che in italia verrebbe privato dei diritti fondamentali e di un giusto processo. ma chi avrà mai messo in testa a questi brasiliani che siamo una dittatura di giudici politicizzati pieni di brigate rosse nelle procure dove si viene giudicati non in base al diritto ma a preconcetti ideologici e politici? Come gli sarà venuto in mente a questi brasiliani!!!
#45 cesaresg (701) - lettore
il 11.06.11 alle ore 18:54 scrive:
L'altro ieri avevo scritto un commento sul fatto che i brasiliani si sono tenuti l'assassino Battisti in cui dicevo che è stato meglio così. Ripeto il perché: se fosse tornato in Italia pisapippa e kompagni fasciocomunisti si sarebbero dati da fare per la liberazione del criminale, in che modo? candidandolo alle elezioni del 2013, eletto sarebbe uscito dalla prigione e sarebbe stato nominato"onorevole", non ci credete? Vi ricordate Tony Negri? Ebbene sarebbe andata così; il pisapippa che non risponde alla domanda del giornalista che poi è stato zittito dai fasciocomunisti dei centri sociali la dice lunga su come si sarebbero comportati. Non mi faccio infinocchiare dall'indignazione dei sinistri: essi si sono lamentati non perché doveva tornare in Italia per andare in prigione ma perché non possono farne una icona del sinistrume violento.
#44 jacopo82 (429) - lettore
il 11.06.11 alle ore 18:21 scrive:
#44 igna08, era una domanda assolutamente fuori contesto e provocatoria. Che c'entra il sindaco di Milano con Battisti? Non tutti sono abituati a sproloquiare su ogni argomento in ogni occasione. Nel giorno della presentazione della nuova Giunta sarebbe giusto parlare di Milano. Punto. C'è un governo e un ministro degli esteri per parlare di Battisti, anche se pensare a frattini ministro fa venire l'orticaria.
#43 igna08 (611) - lettore
il 11.06.11 alle ore 15:10 scrive:
#39jacopo82 Quindi secondo te, il Pisapia non doveva rispondere ad una domanda precisa su Battisti, e perchè ? La risposta è che il compagno Pisapia, era ed è rimasto un comunista, non poteva, o non voleva rinnegare il suo passato nella sinistra estrema. Cari kompagni, vi attaccate agli specchi e i Milanesi che vi hanno votato, se ne pentiranno amaramente.
#42 Eurippo (219) - lettore
il 11.06.11 alle ore 15:01 scrive:
Godo. Godo, ma penso a quei poveri milanesi che hanno votato Moratti o che si sono astenuti... Forse è meglio che cambino residenza: se dura, Milano è finita.
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