Quei giovani norvegesi incapaci di reagire

Cinquanta persone se si lan­ciano insieme sul killer hanno la possibilità di farlo a pezzi con le nude mani

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Tutto quello che sappiamo della mattanza sull’isola di Utoya, in Norvegia, compiuta da Anders Behring Breivik, 32 anni, il cervello fulminato dall’esaltazione ultranazionalista, lo abbiamo letto increduli sui giornali. Abbiamo compulsato decine di articoli nella speranza di capire non tanto il movente, impossibile da cogliere per chi non abbia nozioni approfondite di psichiatria, quanto il fatto che il pazzo sia riuscito a uccidere una novantina di ragazzi in mezz’ora senza incontrare la benché minima resistenza. Sidirà che c’è poco da resistere in certe situazioni: se un uomo è armato fino ai denti, e le sue vittime, invece, non dispongono nemmeno di una fionda, la carneficina è scontata. Giusto. Ma in questo caso, stando alle notizie in nostro possesso, sull’isola (un chilometro quadrato, quindi piccola) si trovavano circa 500 partecipanti a un meeting annuale di laburisti. Un numero considerevole. Quando Breivik ha dato fuori da matto e ha cominciato a sparare, immagino che lo stupore e il terrore si siano impadroniti del gruppo intero. E si sa che lo sconcerto (accresciuto in questa circostanza dal particolare che il folle era vestito da poliziotto) e la paura possono azzerare la lucidità necessaria per organizzare qualsiasi difesa che non sia la fuga precipitosa e disordinata, contro un pericolo di morte. Ciononostante, poiché la strage si è consumata in 30 minuti, c’è da chiedersi comunque perché il pluriomicida non sia stato minimamente contrastato dal gruppo destinato allo sterminio. Ragioniamo. Cinque, sei, sette, dieci, quindici persone, e tutte disarmate, non sono in grado di annientare un nemico, per quanto agisca da solo, se questo impugna armi da fuoco. Ma 50 - e sull’isola ce n’erano dieci volte tante-se si lanciano insieme su di lui, alcune di sicuro vengono abbattute, ma solo alcune, e quelle che, viceversa, rimangono illese (mettiamo 30 o 40) hanno la possibilità di farlo a pezzi con le nude mani. Ci rendiamo conto. Cose così sono facili da scrivere, standosene qui seduti alla scrivania, e molto più difficili da praticare sul campo mentre echeggiano gli spari e decine di corpi cadono a terra senza vita. Ma è incredibile come, in determinate circostanze, ciascuno pensi soltanto a salvare se stesso, illudendosi di spuntarla, anziché adottare la teoria più vecchia (ed efficace)del mondo:l’unione fa la forza. Varie specie di animali quando attaccano lo fanno in massa e nello stesso modo si comportano quando si difendono. Attenzione però: gli animali istintivamente antepongono l’interesse del branco a quello del singolo. Uno per tutti, tutti per uno. Evidentemente l’uomo non ha, o forse ha perso nei secoli, l’abitudine e l’attitudine a combattere in favore della comunità della quale pure fa parte. In lui prevalgono l’egoismo e l’egotismo. Non è più capace di identificarsi con gli altri e di sacrificarsi per loro, probabilmente convinto che loro non si sacrificherebbero per lui.
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COMMENTI

38 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8   pagine dal più vecchio | dal più recente
#38 sandrino56 (1) - lettore
il 01.08.11 alle ore 8:55 scrive:
Sono scioccato dalla mancanza di empatia verso le vittime. Mi piacerebbe fare irruzione nella redazione del Giornale armato come il pazzo norvegese e vedere un po' cosa succede ....
#37 piepann (3) - lettore
il 29.07.11 alle ore 15:58 scrive:
Perfetto! Feltri è sempre un uomo intelligente: conferma come sta andando la situaz in tutta Europa e cioè che un istinto suicida guida la maggior parte della gente. Vuol dire appunto che cinesi e mussulmani saranno i nuovi gruppi che si contenderanno la supremazia globale
#36 Luigi Fassone (2483) - lettore
il 29.07.11 alle ore 14:30 scrive:
Insomma,questo commento non ne vuol sapere d USCIRE : Figurarsi se il "pezzo" di Feltri non suscitava delirio . Col senno di poi (lo ha detto pure lui..),seduto dietro una scrivania (e dagli !) eccetera. tutti con spirito critico. Ma che,le pietre per lapidare qualcuno le hanno tutte esportate dai paesi Nordici a quelli Sudici,pardon,quelli arabi ? C'è sa sperare che da questa batosta i norvegesi capiscano che è giunta l'ora di cambiar musica,altro che ventun anni a uno che stermina altri esseri umani a decine di decine,e così stupidamente..
#35 laMary (2) - lettore
il 26.07.11 alle ore 19:01 scrive:
Innanzitutto "abbattere" lo dice a un maiale, non a degli esseri umani. Seconda cosa,cosa avrebbero dovuto fare? Mentre il carnefice li uccideva si sarebbero dovuti fermare e mettere d'accordo su chi doveva fuggire e chi avrebbe dovuto farsi "abbattere"? Le pare una cosa logica? Perchè invece di denigrare continuamente i giovani non riflette un attimo su quanto accaduto? Lei al loro posto si sarebbe messo a pensare sul da farsi? Non sarebbe stato colto da TERRORE PURO? E un'ultima cosa,"uno per tutti, tutti per uno" lo vada a dire ai nostri cari politici che, senza fare nomi, fanno leggi per pochi,rendono i poveri sempre più poveri e se stessi sempre più ricchi. Lo vada a dire a chi continua a tagliare su scuola e cultura e non permette ai giovani di esprimersi, di fare il lavoro per cui hanno studiato per anni. Lo dica a chi aumenta l'età pensionabile ai poveri statali, mentre basta stare per qualche giorno al governo per avere un fracco di soldi Loro si che pensano alla collettività!
#34 Fabio G. (46) - lettore
il 26.07.11 alle ore 18:48 scrive:
Avete cancellato una ventina di commenti o mi sbaglio?
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