martedì 09 febbraio 2010
 
 CULTURA
giovedì 12 novembre 2009, 09:00

A "Emmaus" riappare Baricco È il nuovo profeta del bamboccismo letterario

Lo scrittore superstar torna a colpire con la storia evangelica di quattro ragazzini che discutono del Bene e del Male

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Se uno non avesse mai letto niente, se nessuno avesse mai scritto niente, Baricco sarebbe uno scrittore, perché oggettivamente scrive. Tuttavia, poiché il mondo è crudele e la storia è lunga, poiché esiste la letteratura, è solo Baricco, il quale, anziché essere felice di essere un autore di romanzini di successo, tempo fa piantò sulla Repubblica una piagnucolata contro i critici che non lo degnavano più di attenzione, mentre, quando gli dedicavano attenzione, quelli come me criticavano i critici perché parlavano bene di Baricco, come se fossero nati tutti ieri. Ha avuto anche il coraggio di prendere Moby Dick e di estrarne tre scene per farne un riassunto facilino così da far credere a chi non ha mai letto il capolavoro di aver compreso quello che ha compreso Baricco, e stessa cosa con l’Iliade, rendendoli indistinguibili da Cenerentola o Cappuccetto Rosso. Melville e Omero se lo prendessero lo darebbero l’uno in pasto al Leviatano, l’altro ai Troiani e agli Achei, perché lo torturino a piacere, a turno.

Ciò nonostante Baricco cova un animo rivoluzionario, benché rivoluzionario all’italiana. Ricordate cosa fece? Già che c’era si ribellò anche allo strapotere delle grosse case editrici, e disse, con piglio garibaldino: andiamocene tutti, noi scrittori di successo, in una piccola casa editrice, così la facciamo diventare grande. Convinse anche Sandro Veronesi, e si trasferirono a Fandango, divenendone proprietari, o quasi. Reclutarono un giovane esperto, lo scrittore Mario Desiati, strappandolo alla Mondadori e a Nuovi Argomenti, e devono avergli detto: tu fai il direttore editoriale, sgobba e trova titoli, dacci lustro, noi entriamo e usciamo, facciamo i signori. È per questo che Alessandro ora pubblica per Feltrinelli, e ogni librino transitato per Fandango è passato a Feltrinelli.

L’ultimo appena uscito si intitola Emmaus, il paese dove due uomini, secondo il Vangelo, incontrarono Gesù risorto senza saperlo. La novità rispetto agli altri romanzi che trovate in libreria è che i risvolti di copertina sono completamente bianchi, forse non sapevano cosa scrivere, per immaginarlo bisogna leggerlo. I protagonisti sono quattro adolescenti alla ricerca del bene e del male. C’è anche una ragazzina smaliziata, che fa sesso orale e scopa in giro, quindi la più simpatica, ed è il fulcro simbolico del libro, si chiama Andre. «Così non è di nessuno, Andre - ma noi sappiamo che, anche, è di tutti». Intelligente, il narratore. A parte questa agnizione della troia precoce e felice da redimere, il baricchismo appartiene al genere Narrativa Per Adulti Scritta Come Se Fossero Bambini. È un trucco che funziona sempre, intellettualmente e sintatticamente, con tantissimi precedenti. Devi scrivere del Sessantotto ma scriveresti un libro banale? Scrivi Lettera a mio figlio sul Sessantotto. Devi scrivere dell’aborto? Scrivi Lettera a un bambino mai nato, parlando direttamente al feto.

In ambito narrativo non ne parliamo, la strada è stata battuta e ribattuta da Aldo Nove, Simona Vinci, Niccolò Ammaniti, Melisse e Pulsatille e Ciabatti, fino ai romanzi di Veltroni e di Franceschini, aspettando che si mettano a scrivere anche Marino e Bersani, i quali, essendo appena usciti dalle primarie, sono pronti per la primina, pronti a esordire. Il bambinismo è un genere sicuro. Puoi scrivere che «in definitiva, tutto quello che sappiamo della nostra inevitabile eterosessualità l’abbiamo imparato dagli occhi scuri di un amico del cuore, o dalle labbra di un compagno di cui siamo gelosi» e sembra tutto molto profondo, è il fanciullino che parla. Puoi dare forma a un atto misterioso e scrivere «avevo in mente certe che mi strofinavo contro il cuscino, la sera, perché non riuscivo a dormire. Lo mettevo fra le gambe e strofinavo» quando perfino un moderno ragazzino di Moccia gli risponderebbe: «Ma fatti una sega e non rompere, imbecille».

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17 commenti su  1  2  3  4   pagine dal più vecchio | dal più recente
#17 S.R. (2) - lettore
il 26.12.09 alle ore 16:27 scrive:
Assolutamente d'accordo con il Signor Parente. Perché Baricco, a fianco di una storia che poteva anche stare in piedi, ha deciso di sublimare la vita squallida di una ragazzina ricca e volgare? Non capisco come possa davvero credere che una ragazza del genere possa diventare l'angelo che mostra la "verità" aprendo le gambe. Non leggerò mai Moccia per non dovermi sorbire storielle di ragazzini che fanno sesso per gioco...ma se anche Baricco segue questa strada, cosa potremo leggere in futuro?
#16 S.R. (2) - lettore
il 26.12.09 alle ore 16:17 scrive:
Vorrei solo chiedere come si possano sublimare gli atti di una ragazza volgare, per non usare lo stesso (ma adeguato) linguaggio del Sig. Parente. Perché parlare di sesso-gioco in modo così profondo? Questa Andre è una ragazza purtroppo facile da trovare nella società, ma non la si può rendere un angelo capace di mostrare la "verità" e la "realtà" aprendo le gambe. Non leggerò mai Moccia proprio per non leggere cose di questo genere...Se anche Baricco si mette a scrivere così, dove finiremo?
#15 bruno Morabito (1) - lettore
il 09.12.09 alle ore 16:17 scrive:
E' bellissimo leggere queste cose,critico fantastico e al di sopra delle parti.Complimenti.
#14 Merellini (1) - lettore
il 30.11.09 alle ore 9:41 scrive:
Salve, mi sono iscritta al sito solo per sottolineare l'orrore e la vacuità di una simile critica letteraria. Indipendentemente dal libro e dal suo autore, gli elementi imprescindibili di una recensione letteraria penso debbano essere la neutralità e la conoscenza della materia che si sta recensendo. E mi pare che il "critico" qua sopra (che, detto tra noi, non conoscevo e di cui non approfondirò nulla) sia sprovvisto di entrambi. Magari, se smettesse di leggere Moccia ed inziasse ad approcciare anche qualcosa di più "introspettivo e relaistico", potrebbe accostarsi alla critica di scrittori più degni di questo nome. Sarebbe molto meglio se smettesse di scrivere, piuttosto che farci leggere simili atrocità. Un saluto.
#13 Scrubble o.0 (2) - lettore
il 22.11.09 alle ore 12:21 scrive:
non ho letto ancora questo libro, che può piacere o meno, ma due parole per questo terribile spazio concesso a questo pseudo-critico le voglio spendere: ok che lei è pagato da silvio, che è capo della mondadori, che è nemica di feltrinelli (e anche di fandango), ok che baricco dice di essere di sx e lei dice di essere di dx, ok che baricco può essere considerato un bravo venditore di fumo...ma lei, con quale coraggio dice di essere un critico? questo è solo uno sproloquio, un'accumulo senza senso di affermazioni infondate, non giustificate, assolutamente superficiali e inopportune...si vergogni, si dimetta e lasci il lavoro a qualcuno che si informi prima di scrivere una "critica" di qalcosa che probabilmente non ha neanche letto! @gyrin: moccia?moccia scrive sceneggiature per publicità tamarre per ragazzini griffati, per favore, un po di contegno!
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