martedì 09 febbraio 2010
 
 CULTURA
martedì 03 marzo 2009, 09:31

"Adesso per favore nelle scuole studiate Gaber"

Il ministro Gelmini presenta il nuovo progetto: "I suoi testi insegnano a diventare dei cittadini". La proposta è stata lanciata al Festival di Viareggio del 2008: "Educa a pensare senza pregiudizi"

  Strumenti utili
 Carattere
caricamento in corso...
caricamento...
 Invia a un amico
 Stampa
 Rss
 Il blog di Paolo Giordano
Condividi su Facebook

In fondo è naturale. Ora la lezione di Giorgio Gaber entra nelle scuole secondarie e diventa oggetto di studio. Lo fa con quella naturalezza creativa che sarebbe piaciuta anche a lui, libero pensatore preso da orrore per ogni classificazione e ogni impedimento stilistico. Il progetto è semplice: sono stati istituiti un concorso per gli studenti e una serie di lezioni tenute da studiosi e artisti (la prima, affollatissima, ieri al Teatro dell’Arte con Gioele Dix e Andrea Pedrinelli). «Giorgio Gaber insegna a pensare al di là degli schemi» ha detto ieri il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, presentando l’iniziativa a Palazzo Marino insieme con l’assessore Giovanni Terzi, Ombretta Colli con la figlia di Gaber, Dalia Gaberscik, ed Enzo Iacchetti.

Un giorno importante e non solo perché così si celebrano i settant’anni dell’artista italiano più libero del Dopoguerra. In realtà il «Progetto Gaber» è un segnale decisivo che il ministro Gelmini manda al mondo della scuola: più attenzione allo spirito della nostra cultura e alle basi recenti su cui si fonda (e che spesso sono state trascurate). «Molti si chiedono il perché di questa decisione - ha detto - e la risposta è molto semplice: nessuno ci aveva mai pensato prima». Ed è vero: sempre più persi nella guerra ad arruolare questo o quell’artista, i ministri precedenti (specialmente quelli di sinistra, che con la musica e l’arte vantano maggior confidenza) si erano dimenticati di valorizzare uno dei pochi davvero senza tessere e autenticamente creativo anche a costo di pestare i piedi a tutti.
Intanto spieghiamolo, questo «Progetto Gaber». La Fondazione a lui dedicata ha individuato dodici brani (in ordine di pubblicazione: Far finta di essere sani, L’America, Si può, I padri miei/ I padri tuoi, Gildo, Il dilemma, C’è un’aria, Canzone dell’appartenenza, Il mercato, La parola Io, I mostri che abbiamo dentro, Se ci fosse un uomo). Su questi testi gli studenti potranno confrontarsi in varie forme espressive (testo, audio, video, grafica e via dicendo) elaborando con la propria sensibilità quello che il Teatro Canzone di Gaber ha insegnato in tanti anni di musica ed esibizioni in tutta Italia. Chi intende partecipare al concorso può inviare la scheda di iscrizione a progettogaber@giorgiogaber.it entro il 30 aprile. Gli elaborati potranno poi essere inviati entro il 30 giugno alla Fondazione Giorgio Gaber in piazza Aspromonte 26 a Milano. E poi c’è il progetto triennale (sottoscritto ieri davanti ai fotografi dal ministro e da Dalia Gaberscik) che prevede lezioni nelle scuole tenute da studiosi e artisti che sappiano spiegare ciò che Gaber riusciva a fare, ossia arrivare al cuore della gente con una luce nuova e una prospettiva inedita. Insomma, una svolta.

E dire che tutto è iniziato a fine luglio dell’anno scorso quando Enzo Iacchetti, a margine del Festival Gaber che si svolge ogni anno a Viareggio, ha detto con nonchalance: «Quest’artista bisognerebbe insegnarlo a scuola». Detto, fatto. «L’ho inseguito per due giorni con il telefono in mano - ha raccontato sorridendo la Gaberscik -. Dicevo: c’è il ministro che ti vuole parlare». «Non me la sentivo» ha chiosato Iacchetti che, scherzosamente ma non troppo, ha confermato di «essere figlio illegittimo del pensiero di Gaber». Comunque, sette mesi dopo ecco qui che una semplice proposta è diventata realtà per centinaia di migliaia di studenti italiani. Ed è anche una sorta di significativo «precedente» che apre le porte ad altri autori capaci di fotografare il volto dell’Italia molto meglio di tante articolesse e di tanti trattati imposti sui banchi di scuola. «Credo che il pregio più grande di un artista così straordinario - ha detto il ministro - sia quello di insegnare a pensare senza pregiudizi». Circondata dai cronisti, la Gelmini ha poi detto chiaro e tondo ciò che tanti pensano: «Un oratore come Gaber dovrebbe essere ospitato durante le ore di lezione dedicate all’educazione alla cittadinanza». In fondo, è naturale ed è un portato essenziale di questa svolta: la canzone ha dignità letteraria e pedagogica quando sopravvive al proprio tempo. E quelle di Gaber lo hanno fatto, evidentemente.

7 commenti su  1  2   pagine dal più vecchio | dal più recente
#7 Astore (205) - lettore
il 12.03.09 alle ore 8:00 scrive:
Giovane laureanda, nella vita c'è da impare tutti i giorni, e di conseguenza nessuno è perfetto, figuriamoci se lo è mai un cantante. La scuola dovrebbe riuscire a dare ciò che la società non potrà mai offrire, e cioè una "Cultura Superiore", altrimenti se la scuola si riduce a semplice "insegnamento di vita", forse esistono tantissimi genitori molto più capaci dei professori nell'esercitare il ruolo di "maestro di vita". Purtroppo ancora una volta si mischiano i ruoli danneggiando la figura professionale dell'insegnante che da questi confronti, non può che uscirne con le ossa rotte, ad ognuno il suo ruolo. Io ringrazio tutti i giorni la scuola per avermi obbligato a leggere, analizzare ed interpretare frase per frase i Promessi Sposi, e benedico quella santa professoressa, di altri tempi, che si caricava di questo immane lavoro.
#6 prof A. Romeo (1) - lettore
il 05.03.09 alle ore 20:07 scrive:
Il mio commento rilevava che nella scuola le canzoni e i cantautori sono presenti da anni, Gaber compreso, in molte antologie. Vedo che non è stato gradito ed è stato cancellato. Giovane Laureanda, forse dovresti rivedere il concetto di libertà (soprattutto di parola) che qui vedo un po' liso)
#5 Giovane laureanda (2) - lettore
il 05.03.09 alle ore 11:06 scrive:
Ascoltando la notizia al tg mentre rileggevo la mia tesi (la quale inizia con il celebre verso della canzone di Gaber libertà è partecipazione..), la prima sensazione che ho provato è stata quella di stupore seguita da un'inestimabile gioa. La gioia scaturita dal poter constatare che finalmente si è capita l'esigenzadi proporre idee che possono stimolare e suscitare nei ragazzi riflessioni profonde sciegliendo concetti concreti che spero possano entusiasmare e catturare l'attenzione dei ragazzi stessi, i quali secondo il mio modesto parere necessitano di buoni esempi... e Gaber credo sia il personaggio perfetto, che con i suoi ideali e attraverso le sue canzoni le quali reputo poesie, ha la capacità o meglio, lo definirei il dono di tramettere messaggi importanti pregni di significato.
#4 Giovane laureanda (2) - lettore
il 05.03.09 alle ore 10:41 scrive:
Ascoltando la notizia al tg mentre rileggevo la mia tesi di laurea (la quale inizia con il famoso ritornello della canzone del mitico Giorgio Gaber La libertà non è star sotto un albero.. ecc), la prima sensazione da me provata è stata di stupore per l'inaspettata notizia la seconda sensazione è stata un'immensa gioia di constatare che finalmente si è capita l'esigenza di proporre idee che possano stimolare e suscitare nei ragazzi riflessioni profonde. Tutto ciò è possibile grazie alla scelta di concetti cosi concreti che spero possano entusiasmare e catturare l'attenzione dei ragazzi stessi, i quali secondo il mio modesto parere necessitano di buoni esempi..e credo che Gaber sia il personaggio perfetto, con i suoi ideali e attraverso le sue canzoni che io definirei poesie ha la capacità o meglio il dono di trasmettere messaggi importanti come quello di iniziare a pensare senza pregiudizi.. Aver preso come oggetto della mia tesi questi concetti mi rende felice ed orgogliosa.
#3 reconditearmonie (118) - lettore
il 04.03.09 alle ore 8:55 scrive:
Qualcuno ha detto che la vita è troppo breve per leggere cose diverse dai classsici in cui ritroviamo tutto l'uomo senza necessità, aggiungerei io, di rivolgersi a Gaber, Battiato o Mogol. Machiavelli frequentava le bettole del tempo ma, poi, tornato a casa metteva mano allo studio dei classici. Alla massa piace panino e mortadella ma non è detto che l'abbinamento sia superiore a champagne e caviale. Un altro ha detto che esiste un circolo magico in cui gli spiriti eletti si incontrano. Non credo che ne facciano parte Celentano o Benigni. Certamente "IL GIORNALE" potrebbe aumentare i lettori con questo articolo. Ma, dico io, se Cervantes o Dante non saranno studiati a scuola, ci sarà la possibilta di non confonderli con dei cantanti? Confermo il giudizio di Sgarbi sulla preparazione culturale della Gelmini. Ma è tragico sentire un giornalista che porta il nome del direttore fare questi discorsi da sabato televisivo.
7 commenti su  1  2   pagine
caricamento in corso...
caricamento in corso...

Pubblicità

I nostri servizi