È la cronaca dell'appassionata e circospetta passione di una donna per Giovanni, indaffarato e misterioso e forse solo banalmente uomo. È la storia di un amore precario, a tempo determinato in quest'Italia dei mestieri precari - da qui il titolo «L'amore in nero» -, che proprio come un lavoro in nero non offre assicurazioni, certezze, tantomeno una durata. Una passione vissuta e raccontata con molta intelligente ironia. «Ho avuto molti amori» si svela la lei narrante senza nome. «Quando mi chiedono quante volte mi sono innamorata uso il mio famoso concetto di verità, cioè mento». E ancora: «Non davo mai il meglio di me con Giovanni ed il peggio era che me ne rendevo conto e non sapevo come rimediare. Ogni volta mi dicevo che la prossima volta sarei stata fantastica e intelligente...».
Si legge in un soffio e poi... poi si riflette a lungo.
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