Oggi il panorama si arricchisce di questo doppio testo di Miglio che, come anticipato, completa i lineamenti generali della materia. Se infatti Chevallier aveva mostrato l'evoluzione del pensiero politico dal Cinquecento ad oggi, attraverso gli uomini cardine che hanno impresso a questa disciplina un contributo tale da collegarsi al predecessore, innovandone in parte o in tutto i teoremi, nella pagine di Miglio si affrontano in chiave storica i momenti in cui il pensiero politico ha assunto una fisionomia diversa. La trattazione insomma è storica e affronta temi e periodi lasciati scoperti da Chevallier, ad esempio l'antichità e il Trecento. Conclude invece con Marx e i marxisti pagando in termini di estensione (con digressioni succinte si danno già per acquisite maggiori informazioni) lo spazio dedicato ai vari autori.
Tuttavia, se l'apparente concisione della materia trattata rischia di apparire come un lato vulnerabile dell'opera di Miglio, la critica rientra grazie alla presenza del secondo volume che completa in modo esauriente lo sviluppo del primo tomo. Mentre uno è infatti dedicato alla «Storia delle dottrine politiche», il secondo è imperniato sulla «Scienza della politica» e integra in maniera uniforme le riflessioni portate nella prima parte in quanto l'ossatura del libro non è più costituita dagli autori che si sono espressi in tema di scienza della politica, quanto invece argomenti e istituzioni sulle quali si reggono le varie teorizzazioni.
- Tag:
- libri,
- cultura moderna,
- miglio