Miracolo, ora Gesù va bene anche agli ebrei

Un libro controcorrente, scritto da Rav Shmuley Boteach, racconta un Messia patriota e molto devoto alla legge mosaica. E sui giornali di Gerusalemme scoppia la polemica

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Nel 1954 ebbi occasione di intervistare l’ambasciatore, accademico di Francia, Paul Claudel. Alla fine dell’incontro sapendo che venivo da Israele mi disse: «Ora che gli ebrei hanno uno stato daranno la cittadinanza a Gesù mettendo fine alla sua situazione di “apolide” tanto per gli ebrei che per i cristiani».

Mi sono ricordato di questa ormai lontana conversazione leggendo sulla stampa israeliana che un rabbino sta per pubblicare un libro dal titolo Kosher Jesus. Kosher è un termine ebraico che indica che l’uso di qualcosa - specialmente nel campo del cibo e della cucina - è religiosamente permesso.

Il rabbino in questione è tutt’altro che uno sconosciuto. Si chiama Shmuley Boteach e di lui si è parlato come possibile rabbino capo d’Inghilterra, una carica di grande prestigio che generalmente è accompagnata dalla concessione del titolo di Lord da parte del monarca britannico. Ma Boteach, oltre che grande oratore e un personaggio televisivo di successo, è famoso per i libri che ha pubblicato. Sollevano scandalo nel mondo ebraico non tanto per il loro contenuto, sempre strettamente canonico, quanto per gli argomenti scabrosi che tocca. Come un testo che ha avuto grande risonanza intitolato Kosher sex, una specie di Kamasutra ebraico.

Kosher Jesus avrà di certo una simile rinomanza ma rischia di procurargli molti guai nel mondo ortodosso ebraico dove la questione di Gesù continua a essere, per molti, un tabù anche se in merito sono stati scritti molti libri, soprattutto per smentire la responsabilità della sua morte, sino a non tantissimo tempo fa addossata dalla Chiesa al popolo ebraico.

Una delle tesi di Rav Boteach è che dal momento che i cristiani non considerano più gli ebrei come dei nemici è giunta l’ora per gli ebrei di riconoscere quello che Gesù è storicamente stato: un patriota devoto alla Legge ebraica. «I Vangeli danno una descrizione abbellita di Gesù e non si deve dimenticare che l’apostolo Paolo non l’ha mai incontrato.

D’altra parte il fatto che Gesù si sia proclamato Messia (Cristos in greco) non deve turbare gli ebrei dal momento che non c’è nulla di blasfemo in questo. Io stesso - dice - potrei farlo e ho spesso incoraggiato persone a sviluppare un senso messianico nella loro vita, un desiderio di salvare il mondo». Il libro di Boteach creerà senza dubbio molte critiche e discussioni. Ma a questo rabbino le discussioni piacciono. «Ho passato tutta la mia vita fra i critici e il Talmud dice che si impara di più dai critici che dai propri tifosi». L’idea cristiana della divinità di Gesù è secondo lui - emersa come una delle conseguenze della distruzione del Tempio di Gerusalemme per mano di Tito nell’anno ’70. Quando gli ebrei lo comprenderanno - dice - allora «potranno trarre ispirazione dagli insegnamenti etici di Gesù, in quanto devoto ebreo martirizzato per il suo sforzo di sollevare il giogo dell’oppressione romana dal suo amato popolo». I cristiani, dice ancora, sono oggi i nostri migliori amici. È necessario aprire con loro una discussione teologica. Come si può avere un relazione con un amico se non si può parlare della cosa più importante nella sua vita e del più famoso ebreo che è mai vissuto? Per lui Gesù è «un rabbino modello».

Una affermazione per la quale in America molti lo ammirano, altri lo considerano un personaggio arrogante. A lui questo non importa. Importa invece che Papa Benedetto XVI abbia chiesto una sua fotografia autografata. Così almeno scrive in un suo libro.

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COMMENTI

19 commenti su  1  2  3  4   pagine dal più vecchio | dal più recente
#19 Marcello.Mortaro (6) - lettore
il 05.02.12 alle ore 7:39 scrive:
17 Sandro Marti: C'è la testimonianza di Giuseppe Flavio in Antichita Giudaiche. Recentemente è stata scoperta dal prof. Pichas Lapide una versione araba che conferma che il famoso "testimonium flavianum" non è una aggiunta post-cristiana, anche se confermerebbe l'ipotesi che il testimonium sia stato manipolato in alcuni punti dagli scribi cristiani.
#18 PaK8.8 (1308) - lettore
il 01.02.12 alle ore 14:03 scrive:
@17 Sandro Marti: con che cristiani ha a che fare lei? Perché nessun cristiano che io conosca dice che Tacito e Svetonio furono testimoni diretti di Cristo. Lo stesso Baliano ha detto tutt'altro. Ha detto che la storia l'hanno scritta i martiri col loro sangue. Chi dei due sta spacciando la sua merce, adesso?
#17 Sandro Marti (817) - lettore
il 31.01.12 alle ore 20:16 scrive:
#16 Balian, Tacito e Svetonio nacquero decine di anni dopo la morte di Cristo, quindi non possono essere considerati testimoni diretti, come i cristiani vogliono far credere. E' invece strano che nessun storico contemporaneo di Gesù parlò di lui eppure, stando ai Vangeli, doveva essere un personaggio ben conosciuto. Nessuno storico può affermare che non sia esistito un tal Gesù ma è anora più vero che nessun storico può affermare che quanto raccontato nei Vangeli sia realmente accaduto. Buon per lei se crede sia tutto vero, ma non può sbandierare i fatti riportati da una tradizione religiosa come una verità storica.
#16 Baliano (127) - lettore
il 31.01.12 alle ore 18:19 scrive:
... agli illuminati del cominform, e/o del "libero pensiero", relativista, basterebbe citare il proverbio di mia nonna: "le bugie hanno le gambe corte", anzi sono acefale. Basta guardarsi indietro: Le menzogne non hanno retto il tempo, così come certe idèe e Ideologie sono crollate sotto il peso della propria tragica nullità e smisurata presunzione, le macerie ancora fumanti. Erano niente altro che menzogne: Le più grandi menzogne, dal cenozoico, ad oggi. Cristo non è una invenzione. Gli acefali lo affermano, ma sono acefali. E' Storia, non perchè ne parlano Tacito, o Svetonio, o altri. E' Storia, perché furono i primi martiri a scriverla. Col loro sangue. Una fandonia non crea martiri. Non li crea per duemila anni. Dunque dopo più di due-mila anni, Cristo ancora è, oggi 2012. Che piaccia oppure no. --- Questo dovrebbe bastargli per tacitare certe ( pochissime) velleità cialtronesche di qualche saltimbanco e giullare del Web e dintorni.
#15 andrea24 (173) - lettore
il 31.01.12 alle ore 16:50 scrive:
Quella del Cristo patriota è una "diminutio" della verità cristiana. Che si abbia fede o no,che si sia credenti cristiani o meno,Gesù va infinitamente molto al di là. Gesù non è un semplice "cittadino ebreo",un semplice patriota contro l'oppressione romana. Anzi fu odiato proprio per questo,perché "il suo Regno non è di questo mondo". Gesù è la realizzazione di tutte le attese dell'Antico Testamento. Almeno quegli ebrei che polemizzano sono coerenti. Non c'è nessun miracolo in quanto relativo allo scrittore in questione. Anzi,più si sentono cose di questo tipo,più ci si rende conto della superiorità,della grandezza del cristianesimo e della ricchezza che lo contraddistingue. Attenzione ai connubi di pensiero e a quelle predisposizioni che alimentano mentalità sincretiste.
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Alessandro Sallusti
Le celebrazioni dei vent’anni dal­l­’inizio di Tangentopoli hanno rag­giunto il culmine della retorica e dell’inganno. Mani pulite fu sì un’opera meritoria,ma anche altro  continua..
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