giovedì 17 aprile 2008, 07:00
GALIMBERTI Filosofia del «copia e incolla»
«Lospite inquietante», il libro del pensatore e psicologo, somiglia troppo (al limite del déjà-vu) al saggio di una studiosa meno nota: Giulia Sissa
A leggere Lospite inquietante. Il nichilismo e i giovani, di Umberto Galimberti (Feltrinelli, 2007, pagg. 180, euro 12) la sensazione di déjà-vu raggiunge proporzioni tali da mettere in ombra le altre solite e collaudate proprietà del discorso filosofico del Nostro: linconcludenza, la laudatio arcadica, lassenza di argomenti genuinamente filosofici... Ma si tratta di lavorare di memoria per risalire alle fonti del testo (e del pensiero) galimbertiano. Prendiamo il libro Le plaisir et le mal (Paris, Odile Jacob, 1997, traduzione italiana: Il piacere e il male, Feltrinelli, 1999) di Giulia Sissa. Il libro è effettivamente citato (una sola volta e di sfuggita, a pagina 71) nellOspite inquietante, ma la sua menzione è sommersa in una fitta selva di note e rinvii, e il titolo delledizione italiana viene reso, sia in nota sia nellindice, con Sesso, droga e filosofia, che in realtà è il sottotitolo del libro. Quel che segue è il risultato di una lettura comparata dei due testi.
Galimberti scrive che «iniettarsi eroina si dice in italiano bucarsi. Il corpo si fa abisso, che etimologicamente significa senza fondo. Allo stesso modo in francese essere alcolizzato si dice bere come un buco (boire comme un trou). Tossici e alcolizzati parlano in greco antico e descrivono la loro incapacità di contenere con immagini platoniche». Confrontiamo ora con Il piacere e il male di Giulia Sissa: «Iniettarsi eroina si dice, in italiano, bucarsi \. Il corpo si fa abisso - che significa, etimologicamente, senza fondo \. Essere alcolizzato si dice, in francese, boire comme un trou, bere come un buco. \ E, anche se non parlano il greco attico, \ lo dicono con immagini platoniche».
Galimberti: «perché il desiderio è \ come la giara bucata, per stare alle immagini di Platone, o come il piviere che è quelluccello che mangia e nello stesso tempo evacua».
Sissa: «in un linguaggio intessuto di immagini, Platone la rappresenta \ sotto forma di una giara sfondata, di piviere (un uccello che mangia e defeca nello stesso tempo)».
Galimberti: «Sotto questa forma il desiderio ci fa provare un dolore insopportabile eppure irresistibile, e il piacere che ne segue è cessazione di questa pena, anestesia, piacere negativo \».
Sissa: «È ormai sotto questa forma che il desiderio si fa provare: un dolore insopportabile eppure irresistibile. È così che il piacere viene a essere trasformato: cessazione di questa pena, non-dolore, piacere negativo».
Galimberti: «Freud, dopo aver fatto uso per diverso tempo di cocaina, chiama la droga Sorgenbrecher, ciò che consente di scacciare i pensieri, di non prendersi cura e, come lui stesso scrive, il più antico rimedio contro il disagio della civiltà. Grande lettore di Goethe, Freud aveva meditato sul Faust, che è poi quel dramma del desiderio che si conclude con il trionfo sarcastico di Sorge, la Cura in persona, ospite inamovibile di ogni vicenda umana».
Sissa: «Molti anni dopo aver fatto uso per lultima volta di cocaina, Freud scriveva con una sorprendente serenità che il primissimo rimedio contro il disagio della civiltà \ è luso di Sorgenbrecher. È così che egli chiama le droghe, e lespressione è molto significativa. Freud aveva provato empiricamente leuforia, la distensione, lenergia e il potere antalgico della cocaina. Inoltre aveva letto e meditato il Faust