GIORNATA DELLA MEMORIA Viaggio nel dolore di Auschwitz, fabbrica dello sterminio ebraico

Nel piazzale di Birkenau-Auschwitz 2, Sami Modiano racconta la fabbrica dello sterminio. Il 27 gennaio 1945 l’Armata Rossa entrò nel lager svelandone tutto l'orrore. Un orrore che non deve essere dimenticato

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Nel desolato piazzale di Birkenau-Auschwitz 2, coperto di neve e circondato dal filo spinato gli studenti ammutoliti ascoltano il racconto di Sami Modiano, l'ebreo strappato a 13 anni dalla sua casa nella colonia italiana di Rodi per essere portato insieme ad altri 2.500 ebrei a morire nella fabbrica dello sterminio. Alle sue spalle un vagone identico a quello che nell'estate del 1944 lo portò nel lager insieme a suo padre e a sua sorella Lucia e a tutti gli altri ebrei di Rodi che dovevano essere sterminati, come quelli che a migliaia arrivavano dall'Italia, dalla Polonia, dalla Francia e da tutta l'Europa nel quadro della soluzione finale.

E l'uomo racconta del caldo sofferto, ammassati fino a 90 persone in un vagone sigillato, sotto il sole di agosto senza acqua e senza cibo. Racconta di come ci volle un mese per arrivare da Rodi, proprio in quel piazzale desolato a pochi chilometri da Cracovia in Polonia e di come venne buttato giù dal vagone dai nazisti, le loro urla, i colpi, il terrore. Poi parla del freddo sofferto durante l'inverno perchè addosso hai soltanto un pigiama a righe a ai piedi un paio di zoccoli di legno. Ricorda soprattutto il dolore per la perdita della sorella Lucia e la sua voce si spezza e i ragazzi, ammutoliti, ascoltano.

Il 27 gennaio si celebra il Giorno della Memoria, fissato in questa data perchè il 27 gennaio del 1945 i soldati dell’Armata Rossa entrarono nel lager di Auschwitz, svelando l'orrore della fabbrica della morte. Un orrore che non può e non deve essere dimenticato. Proprio per non dimenticare Sami Modiano e altri sopravvissuti come Tatiana Bucci, internata nel lager ad appena 6 anni e miracolosamente scampata alla morte insieme alla sorellina, accettano di tornare nel luogo dove più hanno sofferto affinchè la loro testimonianza, la loro voce, venga raccolta direttamente dalle nuove generazioni che potranno così a loro volta diventare testimoni di quanto è accaduto.

Il viaggio ad Auschwitz e Birkenau e l'incontro con i sopravvissuti è sicuramente il momento più emozionante per gli studenti che hanno preso parte al concorso "I giovani ricordano la Shoah", giunto già alla sua decima edizione. Il concorso è rivolto alle classi superiori ed i vincitori saranno premiati dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al Quirinale il 27 gennaio. Il viaggio ad Auschwitz (due giorni, il 17 ed il 18 gennaio scorso, per visitare il ghetto di Cracovia, Auschwitz e Birkenau) è stato voluto dal ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo e dall'Ucei, l'Unione delle Comunità ebraiche. Insieme al ministro ed ai 130 studenti provienienti da istituti di tutta Italia anche nove rappresentanti dell’Ucei con il presidente Renzo Gattegna e il direttore del Museo della Shoah, Marcello Pezzetti. Ma il ministro Profumo ha voluto fare di più, firmando un protocollo d'intesa con l'Ucei. Non un "pezzo di carta" assicura il ministro ma un accordo operativo che prevede tra l'altro seminari di preparazione per i docenti sul tema della Shoah, mostre itineranti e viaggi studio nei luoghi della memoria in modo che tutti i ragazzi possano divenire testimoni di una storia che non deve mai più ripetersi.

Il lager di Auschwitz
Il lager di Auschwitz
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COMMENTI

20 commenti su  1  2  3  4   pagine dal più vecchio | dal più recente
#20 aeb (3) - lettore
il 27.01.12 alle ore 15:18 scrive:
Egregio Migrante, mi riferisco (gonfiandole anche) alle cifre riportate dal rapporto Morti e dipersi per cause belliche negli anni 1940-45 dell'Istituto Centrale di Statistica (ISTAT): credo si tratti di una fonte autorevole. Non so a quali altri fonti lei faccia riferimento. Comunque mi preme sottolineare che lo spirito della Giornata della Memoria va ben al di là delle 8.000 vittime italiane.. mi pare che questo sia evidente per chiunque.
#19 storch (297) - lettore
il 27.01.12 alle ore 14:59 scrive:
#5 Nadia Vouch (680) Condivido parola per parola il suo intervento. Chi non ha memoria è condannato a non aver futuro.
#18 storch (297) - lettore
il 27.01.12 alle ore 11:50 scrive:
#7 AndreaScotti (42) Andrea Scotti, ha mai avuto occasione di parlare personalmente con qualche sopravvissuto? Avrebbe il coraggio di ripetere le sue squallide affermazioni di fronte a persone che in pochi minuti hanno perso tutti i loro cari? Capisco l'imbecillità umana (ma non la scuso), di cui lei è un chiaro esempio. Perchè non è così onesto intellettualmente, da avere il coraggio di affermare che quella tragedia fu una gigantesca montatura? Pensa che Sami e Tatiana andarono ad Auschwitz in gita di piacere? Mi chiedo se riesce a provare un minimo di vergogna, ma ho l'impressione che sia troppo per lei e per il suo livello intellettivo straordinariamente basso. Mi consola il fatto che, in Italia, oltre gli imbecilli, di cui lei è un degno rappresentante vi sono state persone come Perlasca che si comportarono da uomini.
#17 storch (297) - lettore
il 27.01.12 alle ore 11:32 scrive:
#9 migrante (3818) No caro migrante, quelle vittime le ha fatte la follia di un regime che ha mandato i soldati a combattere una guerra pur sapendo di essere completamente impreparati, il classico "armiamoci e partite". I liberatori virgolettati, si sono semplicemente limitati a fare quello che fanno tutti gli eserciti del mondo: Combattere una guerra e cercare di vincerla in tutti i modi, fra cui ci sono anche i bombardamenti indiscriminati, che fra l'altro furono sperimentati la prima volta a Guernica in Spagna, seguiti da Coventry in Inghilterra.
#16 d_time (270) - lettore
il 27.01.12 alle ore 10:21 scrive:
#9 giuliana: dovrebbe vergognarsi di scrivere certe cose. lo stato di israele NON ESISTEVA prima della guerra, se lo sono inventati gli americani e infatti è nato nel 1948 (se non lo sa, è dopo la seconda guerra mondiale). tuttavia gli ebrei, con i loro soldi, facevano comodo agli amiconi made in USA, mentre i contadini palestinesi, che ancora adesso tirano sassi contro l'esercito, non erano visti come utili amici, e quindi costretti a vivere in uno stato inventato e anzi persegiutati com einvasori. ma quanto fa schifo il mondo!
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