"Gramsci si convertì in punto di morte"

Il vescovo De Magistis: "Sul letto d'ospedale chiese i sacramenti. Era devoto di Santa Teresa di Lisieux. Quando le suore portarono ai malati la statuetta di Gesù, chiese: perché a me no? La voglio anch'io"

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Roma - Le fonti citate sono testimoni dirette, anche se la rivelazione farà discutere non poco: Antonio Gramsci, sul letto di morte, chiese i sacramenti. Aveva accanto a sé un’immaginetta di santa Teresina di Lisieux e volle baciare l’effigie di Gesù Bambino che le suore della clinica dov’era ricoverato porgevano ai malati. Lo ha raccontato ieri il vescovo Luigi De Magistris, pro-penitenziere maggiore emerito, nel corso della presentazione del primo Catalogo internazionale dei santini che si è tenuta presso la Radio Vaticana, confermando direttamente e autorevolmente quanto già rivelato dal vaticanista Emilio Cavaterra sul Giornale dieci anni fa.

«Il mio conterraneo Gramsci - ha detto il prelato vaticano - aveva nella sua stanza l’immagine di Santa Teresa del Bambino Gesù. Durante la sua ultima malattia, le suore della clinica dove era ricoverato portavano ai malati l’immagine di Gesù Bambino da baciare. Non la portarono a Gramsci. Lui disse: “Perché non me l’avete portato?”. Gli portarono allora l’immagine di Gesù Bambino e Gramsci la baciò. Gramsci è morto con i sacramenti, è tornato alla fede della sua infanzia. La misericordia di Dio santamente ci “perseguita”. Il Signore non si rassegna a perderci».

La fonte citata da De Magistris è una suora sarda, sorella di monsignor Giovanni Maria Pinna, segretario della Segnatura apostolica. Suor Pinna, in occasione di una messa in suffragio del fratello, celebrata nella chiesa di San Lorenzo in Damaso, aveva raccontato ad alcuni dei prelati presenti l’inedito particolare riguardante Gramsci. L’intellettuale comunista era ricoverato nella clinica Quisisana dal 24 agosto 1935. Le religiose della clinica in occasione delle festività natalizie erano solite, per tradizione, portare di stanza in stanza una statua di Gesù Bambino, «offrendola al bacio degli ammalati». Tutti i ricoverati ricevono la singolare visita, ad eccezione di Gramsci il quale, appresa l’esclusione, ne chiede il motivo alle suore. Le religiose si scusano con lui e gli dicono che non volevano infastidirlo. A questo punto, raccontava suor Pinna, «il signor Gramsci disse di voler vedere quella statuetta e quando l’ebbe di fronte la baciò con evidenti segni di commozione». Oltre a De Magistris, ad ascoltare le parole della suora c’era monsignor Sebastiano Masala, all’epoca giudice della Sacra Rota. Un’altra religiosa in servizio alla clinica, di origini svizzere, suor Gertrude, ha invece rivelato che nella stanza numero 26, dove Gramsci trascorse l’ultimo periodo della sua vita, c’era un’immagine di santa Teresina del Bambin Gesù, «verso la quale lui sembrava nutrire una simpatia umana, tanto da non volere che fosse tolta e nemmeno spostata».

Un accenno alle ultime ore di vita di Gramsci, morto nella notte tra il 26 e il 27 aprile 1937, è contenuto in una lettera che sua cognata Tatiana Schucht scrisse il 12 maggio di quello stesso anno: «Il medico fece capire alla suora che le condizioni del malato erano disperate. Venne il prete, altre suore, ho dovuto protestare nel modo più veemente perché lasciassero tranquillo Antonio, mentre questi hanno voluto proseguire nel rivolgersi a lui per chiedergli se voleva questo, quell’altro...». La frase della cognata rimane sospesa, rispetto a quella che lei considerava un’invadenza indebita, ma che le suore, testimoni dei due episodi precedenti, non ritenevano certo tale. Non dice dunque se Gramsci acconsentì, come invece oggi conferma il vescovo De Magistris.

Nel gennaio scorso, intervistato da Famiglia Cristiana, il cardinale Tarcisio Bertone aveva detto: «La posizione di Gramsci e di tanti esponenti comunisti verso la religione era ben diversa da quella di certi laicisti attuali. C’era più rispetto».

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COMMENTI

8 commenti su  1  2   pagine dal più vecchio | dal più recente
#8 Francesco U. (1277) - lettore
il 26.11.08 alle ore 20:22 scrive:
Poveri compagni, che smacco! Non bastava Bertinotti tifoso del Milan.... Dove andranno a finire?
#7 carlpat (835) - lettore
il 26.11.08 alle ore 18:48 scrive:
Del resto, secondo la Parola, gli ultimi saranno i primi e i vignaioli che sono stati chiamati per ultimi ricevono lo stesso compenso di quelli che furono chiamati per primi, perciò anche la vita di questo uomo rivoluzionario e forse anticlericale poté finire fra la braccia del Signore, le cui vie sono infinite e il cui abbraccio è una benedizione per tutti. Perciò sono lieto di sapere che Gramsci sia morto in Grazia di Dio e non mi interessa verificarlo. Anche Napoleone, secondo il Manzoni è morto in grazia di Dio: più superba altezza al disonor del Golgota giammai non si chinò, e aveva portato Pio VII a Fontainebau. Umanamente comprendo l'angoscia di un moribondo e penso che la prigionia abbia rallentato le difese di Gramsci e Dio si serve anche di questa debolezza. Politicamente è un fatto del tutto irrilevante. Gramsci non è ricordato per la conversione in articulo mortis, ma per la sua deprecabile e illiberale visione politica. Questo occorre sottolineare per rimanere in tema.
#6 muff@ (2259) - lettore
il 26.11.08 alle ore 18:07 scrive:
Montanelli di un ateo dichiarato che si convertiva davanti alla morte diceva: "E' morto male". Forse per non dire di peggio.
#5 DanieleB (153) - lettore
il 26.11.08 alle ore 18:01 scrive:
Direi che questo Vescovo che fa queste affermazioni a 60 anni dalla morte di gramsci, per sentito dire da 2 suore ha la stessa credibilità di un Emilio Fede che giuri di aver visto Berlusconi camminare sull'acqua.
#4 Sergio Sanguineti (337) - lettore
il 26.11.08 alle ore 17:46 scrive:
Eh, sì!... ...I cattocomunisti italiani sono sempre stati così, quantunque, tra loro, qualcuno abbia "optato" per il rito civile, però dopo aver rigorosamente chiamato il prete, quel prete che avrebbero bruciato insieme alle chiese, se non trasformate prima in "granai" (vuoti, visto che l'Ucraina - granaio d'Europoa - nell'Unione Sovietica fu talmente fallimentare che l'URSS importava il grano dagli USA!!!!.... Sono e sono stati l'emblema vivente della contraddizione e, per l?italia e l'Europa, la sciagura del XX secolo!!!!... 26.11.08
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Alessandro Sallusti
Per una volta un pm aveva chie­sto di non processare Berlusco­ni. Ma niente, non è basta­to  continua..
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