Nato a Busto Arsizio nel '73, Gioni festeggerà il suo quarantesimo compleanno con l'incarico più prestigioso e agognato dal mondo dell'arte. Sarà il più giovane direttore della storia della Biennale. Fumatore accanito, viaggiatore instancabile, si è formato in quella fucina di talenti che è la rivista Flash Art, spinto proprio dall'editore Giancarlo Politi a lasciare prestissimo l'Italia per lavorare come suo caporedattore a New York, dal 2000 al 2002. Ha così ripercorso le orme del suo amico Francesco Bonami, che infatti lo invitò a curare una sezione distaccata del Padiglione Italia alla Biennale del 2003, dove fece costruire dal gruppo di architetti A12 una scatola rossa contenente i lavori degli altri artisti. Altri suoi mentori d'eccezione sono stati Maurizio Cattelan e Beatrice Trussardi. Del primo è diventato una sorta di alter-ego, quasi un uomo nell'ombra, presentandosi al suo posto nelle conferenze stampa e scrivendogli le dichiarazioni. Insieme hanno curato la Biennale di Berlino nel 2006 e inventato la Wrong Gallery, piccola vetrina nel cuore di Chelsea a Manhattan dove sono passati i più importanti artisti internazionali. La giovane figlia dello stilista bergamasco, poi, gli ha affidato fin dal 2003 la direzione della Fondazione Trussardi a Milano, che Gioni ha sapientemente delocalizzato utilizzando spazi sempre diversi. Dopo aver curato Manifesta nel 2004, è del 2007 la consacrazione internazionale con l'incarico al New Museum of Contemporary Art di New York, di cui ha aperto la nuova avveniristica sede nella Bowery. E nel 2010 cura la Biennale di Gwangju in Sud Corea, altra tappa di avvicinamento alla Laguna.
Alle polemiche di casa nostra si è sempre sottratto con intelligenza e acume, e nel primo decennio della sua straordinaria carriera non ha mai fatto un passo falso. Quindi facciamo il tifo per lui, finalmente un compatriota al comando, che di certo saprà essere più fantasioso e irriverente dei suoi predecessori.
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