In mostra a Firenze l'amore coniugale del Quattrocento

In 40 tavole esposte alla Galleria
dell'Accademia e al museo Horne la vita
di marito e moglie all'inizio del Rinascimento.
Fra le opere, le tavole con la Storia di Ester,
dalla National Gallery del Canada, «Il trionfo
della fama» del fratello di Masaccio e una
tavola attribuita a Botticelli

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Arrivano da musei esteri e italiani le quaranta tavole del Quattrocento che rappresentano la vita coniugale nel Rinascimento, i ruoli della coppia, la funzione della donna in ambito domestico. Sono infatti questi i temi trattati nella mostra «Virtù d'amore. Pittura nuziale nel Quattrocento fiorentino» allestita fino al primo novembre a Firenze alla Galleria dell'Accademia e al museo Horne.
Esposte tavole dipinte, nate come parti di sontuosi arredi, cassoni, spalliere e letti e delle case fiorentine commissionate per lo più per nozze e destinate ad arredare la stanza degli sposi. La mostra prende spunto dal cosiddetto «Cassone Adimari» conservato alla stessa Galleria dell'Accademia e dipinto dal fratello di Masaccio, Giovanni di Ser Giovanni detto lo Scheggia e raffigurante un ballo rinascimentale. Attingendo a testi biblici, a episodi storici e ad autori quali Petrarca e Boccaccio, raffigurano varie sfaccettature dell'amore e i doveri che ne conseguono. Tenuti addossati alle pareti erano decorati su tre lati, tranne rari casi come il Palio di San Giovanni dipinto da Giovanni Toscani.
«Questo patrimonio di manufatti istoriati - spiega la soprintendente al polo museale fiorentino Cristina Acidini - sono un varco privilegiato verso la storia: la storia degli uomini e delle donne, degli usi e dei costumi, del pubblico e del privato, del sacro e del profano nella Firenze che inizia il XV secolo con il concorso per le Porte bronzee del Battistero e lo chiude col rogo del Savonarola, avendo in mezzo l'ascesa economica, politica e sociale dei Medici».
Tra le opere più significative, la tavola romana raffigurante Mardocheo piangente, non esposta da 70 anni e attribuita al Botticelli che, insieme al giovane Filippino Lippi, è anche l'autore di una coppia di cassoni del 1475. Di grande interesse anche le tavole con Storie di Ester, di cui una prestata dalla National Gallery del Canada, e il «Trionfo della fama» dello Scheggia in prestito dal Metropolitan Museum New York. Durante la mostra viene proiettato il video «Doll Clothes» sul ruolo della donna nella nostra società.
La rassegna èinserita nel programma «Un anno ad arte Firenze-2010» ed è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana, la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze con la Galleria dell'Accademia, Firenze Musei e l'Ente Cassa di Risparmio di Firenze.

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Alessandro Sallusti
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