martedì 09 febbraio 2010
Aggiornato oggi alle 20:54
 CULTURA
mercoledì 05 agosto 2009, 07:00

Io ho le prove, ignorate da Pasolini, su chi rovina l’Italia

  Strumenti utili
 Carattere
caricamento in corso...
caricamento...
 Invia a un amico
 Stampa
 Rss
Condividi su Facebook
In un interessante articolo sul Corriere di qualche giorno fa, Pierluigi Battista propone una tesi impervia sul pensiero di Pasolini. Proprio quello che più ha affascinato e che configura tutti i mali generati dal «palazzo». Con un certo coraggio Battista sovverte quella che sembrò la più coraggiosa e profetica verità dell’ultimo Pasolini: «Periodicamente si riaffaccia il celebre verdetto di Pier Paolo Pasolini: “Io so, ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi. Io so perché sono un intellettuale... che mette insieme i pezzi disorganizzati, e frammentari di un intero, coerente quadro politico”. L’ho dato come luminoso esempio di coraggio civile e di temerarietà culturale, la famosa invettiva del “io so, ma non ho le prove”... un’espressione del peggior Pasolini, l’esaltazione meno sorvegliata dei vizi che hanno devastato la fibra etica del ceto intellettuale italiano: lo schematismo dottrinario e ideologico... La noncuranza per i fatti. Il disinteresse politico e, ciò che è peggio, giuridico per le prove... Il peggior Pasolini. Che va dimenticato, per la disperazione dei suoi troppi epigoni, pessimi allievi di un cattivo maestro». E in effetti da questo pregiudizio pasoliniano deriva, per esempio, la parte peggiore di Tangentopoli e il grottesco processo ad Andreotti. Ancora io ne sono parzialmente vittima con la persecuzione di provocatori che, a ogni mio intervento politico o sulla mafia, mi rimproverano le critiche a Caselli, per riversare i nostri scontri su YouTube, intimandomi di dimettermi da assessore di Milano o da sindaco di Salemi, funzioni che, come molti sanno, io ho affrontato con grande impegno. Ma la ricerca del nemico simbolo è il retaggio di questa falsa esaltazione dell’onestà nella convinzione di essere gli unici buoni e giusti che muove lo squadrismo paragiudiziario dei Di Pietro, dei Travaglio, dei Grillo, questi sì pessimi allievi di Pasolini. Ma non li trovi mai nelle battaglie vere, essi sono particolarmente attratti dal pettegolezzo delle Procure alimentato da magistrati desiderosi di clamore come i Woodcock e i De Magistris, eroi di non si sa quale battaglia se i nemici sono Vittorio Emanuele di Savoia o Clemente Mastella, Fabrizio Corona o la signora Mastella, e magari Lele Mora e Flavia Vento. Certo Pasolini non poteva pensare di alimentare epigoni così ridicoli e patetici. Eppure, il sussiego ce l’hanno tutto, il loro capostipite, Giancarlo Caselli, processando Andreotti ha inteso, finalmente!, processare il palazzo.
Il fatto è che Pasolini, contrariamente a quello che pensa Battista, aveva ragione. E non si capisce perché credeva di non avere le prove. Io le prove le ho. Non so se i colpevoli hanno responsabilità penali individuali, ma so che ce le hanno politiche e culturali. Così, chi arriva a Roma si chiede come sia stato possibile, dopo l’esaltazione dell’Eur (E42), aver distrutto la teca dell’Ara Pacis di Vittorio Ballio Morpurgo del 1938, alterando piazza Augusto Imperatore con un incredibile manufatto fuori scala, che è stato ostinatamente voluto, contro ogni regola e ogni legge (in particolare quella che tutela il patrimonio artistico e architettonico del 1° giugno del 1939, la 1089) da responsabili che hanno nome e cognome: Rutelli, Veltroni, Urbani più sovrintendenti e funzionari, la cui ignoranza, e talvolta malafede, hanno consentito la distruzione di una parte di storia e la costruzione di un orrore.
Pagina  123  | Successiva 
30 commenti su  1  2  3  4  5  6   pagine dal più vecchio | dal più recente
#30 muff@ (1724) - lettore
il 06.08.09 alle ore 14:59 scrive:
#27 amedori : Quella volta che il prof. Edoardo Amaldi diede dell'imbecille a Gianni Mattioli proprio con le parole che lei ricorda così bene, amedori, era da poco successo il disastro di Chernobyl. L'episodio è rimasto nell'aneddotica spicciola e non nella storia della fisica, pur riguardando il grande Amaldi, per l'assoluta nullità della controparte. Ed era il 1986, ventitre anni fa, per l'esattezza. Cordiali saluti. (riinviato per correggere una topica)
#29 muff@ (1724) - lettore
il 06.08.09 alle ore 13:40 scrive:
#27 amedori : Quella volta che il prof. Edoardo Amaldi diede dell'imbecille a Gianni Mattioli proprio con le parole che lei ricorda così bene, amedori, era da poco successo il disastro di Chernobyl. L'episodio è rimasto nell'aneddotica spicciola e non nella storia della fisica, pu riguardando il grande Amaldi, per l'assoluta nullità della controparte. Ed era il 1986, trentatre anni fa, per l'esattezza. Cordiali saluti.
#28 Antonio47 (184) - lettore
il 05.08.09 alle ore 21:38 scrive:
Siamo sempre aggrappati al pendolo della storia: solo per pochissimo riusciamo ad essere "equilibrati". Non riusciamo ad avere un approccio "sistemico", per cui mettiamo a punto mezzi di trasporto che ci fanno percorrere in un'ora 800 km e poi ci fanno impiegare un'altra ora per soli 8 km. Pur condividendo quello che dice Sgarbi, vorrei sommessamente ricordargli che, purtroppo, è sempre andata così. Quante tonnellate di calce sono state prodotte con i marmi dei monumenti dell'antica Roma. In teoria si potrebbero far convivere pale eoliche e taluni paesaggi. In teoria, perché in pratica c'è la guerra dei singoli: regioni, province, comuni, imprese, cittadini. Ognuno vuole il suo travertino per farne calcina per la sua chiesa o per la sua casa. E' un altro scotto che si paga per la democrazia. Troppi galli a cantare, .... Lo dico solo come presa d'atto della storia che inesorabilmente ha fatto e farà il suo corso.
#27 amedori (327) - lettore
il 05.08.09 alle ore 21:24 scrive:
Profio Sgarbi forse 50anni fa in televisione vidi una tavola rotanda dove c'era il compianto prof. Amaldi ed un fisico capo dei verdi che provenendo dal partito comunista aveva vinto si fa per dire una cattedra universitaria a Roma. Anche allora parlavano di energia alternativa ed il verde fu zittito dal prof. Amaldi con le parole: lei è un imbecille, vi conosco tutti e conosco il vostro valore che è zero. Il verde stette zitto il giorni successivi comperavo i giornali per vedere che cosa mai si dicessero: silenzio assoluto
#26 Fabio_63 (508) - lettore
il 05.08.09 alle ore 20:28 scrive:
Il problema della questione Pasolini, è legato al fatto che il personaggio era comunista, e si inseriva organicamente in una corrente di pensiero che faceva della via giudiziaria al socialismo uno degli strumenti di controllo del potere, cosa puntualmente realizzatasi grazie alla ignoranza democristiana. Giocare coi fiammiferi non è un reato, lo è però in un deposito di benzina, o al centro di una riserva faunistica. Non è un male collegare tra loro elementi per delineare un quadro, ma quando tale collegamento lo si offre come elemento di azione politica ad una gioiosa macchina da guerra fatta di popolo fanatico, magistrati politicizzati, e magari con l'appoggio di qualche potenza straniera nemica, allora tutto questo merita l'ergastolo, non l'elogio. Pasolini perseguitato? Maddechè? Ne ha fatte di cose turche coi minorenni nelle periferie romane.....se avessero voluto ingabbiarlo era partita fin troppo facile.
30 commenti su  1  2  3  4  5  6   pagine
caricamento in corso...
caricamento in corso...

Pubblicità

I nostri servizi