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 CULTURA
lunedì 07 luglio 2008, 09:48

La bellezza dei nuovi Cannibali

Ecco la "meglio gioventù" della nostra letteratura. Un'antologia di autori under 40: 18 racconti veloci e fulminanti che vogliono imbellettare il mondo. La curatrice: "I temi forti? Identità, paura e morte"

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Tutti pazzi per i cosmetici. Non parliamo di articoli di profumeria. Anche se i racconti dei nuovi autori selezionati (fra oltre duemila testi) da Giulia Belloni e raccolti nell’antologia Giovani Cosmetici appena pubblicata da Sartorio (pagg. 170, euro 10) degli articoli hanno la lunghezza minima, l’immediatezza comunicativa e la freschezza fragrante di news. Del cosmetico riprendono l’antico legame con la bellezza: intrecciato ad arte con i trucchi della scrittura - che, nota la curatrice e talent scout «è sempre un atto di strategia» - e rinsaldato nell’orizzonte di un testo. Per quanto spiato di scorcio, dentro un orizzonte tanto stretto, l’universo (cosmos in greco, guarda un po’) si mostra più bello. E, «imbellettato» in un testo cosmetico - cioè «atto a conservare e/o esaltare la bellezza» come voleva la medicina antica, spiega Belloni - il cosmo appare talmente irresistibile da sedurre a prima vista critici, bloggers, opinion leader e comuni lettori. «La più bella raccolta dell’anno», sentenziava in una vignetta sul Foglio Vincino una settimana fa.

Fulminea - e fulminante - questa narrativa nuova, generazionale, giovane e cosmetica passerà via come una meteora? Accenderà nuove stelle? (Silvia Nirigua, che oltre al suo racconto «cosmetico» mozzafiato ha già firmato due romanzi, brilla su tutta la costellazione). O lascerà intravedere come un oroscopo previsioni sul destino della letteratura? A dieci anni e rotti dall’invenzione einaudiana della Gioventù Cannibale, lo chiediamo alla curatrice della nuova antologia, da anni impegnata in editoria sulla narrativa under 40.

Giulia Belloni, dopo i Cannibali e dopo gli Intemperanti - collana e antologia da lei diretta per Meridiano Zero - cosa c'è di nuovo nei Giovani Cosmetici?
«L’elemento di maggior novità che li distingue dai Cannibali e dagli Intemperanti, sta nella lunghezza dei racconti. Si è sempre parlato di una scrittura lunga o breve. Ma qui siamo di fronte a una scrittura davvero brevissima. La sua misura esprime al meglio la cultura e le relazioni giovanili. È una proposta che nasce dalle nuove forme di comunicazione: sms, trailer, spot, e-mail. Sono questi gli strumenti di comunicazione che le nuove generazioni hanno a disposizione. Mezzi veloci, che invitano alla semplicità, alla pulizia formale, alla brevità assoluta. E al gioco dello shock. Lo spazio brevissimo diventa una sfida: a infrangere l’indifferenza, a superare la linea di una distanza che allontana il lettore da chi scrive».

È un fenomeno generazionale: bella promessa o breve stagione provvisoria?
«Io, che da dieci anni ne faccio il focus del mio lavoro, credo che la scrittura generazionale esista. È un fenomeno di cui tener conto, una realtà letteraria rilevante. Potrà essere riconosciuta o disprezzata dai critici, ma gode comunque di una fortuna particolare, perché esprime i temi, i toni, le mode delle nuove generazioni. Riletti ora, di recente, a undici anni dalla prima pubblicazione, è vero, i Cannibali mi sembra abbiano fatto il loro tempo. Ma appunto perché sposano il proprio tempo, queste operazioni editoriali sono spesso fortunate. L’aspettativa di vita dei Cosmetici per ora è difficile da prevedere. Certo tutti gli autori dell’antologia hanno una chance. Si sa benissimo che per loro si apre una strada difficilissima, tutta in salita. Ma l’avvio è incoraggiante. Ci vedo più promesse che provvisorietà».

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