martedì 09 febbraio 2010
 
 CULTURA
mercoledì 06 agosto 2008, 10:27

Le critiche eretiche di un gesuita

Una raccolta di saggi letterari di padre Antonio Spadaro, che dal pulpito di Civiltà Cattolica ha benedetto la cultura pop: la rilettura cristiana di Tondelli, l'assoluzione del nichilista Carver, lo sdoganamento del rock e l'evangelizzazione del web

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Secondo una simpatica perfidia che si ama ripetere nei seminari, neppure Dio sa cosa pensino esattamente i gesuiti. Considerati, alla luce della fede, custodi pugnaci dell’ortodossia cattolica e accusati, occultamente, delle peggiori eresie, ai figli di Ignazio di Loyola è stato spesso rimproverato di dire il contrario di ciò che pensano e di agire in modo inverso rispetto a ciò che dicono. Predicano, secondo dottrina della Congregazione, che la riforma della Ecclesia deve iniziare nel cuore dei singoli uomini, il quale deve essere limpido, puro e aperto alla verità. Ma poi risulta difficile penetrare nei misteri del loro animo.

Come in quello di padre Antonio Spadaro, giovane e brillante critico letterario di Civiltà Cattolica, l’autorevolissima rivista dei gesuiti italiani i cui rapporti con la Santa Sede sono così stretti che il contenuto di ogni fascicolo, letto in bozze dalla Segreteria di Stato vaticana prima di concedere l’imprimatur, deve essere conforme con l’insegnamento ufficiale della Chiesa in materia di fede e di morale. Da questo punto di vista - crediamo - più di un articolo di padre Spadaro ha rischiato il rogo. D’altra parte, però, se il coraggioso gesuita continua a scrivere, significa che Santa Madre Chiesa è meno retrograda e oscurantista di quanto solitamente si creda. E i suoi figli, alla fine, li ama tutti allo stesso modo. Anche i più intemperanti.
L’intemperante Antonio Spadaro - messinese, 42 anni, gli ultimi venti dei quali religiosamente vissuti all’interno della Congregazione di sant’Ignazio, una laurea in Filosofia, un dottorato in Teologia, un diploma in Comunicazioni Sociali, un lungo elenco di collaborazioni, dalle più tradizionali come Letture alle più «antagoniste» come Vibrisse, e un istinto innato per incursioni molto poco talari nel territorio della narrativa contemporanea e della cultura pop - è la prima firma letteraria di Civiltà Cattolica: un critico molto attento e disinvolto che da anni percorre i sentieri della parola poetica, della fantasia e della narrazione per tentare di capire che cos’è la Letteratura, e come viverla e comprenderla. Una possibile risposta, intanto, prova a darla con il suo nuovo libro Abitare nella possibilità (Jaca Book) che raccoglie una serie di riflessioni nate dal suo ruolo, uno e trino, di critico militante per Civiltà Cattolica; di docente di Introduzione all’esperienza della letteratura alla Pontificia Università Gregoriana; e di blogger all’interno del progetto culturale di espressione creativa BombaCarta.

Sguainando il motto gesuitico Fortiter in re, suaviter in modo, padre Spadaro ha riletto con eleganza ma in maniera inflessibile molti autori già dannati (nel peggiore dei casi) o del tutto ignorati (nella migliore delle ipotesi) scovando nelle loro opere insospettabili tracce di esperienza, se non propriamente cristiana, per lo meno caratterizzata da un forte senso del sacro.

La prima ri-lettura eretica fu quella di Pier Vittorio Tondelli, scrittore ucciso a 36 anni dall’Aids il cui primo romanzo, Altri libertini (era il 1980, oggi è un classico), fu giudicato dalla magistratura «opera luridamente blasfema» che «stimola violentemente i lettori alla depravazione e al disprezzo della religione». Secondo il gesuita, Tondelli si riconciliò in extremis con la Chiesa e nelle sue ultime opere è facile leggerne i segni: «In lui una chiave del sacro - scrisse Spadaro - è legata all’esperienza della sessualità: l’imbarazzante finitezza della corporeità diviene richiamo implicito a un infinito che non è anelato oscurando la fisicità finita, ma godendo di una finitezza condivisa in modo generoso e gratuito». «Questo è il valore che occorre registrare: siamo qui all’opposto di un erotismo segnato dal principio del consumo e del valore di scambio».

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1 commenti
#1 dellelmodiscipio (1494) - lettore
il 06.08.08 alle ore 20:30 scrive:
Illuminato il nostro gesuita, veramente rivoluzionario e innovativo. Come quando la Chiesa ha riabilitato Galilei, rivelandolo al mondo intero!
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