Rana crocifissa al museo Infiamma la polemica a Bolzano

Apertura in grande stile, ma tra le polemiche, per il nuovo museo d’arte moderna di Bolzano inaugurato sabato mattina. A far scoppiare le critiche l'anfibio crocifisso nell’atrio d’ingresso della modernissima struttura costata 30 milioni di euro

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Bolzano - Apertura in grande stile, ma tra le polemiche, per il nuovo Museion, il museo d’arte moderna di Bolzano inaugurato sabato mattina sulle rive del torrente Talvera. A far scoppiare le critiche, anche da parte del vescovo della Diocesi di Bolzano-Bressanone, una rana crocifissa di colore verde lunga circa un metro piazzata nell’atrio d’ingresso della modernissima struttura costata 30 milioni di euro.

L'opera incriminata L’opera, realizzata dallo scomparso artista tedesco Martin Kippenberger, raffigura un brutto ranocchio che tiene con una zampa un uovo, con l’altra un boccale di birra. "I sentimenti religiosi hanno il diritto di essere rispettati - ha affermato il vescovo Wilhelm Egger - la rana crocifissa esposta al nuovissimo Museion d’arte moderna ha stupito tanti visitatori del Museion e li ha feriti nei loro sentimenti religiosi. Oggi, i simboli della fede cristiana vengono spesso disprezzati. Oggi, però, è fondamentale il rispetto per i simboli e i sentimenti religiosi. Una mostra di opere simili non aiuta alla pace tra le culture e le religioni".

La dura polemica L’Union fuer Suedtirol chiede le immediate dimissioni dell’assessore provinciale alla cultura in lingua tedesca Sabine Kasslatter Mur presente all’inaugurazione dell’opera. Critica anche Alleanza Nazione che ricorda la precedente polemica e provocazione quando l’inno di Mameli era stato accompagnato dal rumore di uno sciacquone. Il presidente di An Alessandro Urzì parla di "atti blasfemi da parte degli autori". Nel sottolineare che "l’autonomia ci chiama a grandi responsabilità, a investire in strutture e in cervelli, a non perdere mai di vista il valore assoluto della convivenza e il bene prezioso di tre culture che si sviluppano e si rispettano e che l’Alto Adige vuole aprirsi all’Europa", scettico sulla rana verde crocifissa appare anche il presidente della giunta provinciale altoatesina Luis Durnwalder.

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COMMENTI

18 commenti su 1   2  3  4   pagine dal più vecchio | dal più recente
#13 spiderman (95) - lettore
il 27.05.08 alle ore 9:13 scrive:
concordo con wolf
#12 Fabrizio65 (124) - lettore
il 27.05.08 alle ore 8:41 scrive:
se non risulta possibile rimuovere quel manufatto oltraggioso perchO "espressione della libertà di pensiero artistico" (che evidentemente vale a senso unico ovvero sempre e contro la religione cristiana!Evidentemente le altre non ispirano la creatività degli "artisti")è pur sempre possibile che "mamma provincia" (e qui si tratta di una mamma finanziariamente ben dotata!) revochi "liberamente" i contributi concessi al Museion ovvero non li conceda per il prossimo futuro. La rana, a quel punto, sparirà da sola.... Basta volerlo fare
#11 NickBelane (4) - lettore
il 27.05.08 alle ore 2:08 scrive:
PER il dott.Bruno Pantosti Bruni Egregio dott.Bruno Pantosti Bruni, la invito gentilmente a leggere il mio precedente commento (quello rivolto ad "antonia53"). La lettura di quelle poche righe la porranno di fronte ad una realtà triste (per lei, naturalmente) quanto incontrovertibile: non sono le opere (o l'opera in questione) a non avere "niente da spartire con l'arte" (parole sue), ma è lei che ha una scarsissima (a giudicare dalla sua affermazione) conoscenza dell'arte contemporanea. Il fatto che un'opera non incontri i suoi gusti non significa certamente che l'opera in questione sia di scarso valore artistico. Prima di fare certe affermazioni (e, di conseguenza, certe magre figure) le converrebbe documentarsi adeguatamente. P.S. L'aver specificato il titolo dott. nel nickname è, diciamo così, abbastanza "spassoso". Crede di essere l'unico in Italia ad avere una laurea?
#10 NickBelane (4) - lettore
il 27.05.08 alle ore 1:43 scrive:
PER ANTONIA53 Martin Kippenberger è stato uno dei più grandi artisti della seconda metà del '900. Una vasta retrospettiva della sua opera si è tenuta nel 2006 alla Tate Modern Gallery. Molte sue opere sono presenti nella collezione permanente del SFMOMA ed i suoi lavori vengono venduti da gallerie del calibro della Saatchi di Londra (oltre ad essere frequentemente battuti nelle aste che si tengono da Sotheby's e Christie's). Le quotazioni di questo artista raggiungono ormai, per le opere più importanti, cifre dell'ordine delle centinaia di migliaia di Euro. Come può vedere, il fatto che lei non conosca un artista non implica di certo che l'artista in questione sia poco importante. Detto ciò, da questa vicenda si ha un'ulteriore conferma del fatto che certe istituzioni sono molto attente a protestare ogni volta che credono siano offesi i loro valori. Il problema è che sono molto meno attente quando si tratta di rispettare le libertà e i valori degli altri.
#9 dott.Bruno Pantosti Bruni (33) - lettore
il 27.05.08 alle ore 0:32 scrive:
Dispiace che i nostri soldi siano usati per delle opere che non hanno niente da spartire con l'arte! Possibile che il popolo italiano sia a questi livelli anche se parla in tedesco.......
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