«Vogliamo un Risorgimento più vero e meno retorico»

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Pubblichiamo l'appello lanciato da un gruppo di storici a proposito degli studi sul Risorgimento italiano. Il titolo del documento è «Più verità e meno retorica sul Risorgimento».

Il centocinquantesimo dell'unità rischia di ridursi a una sbrodolata di retorica, a un'altra occasione per ribadire luoghi comuni ma anche omissioni e menzogne storiche. Rischia di essere una parata di cerimonie ufficiali, frequentate da azzimati spettatori paganti e da scolaresche cooptate; un diluvio di discorsi politicamente corretti; la ripetizione di patriottici mantra.
Noi vorremmo invece che la ricorrenza possa essere occasione per una analisi serena degli avvenimenti storici, per affrontare silenzi, reticenze e veri e propri occultamenti di prove e di cadaveri.
I tempi sono maturi per farlo. Un secolo e mezzo di tempo dovrebbe aver sopito anche le passioni più accese, sicuramente quelle in buona fede. Vorremmo che si facesse finalmente anche da noi quello che - ad esempio - in America si è cominciato a fare appena qualche anno dopo la fine dalla loro guerra civile: esaminare gli avvenimenti e i ruoli con obiettività e onestà.
Purtroppo invece le interpretazioni, le giustificazioni, le verità «ufficiali» continuano a viziare la versione corrente della nostra storia.
Noi chiediamo che le risorse impegnate in inutili e vacue cerimonie, in comitati paludati, vengano devolute in iniziative di chiarezza, di confronto, di divulgazione di verità non più coperte dalla «ragion di Stato».
Noi chiediamo che sia fatta giustizia sui vincitori e sui vinti, e su tutti quelli che sono stati presi in mezzo.
Francesco Mario Agnoli
Franco Bampi
Ettore Beggiato
Romano Bracalini
Elena Bianchini Braglia
Lorenzo Del Boca
Gigi Di Fiore
Paolo Gulisano
Adolfo Morganti
Gilberto Oneto

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COMMENTI

#4 ANGELO POLI (1596) - lettore
il 26.10.09 alle ore 18:10 scrive:
Quello che è opportuno emerga da questa celebrazione, pur tra tanti sbagli, è che con l'unità d'Italia è nato uno stato che ha fatto gli interessi degli Italiani, di tutti gli Italiani, non più alla mercè completa delle strategie degli altri grandi stati nazionali storici europei(leggi:Inghilterra, Francia, Austria, Spagna, Russia...).
#3 Bruno Burinato (2640) - lettore
il 26.10.09 alle ore 15:59 scrive:
Oramai è del tutto inutile andare a rivangare le cose, però se fosse oggì i plebiciti, come quelle del 1866 nel Veneto, verrebbero dichiarati illegittimi dall'ONU ed annullati
#2 AmerigoVespucci (5) - lettore
il 26.10.09 alle ore 11:24 scrive:
Le cerimonie serviranno, spero, a celebrare l'unità d'Italia, cioè quell'evento che ha trasformato un pulviscolo di staterelli insignificanti in un grande paese moderno, patria di tutti gli Italiani. Servono a celebrare e ricordare tutti i nostri bisnonni che hanno combattuto per quell'ideale, e quelli che per esso sono morti. L'autopubblicità autoreferenziale e la propaganda leghista vanno fatte in altre sedi, e non con i soldi dello stato. Smettiamola di infangare tutto quello che abbiamo.
#1 adriano1 (395) - lettore
il 26.10.09 alle ore 9:15 scrive:
Ricordiamo : 1) Il proditorio attacco al Regno di Napoli;la resa della fortezza di Messina, dove Cialdini, alla consegna della spada da parte del comandante napoletano disse da vero delinquente:"Non accetto la spada da un brigante";la fortezza di Civitella al Tronto con la fucilazione del sottufficiale che si era opposto resa e la 'casuale' morte in carcere a Savona di un ufficiale anche lui per la resistenza ad oltranza;il campo paranazista del forte di Fenestrelle dove vennero fatti morire di fame e freddo i soldati napoletani che non vollero aderire all'esercito piemontese.Dieci anni di guerriglia sanguinosa,con stupri,villaggi bruciati e ruberie. 2)La Brigata Estense che segue nell'esilio il suo Duca 3)La farsa dei plebisciti 4)In tempi più recenti la presa di Trieste che da grande e ricca città di un grande Impero é diventata una insignificante provincia dopo essere stata derubata e rapinata del suo 5)Tutto ciò, mentre Bismarck unificava la Germania in forma federale !
Alessandro Sallusti
Per una volta un pm aveva chie­sto di non processare Berlusco­ni. Ma niente, non è basta­to  continua..
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