martedì 09 febbraio 2010
 
 ECONOMIA
lunedì 26 gennaio 2009, 19:20

Auto, Marchionne: "Fiat, 60mila posti a rischio per la crisi"

L'ad della Fiat: "Il rischio che 60.000 lavoratori del comparto auto, in Italia, restino a casa, se non ci sarà un intervento del governo, è reale. Non si tratta di aiutare la Fiat, ma di fare ripartire un intero comparto produttivo e tutta l’economia"

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Torino - "Il rischio che 60.000 lavoratori del comparto auto, in Italia, restino a casa, se non ci sarà un intervento del governo, è reale". Lo ha detto l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, a proposito dei timori espressi dai sindacati sull’occupazione del settore. Marchionne ha parlato entrando all’Unione Industriale dove si tiene la riunione del consiglio direttivo sulla crisi economica.

"Ci aspettiamo un intervento" "Dal governo ci aspettiamo un intervento per tutto il settore dell’auto, che sta vendendo il 60% in meno dell’anno scorso. Non si tratta di aiutare la Fiat, ma di fare ripartire un intero comparto produttivo e tutta l’economia", ha aggiunto Marchionne. Quanto alle affermazioni del ministro Roberto Calderoli sull’intervento del governo, Marchionne si è limitato a dire: "Sono d’accordo, il sostegno deve essere dato a tutto il settore".

L'incontro con il commissario Ue Verheugen "Il commissario europeo per le imprese e l’industria, Gunter Verheugen, ha incontrato oggi al Lingotto l’amministratore delegato della Fiat per discutere della situazione dell’industria dell’auto in Europa, in particolare in riferimento agli strumenti idonei a superare l’attuale crisi, assicurando la competitività e i livelli occupazionali del settore nel lungo termine". È quanto si legge in una nota del Gruppo Fiat. "L’incontro ha confermato che questo comparto cruciale sta attraversando una congiuntura difficile, tale da richiedere il sostegno a livello europeo e nazionale, così come delineato nel Piano di rilancio economico europeo. Per rimanere competitiva, l’auto europea del futuro deve essere all’avanguardia, dal punto di vista dell’innovazione, della sicurezza e del rispetto ambientale". L’industria deve continuamente investire in ricerca e sviluppo e puntare sulle competenze delle proprie risorse umane", continua la Fiat.

Visita all'Iveco Dopo l’incontro il commissario si è recato alla sede Iveco, dove è stato accolto dall’amministratore delegato, Paolo Monferino, e ha potuto vedere alcuni nuovi modelli e prototipi di autovetture, furgoni e camion che adottano tecnologie innovative e soluzioni motoristiche a basso impatto ambientale. In particolare gli sono stati illustrati: la tecnologia Multiair, di prossima introduzione sul mercato, che consente una significativa riduzione dei consumi e delle emissioni di CO2, rispettando i futuri limiti Euro 5 ed Euro 6; il motore SGE (Small Gasoline Engine), due cilindri, con emissioni di CO2 molto basse, che sarà applicato alle vetture di segmento A e B.  

22 commenti su  1  2  3  4  5   pagine dal più vecchio | dal più recente
#22 stenos (237) - lettore
il 27.01.09 alle ore 8:27 scrive:
Come sempre, utili in tasca (magari alle Cayman) e perdite da distribuire su tutti. La fiat non è un bene dell'Italia, la fiat e il cancro dell'Italia. Con i soldi dati alla fiat avremmo lastricato d'oro tutte le strade, è 50 anni che questi si mangiano i soldi degli italiani. E per fortuna che Marchionne era un supermanager......
#21 croc (31) - lettore
il 27.01.09 alle ore 8:13 scrive:
E chi se ne frega! Se la mia azienda di 40 persone ha dei problemi, noi soci ci mettiamo le mani in tasca e cerchiamo di risolvere i problemi. Perchè i soci FIAT non fanno lo stesso? Del resto quando le cose gli vanno bene mica pagano tasse in più, quindi quando vanno male si rimbocchino le maniche!
#20 nuendone (2) - lettore
il 27.01.09 alle ore 1:10 scrive:
Ma è possibile che si continui ad investire allestero e non diamo ai nostri figli la possibilità di trovarsi neanche un lavoro precario ??? Non è + giusto creare una politica come fanno all'estero ? Perchè non chiudono le linee fuori italia e si soldi non li investono qui ? Perchè dobbiamo pagare un auto fatta in polonia al prezzo di produzione italiano ? Perchè ????????
#19 nuendone (2) - lettore
il 27.01.09 alle ore 0:52 scrive:
Ma è possibile che si continui ad investire allestero e non diamo ai nostri figli la possibilità di trovarsi neanche un lavoro precario ??? Non è + giusto creare una politica come fanno all'estero ? Perchè non chiudono le linee fuori italia e si soldi non li investono qui ? Perchè dobbiamo pagare un auto fatta in polonia al prezzo di produzione italiano ? Perchè ????????
#18 bacco (85) - lettore
il 27.01.09 alle ore 0:11 scrive:
o destra o centro o sinistra o quello che vi pare , qui in italia chi comanda non e' la politica, ma le grandi aziende . prima le banche , poi le auto , poi arrivera' la crisi delle scarpe , eccetera eccetera , tutti questi colossi " privati " che con ricatto succhiano annualmente delle belle quantita' di denaro dalle nostre tasche ( lo stato ) . E se tutti smettessimo di pagare le tasse , a loro non gli fregherebbe di meno tanto " loro " i soldi li hanno gia' al sicuro. questa fiat , dato il momento catartico dell' economia globale , cosa aspetta a chiudere i stabilimenti all' estero e portare il lavoro qui in italia , se cosi facesse , allora si potrebbe parlare di nuovi aiuti a livello statale , se no , che chiuda . BASTA SPILLARE SOLDI !!!
22 commenti su  1  2  3  4  5   pagine
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