Auto, Marchionne: "Fiat, 60mila posti a rischio per la crisi"

L'ad della Fiat: "Il rischio che 60.000 lavoratori del comparto auto, in Italia, restino a casa, se non ci sarà un intervento del governo, è reale. Non si tratta di aiutare la Fiat, ma di fare ripartire un intero comparto produttivo e tutta l’economia"

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Torino - "Il rischio che 60.000 lavoratori del comparto auto, in Italia, restino a casa, se non ci sarà un intervento del governo, è reale". Lo ha detto l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, a proposito dei timori espressi dai sindacati sull’occupazione del settore. Marchionne ha parlato entrando all’Unione Industriale dove si tiene la riunione del consiglio direttivo sulla crisi economica.

"Ci aspettiamo un intervento" "Dal governo ci aspettiamo un intervento per tutto il settore dell’auto, che sta vendendo il 60% in meno dell’anno scorso. Non si tratta di aiutare la Fiat, ma di fare ripartire un intero comparto produttivo e tutta l’economia", ha aggiunto Marchionne. Quanto alle affermazioni del ministro Roberto Calderoli sull’intervento del governo, Marchionne si è limitato a dire: "Sono d’accordo, il sostegno deve essere dato a tutto il settore".

L'incontro con il commissario Ue Verheugen "Il commissario europeo per le imprese e l’industria, Gunter Verheugen, ha incontrato oggi al Lingotto l’amministratore delegato della Fiat per discutere della situazione dell’industria dell’auto in Europa, in particolare in riferimento agli strumenti idonei a superare l’attuale crisi, assicurando la competitività e i livelli occupazionali del settore nel lungo termine". È quanto si legge in una nota del Gruppo Fiat. "L’incontro ha confermato che questo comparto cruciale sta attraversando una congiuntura difficile, tale da richiedere il sostegno a livello europeo e nazionale, così come delineato nel Piano di rilancio economico europeo. Per rimanere competitiva, l’auto europea del futuro deve essere all’avanguardia, dal punto di vista dell’innovazione, della sicurezza e del rispetto ambientale". L’industria deve continuamente investire in ricerca e sviluppo e puntare sulle competenze delle proprie risorse umane", continua la Fiat.

Visita all'Iveco Dopo l’incontro il commissario si è recato alla sede Iveco, dove è stato accolto dall’amministratore delegato, Paolo Monferino, e ha potuto vedere alcuni nuovi modelli e prototipi di autovetture, furgoni e camion che adottano tecnologie innovative e soluzioni motoristiche a basso impatto ambientale. In particolare gli sono stati illustrati: la tecnologia Multiair, di prossima introduzione sul mercato, che consente una significativa riduzione dei consumi e delle emissioni di CO2, rispettando i futuri limiti Euro 5 ed Euro 6; il motore SGE (Small Gasoline Engine), due cilindri, con emissioni di CO2 molto basse, che sarà applicato alle vetture di segmento A e B.  

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COMMENTI

22 commenti su 1  2  3   4  5   pagine dal più vecchio | dal più recente
#7 blues188 (945) - lettore
il 26.01.09 alle ore 20:02 scrive:
Se questo governo dà un solo mezzo centesimo alla Fiat senza che prima riporti in Italia le sue fabbriche all'estero, il mio voto saprò io a chi darlo! Che la Fiat fallisca! (Per dirne una mia moglie è andata girando qua e là a cercare un'auto nuova da comprare: da parte sua la Fiat non cala il prezzo di un solo euro. Se ha queste pretese vuol dire che non è in stato di necessità, quindi vada al diavolo!)
#6 Enzo Salvetti (235) - lettore
il 26.01.09 alle ore 19:41 scrive:
A prescindere dal fatto che mi piacerebbe sapere da quale cilindro saltano fuori i 60.000 posti di lavoro, i signori della fiat dovrebbero spiegare bene quali saranno poi le possibilità di controllo da parte dello stato finanziatore. Dove andranno a finire i soldi, forse per una fabbrica in tanganica, così la manodopera costerà ancora meno. Un pensierino sul fatto che delocalizzando di quà e delocalizzando di là si è inpoverito l'apparato produttivo del paese e, calando la redditivita del lavoro nonchè il numero dei lavoratori, le risorse disponibili per il consumo se ne stano andando... e adesso con che soldi mi compero, questo vale anche per tutti gli altri contribuenti, la 500 che ho già pagato con le tasse?
#5 Archey (591) - lettore
il 26.01.09 alle ore 19:29 scrive:
La Fiat, per voce di golfino Marchionne, come sempre ricorre all'indecente ricatto: siamo in crisi o ci date i soldi o restano a casa 60.000 dipendenti. Questi incapaci incassano gli utili quando ci sono e scaricano sulla collettività le perdite. Per decenza perchè simili dirigenti, golfino in testa, non applicano una proporzionata riduzione dei loro stipendi?
#4 migpao (2406) - lettore
il 26.01.09 alle ore 19:29 scrive:
facciano tutti trasloco "cumulativo" in Polonia dove Fiat produce i motori multijet, e che diamine... falliscano pure come da leggi mercato. la legge di mercato, la libera concorrenza che ha eliminato le tariffe professionali, deve forse essere applicata solo ai liberi professioni come me ?! quali aiuti mi ha mai fornito lo stato in caso di bisogno ?! forse i 250 €/mese di cui gode mia moglie invalida al 100% possono essere considerati un aiuto ?! ora sono alle prese con un pagamento di € 63,69 e sto impazzendo perchè dopo innumerevoli telefonate a svariati numeri verdi "rimpallanti" tra loro nessuno mi ha ancora spiegato con esattezza cosa devo fare per PAGARE questo maledetti € 63,69 !!! NON NE POSSO PIU' DI QUESTA ITALIETTA.
#3 Marcello58 (582) - lettore
il 26.01.09 alle ore 19:11 scrive:
Ma perché mai bisogna sempre garantire un supporto statale alla Fiat quando questa si dichiara in difficoltà? Ma non è un paradosso che proprio in questo periodo i soci si stiano distribuendo i dividendi? Ma allora, perché non usano i loro guadagni per far fronte alla crisi? Così ho dovuto fare io, modesto artigiano, che non sono assolutamente coperto da alcun tipo di assistenza statale. Anzi, devo pagare le tasse in base agli studi di settore..... MA DOV'E' L'EQUITA' ? E' giusto questo modo di sperperare il denaro pubblico? Credo che sia ora di cambiare strada !
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