Auto, Scajola chiude: "Nel 2010 no a incentivi, spettano ad altri settori"

Il ministro mette la parola fine alla querelle con la Fiat: "Quest'anno il governo non darà aiuti al settore automobilistico. Ci sono altri comparti che hanno bisogno di essere spinti". Il Centro Studi Promotor in allarme: "Senza incentivi flessione di 1,2 miliardi di gettito"

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Roma - Niente incentivi all'auto nel 2010. Gli aiuti del governo si concentreranno quest’anno su altri settori. Il comparto auto avrà aiuti che si limiteranno solo all’innovazione e alla ricerca. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, a margine del consiglio informale dei ministri dell’Industria europei a San Sebastian. "Credo sia opportuno quest’anno dare incentivi ad altri settori che hanno bisogno di essere spinti" ha detto Scajola. Immediato l'allarme del Centro Studi Promotor: "Senza incentivi flessione di 1,2 miliardi di gettito".

Cambio di strategia "Nel 2009 il governo ha incentivato fortemente il settore auto. Mi pare che qui a San Sebastian stia prevalendo la tesi di uscire dal sistema di incentivi sul settore" ha detto Scajola sottolineando tuttavia la necessità "di dare certezze altrimenti i consumi frenano. Credo quindi che sia opportuno quest’anno dare incentivi ad altri settori che hanno bisogno di essere spinti". Scajola ha precisato che per il settore auto gli interventi del governo si concentreranno sull’innovazione e la ricerca. "Domani - ha annunciato Scajola - ne riferirò al consiglio dei ministri e al presidente del Consiglio per le decisioni conseguenti".

L'allarme del Csp "Senza il rinnovo degli incentivi alla rottamazione, nel 2010 il mercato dell’auto scenderebbe in Italia a circa 1,75 milioni di immatricolazioni e di conseguenza il gettito erariale legato all’Iva subirebbe un calo di 1,2 miliardi di euro rispetto al 2009", ha dichiarato all’Ansa il direttore del Centro Studi Promotor Gian Primo Quagliano. In sostanza, ha precisato Quagliano, "si passerebbe dai 6,4 miliardi di euro di Iva che l’Erario incasserebbe sui 2,16 milioni di immatricolazioni del 2009, ai 5,2 miliardi che entrerebbero nelle Casse dello Stato se, in assenza di incentivi, le immatricolazioni scendessero intorno a 1,75 milioni".

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COMMENTI

11 commenti su  1  2  3   pagine dal più vecchio | dal più recente
#11 Spes72 (1) - lettore
il 09.02.10 alle ore 20:17 scrive:
Buonasera, e tutte le altre case che non sono Fiat, composte da tanti dipendenti e collaboratori che comunque lavorano, vivono e pagano le tasse? Perché il braccio di ferro di Fiat deve penalizzare anche noi che invece siamo grati al governo per gli scorsiincentivi e ambiremmo molto a vederli confermati?Come sempre Fiat fa e disfa a suo piacimento.La colpa è soprattutto di chi continua a comperare le loro scarse vetture spinte da pubblicità bellissime e costosissime che paghiamo NOI.
#10 Kontorotsui (1406) - lettore
il 09.02.10 alle ore 19:53 scrive:
Brava Scajola.
#9 vincenzoaliasilcontadino (2509) - lettore
il 09.02.10 alle ore 19:31 scrive:
Trovo sbagliato, anche se capisco che … Io ero disposto a ricomprarmi un'auto nuova, sempre se non vendo anche la vecchia e con i tempi che corrono risparmio quasi 10.000€! Dunque, io trovo sbagliato non concedere gli incentivi, visto che creano circolante e che fanno tirare l'economia. Vincenzo. http://www.facebook.com/
#8 coni (312) - lettore
il 09.02.10 alle ore 19:22 scrive:
Personalmente non sono assolutamente daccordo col ministro Scaiola, questi hanno sputato sugli aiuti, per poi con la scusa dell'innovazione e della ricerca vogliono continuare a mungere la mucca Italia. Si facciano dare incentivi dal la Polonia o dall'America dove hanno delocalizzato. E l'ideale sarebbe che si delocalizzassero direttamente gli Agnelli in massa. Questi del fondatore della Fiat e del fu Valletta, non hanno nemmeno la punta di un'unghia. E la Fiat è stata sempre in calo dopo la morte di Valletta, ed è inutile inneggiare all'av vocato, quali meriti ha avuto, un evasore che mai nessuno ha avuto il corag gio di controllare, nessuno che si sia permesso una critica. Questa montagna di patrimonio personale questo insulto alla povertà dei suoi dipendenti, che hanno solo la colpa di averli arricchiti, ora viene ricambiato con licenziamenti in massa. Se tronasse il fondatore farebbe fiamme con tutti questi.
#7 coni (312) - lettore
il 09.02.10 alle ore 19:19 scrive:
PER pennina rossa: forse lei non è al corrente della storia. La Fiat ha distrutto posti di lavoro non creati. Aveva oltre 100.000 dipendenti ora è ridotta a circa 30.000. L'incapacità di chi ha amministrato, specializzati solo a ricattare lo stato, minacciando licenziamento ha fatto si che il loro parassitismo creasse una classe dirigenziale votata al bengodi, mentre i dipendenti tiravano la cinghia e, nel contempo l'avvocato o chi per lui complici i sindacati, quanto succhiava dallo stato se lo portava in salvo nei paradisi fiscali. Certo ha ragio ne la figlia dell'avvocato, gli tengono nascosto il tesoretto. Succhiano dallo stato italiano e vanno a fare fabbriche all'estero, poi sfacciatamente le vengo no a vendere in Italia, cosi ci fregano due volte. Senza parlare poi di tutte le altre industrie che avevano e che hanno portato alla chiusura, tipo macchine agricole di cui rimane solo la trattoristica, tipo il Comau di Modena, tipo la metallurgia fonderie. Tutto perduto
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Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
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