Fiat: "Incentivi o sarà disastro". Scajola apre

L'ad del Lingotto lancia un grido d'allarme: "Senza il rinnovo degli incentivi statali sarà disastroso". E su Chrysler: "Piano a novembre, arriveremo a 6 milioni di vetture". Il ministro: "Estensione auspicabile, ne parleremo con la Ue"

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Francoforte - Il grido d'allarme di Marchionne. L’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, auspica che gli incentivi all’auto vengano rinnovati anche nel 2010 "per il bene del Paese, altrimenti sarebbe disastroso" dice al Salone dell’Auto di Francoforte.

Scajola apre "La prosecuzione degli incentivi al settore auto è una cosa auspicata e auspicabile, anche se è prematuro parlarne". Questa la replica del ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, a margine di un’audizione alla Camera, commentando l’auspicio formulato stamani dell’ad di Fiat. Poi scandisce i tempi: "Alla fine di novembre, quando avremo i dati finali, valuteremo di concerto con gli altri paesi europei se proseguire con gli incentivi per l’auto".

Lo strumento ha funzionato Secondo il ministro, analizzando la questione della proroga degli incentivi al comparto auto per il 2010, bisogna tenere conto dei risultati di quelli erogati per l’anno 2009 e valutare in particolare tre fattori: "Gli aiuti al settore dell’auto hanno dato risultati molto soddisfacenti in Italia, migliori che in altri Paesi perchè sono stati ben mirati". In secondo luogo, ha proseguito Scajola, dal punto di vista finanziario "c’è stato un rientro, fra Iva e riduzione delle emissioni, che riducono il conto da pagare all’Europa". Infine, "la riduzione degli incidenti col nuovo parco auto". Questi tre fattori, ha aggiunto, "ci fanno dire che lo strumento ha funzionato e, quando avremo i dati finali a fine novembre, valuteremo di concerto con gli altri Stati dell’Unione Europea quella che oggi è una cosa auspicabile e auspicata, quella di proseguire con gli incentivi. Ma è prematuro parlarne, valuteremo con attenzione al momento dovuto". 

Quota 6 milioni "Fiat, da sola con Chrysler, raggiungerà l’obiettivo di 5,5-6 milioni di vetture" spiega Marchionne parlando ai giornalisti a margine del Salone dell’Auto di Francoforte. Il manager ha aggiunto che il piano industriale di Chrysler sarà presentato a novembre e che la ristrutturazione del gruppo americano è un processo lento ma sono attesi miglioramenti significativi nel 2010. Sul fronte Opel, "io ho chiuso totalmente", è stata la risposta di Marchionne ai cronisti.

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COMMENTI

26 commenti su  1  2  3  4  5  6   pagine dal più vecchio | dal più recente
#26 romano polemis (110) - lettore
il 17.09.09 alle ore 8:56 scrive:
Ci risiamo, agnelli docet, - sono le stesse minacce che sento da 40 anni, privatizzazione degli utili, magari all'estero e nei paradisi fiscali, e fiscalizzazione delle perdite, ovvero le perdite fiat sul groppone dell'italiota; e dire che la fiat ci è costata almeno un terzo del debito pubblico ... senza contare le fortissime iniezioni trasversali della fu cdm - cassa del mezzogiorno. Non sono bastate nemmeno le 3 - 4 rottamazioni ad hoc, - ma perchè certe somme a sostegno non vengono date come prestito d'onore per poi restituirlo magari senza interessi? Sperando che detti finanziamenti non vadano a finire in quelle centinaia di finanziarie agnellesche sparse in tutto il mondo! Ma l'europa che dice?
#25 Ro83 (305) - lettore
il 17.09.09 alle ore 8:50 scrive:
Caro Sr71, in effetti ho usato impropriamente il termine "ampi utili"; diciamo che la verità è la prima, ma anche che gli utili che Marchionne sarà in grado di garantire grazie alla strategia di ampliamento del Brand e del mercato di diffusione (vedi accordo con Chrysler), saranno oro colato in un periodo del genere. Torno altresì a ripetere che 1)tutte le aziende automobilistiche hanno bisogno di aiuti in questo momento (per il discorso della scarsa flessibilità degli impianti di produzione) 2)L'impatto che avrebbe il fallimento di un'azienda come fiat sarebbe devastante non solo per i lavoratori della stessa, ma per tutto il suo indotto, migliaia di piccole-medie (a volte anche grandi) attività come ad esempio uffici tecnici, di stampaggio, logistica, padroncini, officine, concessionari, ecc.. che hanno per il 90% commesse per fiat stessa; per non parlare di bar, ristoranti,.. Poi scusi una cosa Sr71, ma qui è stata salvata una certa compagnia di bandiera che attualmente
#24 giardinodiviola (645) - lettore
il 17.09.09 alle ore 6:48 scrive:
Mah! Nella mia ignoranza di quanto si manovra nell'ombra, dico solo in merito a quanto vedo con gli occhi, tutti i giorni, a Roma e provincia: milioni di veicoli in transito, in e per ogni dove; non si cammina, non si respira, tutti stanno in giro-tondo. Ci saranno pure quelli che, come me ad esempio, hanno necessità reali, a volte gravi, per percorrere chilometri in auto ma... tanti di tutti gli altri. Elementare: non la vedo 'sta crisi e se FIAT la soffre... FIAT ha molto da rivedere. Censissero le marche circolanti e si confrontassero invece di ricadere sulle spalle del Paese per dare poi aria e fiato agli eredi che, poverini, si litigano i milioni di euro.
#23 olipink (214) - lettore
il 16.09.09 alle ore 21:42 scrive:
E ci risiamo! Il gran capo della Fiat grida agli incentivi, altrimenti sarà il disastro. Ma anch'io grido agli incentivi dallo stato, altrimenti non ce la faccio nemmeno a pagare le tasse. Ovvio nessuno mi ascolta, nessuno ci ascolta, noi che comunque siamo la vera economia dello stato. Dico basta, non se ne può più di tutti quelli che passano per topmanager, e vengono gratificati e "strapagati" solo perchè si affidano agli aiuti statali. Ma a proposito tutti questi incentivi che lo stato mette a disposizione, al fine che l'industria dell'auto non sprofondi, gravano per caso su tutti noi? Oh my God !!!!
#22 adardore (12) - lettore
il 16.09.09 alle ore 19:53 scrive:
feltri sei un grande
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Alessandro Sallusti
Per una volta un pm aveva chie­sto di non processare Berlusco­ni. Ma niente, non è basta­to  continua..
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