Fmi: "La crisi? E' finita Ma la ripresa sarà lenta" Scarpa a Strauss-Kahn

Il Fondo monetario internazionale alza le stime, in Italia pil -5,1% nel 2009 e +0,2% nel 2010. La recessione è passata, ma la ripresa sarà lenta con "disoccupazione in crescita e limitazioni al credito". Contestato il presidente: guarda il video

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Istanbul - Il crollo è finito, ma da qui a dire che è iniziata la risalita ce ne passa. L’economia mondiale è tornata a crescere grazie a "un vasto intervento pubblico che ha supportato la domanda e abbassato le incertezze", ma la ripresa "sarà lenta". È quanto afferma il Fondo monetario internazionale nel suo World Economic Outlook secondo cui bisogna affrontare ora le sfide della "crescita della disoccupazione e la riduzione della povertà". In particolare, spiega il capo economista del Fondo Olivier Blanchard, "la ripresa è iniziata" e la situazione è radicalmente cambiata "rispetto allo scorso anno". Tuttavia, si legge nel rapporto, sarà una ripresa "lenta, con limitazioni al credito e, per un periodo, senza occupazione". Il Fondo prevede quindi che la chiave sarà "riportare in salute il settore finanziario", andare avanti con la regolamentazione e mantenere "i piani anti crisi fino a quando la ripresa sarà fondata su basi solide". L’Fmi ammonisce comunque i governi e la politica a predisporre per tempo i piani di ritiro (exit strategy) da tali misure.

Contestazione a Strauss-Kahn Un manifestante ha tirato una scarpa all’indirizzo del direttore generale del Fmi Dominique Strauss-Kahn, che stava tenendo una lezione all’università Bilgi di Istanbul dove sono in corso i lavori del meeting annuale del Fondo. L’uomo è quindi stato fermato dai membri della sicurezza mentre cercava di avvicinarsi al palco. Altri manifestanti che cercavano di srotolare uno striscione sono stati allontanati dalla sala.

Le stime sull'Italia Il pil dell’Italia dovrebbe tornare positivo nel 2010 con una crescita dello 0,2%, dopo un calo del 5,1% nel 2009, appena al di sotto della media dell’area Euro. È quanto stima il Fmi nel suo World Economic Outlook, che conferma così le anticipazioni diffuse a inizio mese. Per il Fondo il tasso di disoccupazione nel nostro paese passerà dal 9,1% del 2009 a quota 10,5% nel 2010, al di sotto della media Ue. Per quanto riguarda l’inflazione resta moderata con una crescita dello 0,7% quest’anno e dello 0,9 nel 2010 a fronte dello 0,8% di Eurolandia per il prossimo anno.

E gli altri Il Fondo monetario alza le stime del pil mondiale nel 2010 a +3,1% rispetto al 2,5% previsto a luglio. Nel suo World Economic Outlook il Fondo spiega che gli Stati Uniti torneranno a crescere nel 2010 con un aumento del pil dell’1,5% dopo il calo del 2,7% di quest’anno mentre l’area euro vedrà un aumento limitato allo 0,3% dopo il -4,2% del 2009. Nel World Economic Outlook dell’Fmi il Regno Unito vedrà un pil in crescita dello 0,9% nel 2010 mentre il Giappone mostrerà un +1,7% e la Cina aumenterà dall’8,5% di quest’anno al 9%. Sul fronte della disoccupazione gli Usa nel 2010 supereranno la soglia del 10% a 10,1% contro l’11,7% dell’area euro dove la Spagna registrerà un aumento al 20,2% seguita dall’Irlanda (15,5%).

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COMMENTI

7 commenti su  1  2   pagine dal più vecchio | dal più recente
#7 migpao (2406) - lettore
il 01.10.09 alle ore 19:22 scrive:
io lavoro nel mondo edile e la crisi la AVEVO PREVISTA già nel 2007 visti gli andamenti del lavoro e del mercato... ma nessuno valutava le mie considerazioni... ed POI sono diventati tutti GENI economici, e tutti avevano previsto tutto (con il senno di poi)... ORA IO VEDO NUOVI MOVIMENTI nell'edilizia, che però potranno concretizzarsi sul PIL tra 1 o 2 anni... nel mio lavoro sono IL PRIMO ad accorgermi di una imminente crisi economica, però sono L'ULTIMO a sentire la ripresa, che comunque già avverto. Ricordiamoci tutti che il PIL italiano senza edilizia, turismo, artigianato, e medie/piccole imprese fa a farsi "*******"... guarda mai che siano FIAT ALITALIA OLIVETTI & C. a sostenere il PIL Italiano ?!?! :-)
#6 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 01.10.09 alle ore 18:44 scrive:
Il capo economista del Fondo monetario internazionale Olivier Blanchard dice le bugie!Almeno per quanto riguarda l'Italia.Che per colpa di Berlusconi e'alla fame (De Benedetti dixit)e nuota nella disoccupazione,mentre il suo Governo si gira i pollici o si rigira nella lenzuola con "le escot".Ne'ha fatto ne'fa nulla per affrontare questa crisi.Anzi, la nega.Non importa prendere in considrazione il fatto che questa crisi e'nata ed e'mondiale,che ci sono Paesi che stanno ben peggio del nostro,a cominciare dalla mitica Spagna di Zapatero e di "El Pais"(che sta in bruttissime acque,a proposito.Nonostante il suo gossip sfegatato contro il nostro Premier e le frecciatine ironiche del loro capo).Non importa che sia evidente a chiunque che l'Italia e'riuscita ad affrontare,anche meglio di altri,un'emergenza storica che ha riguardato e riguarda il pianeta. Basta dire che le cose non esistono,e non esistono.Per lorsignori,naturalmente.Gli sfasciatori continui,anche di speranze.I Giuda italiani.
#5 GBBONZANINI (42) - lettore
il 01.10.09 alle ore 16:37 scrive:
se non si arginerà lo strapotere delle banche, in italia la ripresa sarà impossibile, anzi ci stanno preparando ad una nuova catastrofe. le banche hanno chiuso i rubinetti. senza ossideno le impreso e quindi l'economia non può ripartire.
#4 zio Fester (1696) - lettore
il 01.10.09 alle ore 15:27 scrive:
238 pagine di documento (scaricabile dal sito dell'IMF) che non dicono nulla di nuovo e che forniscono solo indicazioni sfumate ed insufficienti sulle politiche economiche e finanziarie, per non disturbare banche e politici. Stiamo risalendo la china faticosamente e pieni di lividi, ma non certo per merito loro!
#3 lot (1565) - lettore
il 01.10.09 alle ore 15:18 scrive:
E' già qualcosa che gli islamici ricorrano alle scarpe, ultimamente, che agli esplosivi. UNA SCARPA PER L'UOMO, UN GRAN PASSO PER L'ISLAM!
7 commenti su  1  2   pagine RSS commenti | Cosa sono?
Alessandro Sallusti
Per una volta un pm aveva chie­sto di non processare Berlusco­ni. Ma niente, non è basta­to  continua..
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