Il Credito trevigiano e la rivolta contro Di Santo
La Bcc del Trevigiano è in fermento. La base sociale si interroga sui risultati ottenuti dall'istituto sotto il lungo regno del presidente Nicola Di Santo. A preoccupare sono la caduta dei profitti (-78% dal 2008 al 2010) e la crescita dei crediti deteriorati in pochi anni (92 milioni a dicembre). Anche perch´ all'interno della Bcc non è passato inosservato come siano stati gli stessi componenti del cda a beneficiare di una discreta parte degli affidamenti (si dice 32 milioni su 1,2 miliardi). Non certo il miglior contesto - si nota - per spingere la base verso l'aumento di capitale in corso. Senza contare i 14 incarichi accumulati da Di Santo e lo sforzo profuso qualche anno fa dal gruppo per acquisire la palladiana Villa Emo.