Corte dei Conti: la crisi ci costa 160 miliardi Tremonti: discutibili i dati Istat sulla povertà

La crisi del 2008-2009 ha prodotto una perdita di pil pari a fine 2010 a 140 miliardi e a 160 miliardi nel 2013. Per raggiungere gli obiettivi indicati dall’Ue l'Italia dovrà ridurre il debito di 46 miliardi l'anno. Tremonti: "Povero un italiano su quattro? Dati discutibili"

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Roma - La grande crisi economica mondiale del 2008-2009 continua a far sentire gli effetti: ha prodotto una perdita di Pil pari a fine 2010 a 140 miliardi è stimata in crescita a 160 miliardi nel 2013. La stima è fatta dalla Corte dei Conti nel Rapporto 2011 sul coordinamento della finanza pubblica. Il Rapporto, spiega la magistratura contabile, "si sofferma sulla considerazione dell’eredità dei condizionamenti dovuti agli effetti permanenti causati dalla grande recessione del 2008-2009, evidenziando come si sia verificata una perdita permanente di prodotto, calcolata, a fine 2010, in 140 miliardi e prevista crescere a 160 miliardi nel 2013".

Tagliare il debito di 46 miliardi l'anno L’Italia - ha sottolineato la Corte dei conti - dovrà ridurre il debito pubblico di circa 46 miliardi ogni anno per raggiungere gli obiettivi indicati dall’Unione europea. "La fine della recessione economica - secondo la Corte - non comporta il ritorno a una gestione ordinaria del bilancio pubblico, richiedendosi piuttosto sforzi anche maggiori di quelli finora accettati".

I vincoli europei "Tanto più che va tenuto conto delle implicazioni dell’inasprimento dei vincoli europei e in particolare della nuova regola, assistita da apposita sanzione di tipo praticamente automatico, secondo la quale i paesi che registrano un rapporto tra debito pubblico e prodotto superiore al 60% dovranno ridurre lo scarto fra il dato effettivo e questo valore-soglia di un ventesimo all’anno (del 3% all’anno, pari oggi a circa 46 miliardi nel caso dell’Italia)".

Evasione fiscale L’Italia è ai primi posti in Europa per l’evasione fiscale. "Per quanto riguarda le dimensioni - rivela la Corte dei Conti - le stime richiamate convergono tutte nell’indicare come il fenomeno evasivo raggiunga in Italia un livello di punta nel panorama europeo, con l’eccezione della Grecia e della Spagna".

Tremonti: "Crescita insufficeniente, ma il bilancio ha tenuto" "Forse la crescita non è sufficiente, ma senza la tenuta di bilancio non ci sarebbe stata neanche questa insufficiente crescita". Lo ha detto il ministro dell’Economia Giulio Tremonti nel suo intervento alla presentazione del Rapporto sulla finanza pubblica della Corte dei Conti. 

Schifani: nessuno sviluppo senza rigore Lo sviluppo economico non può prescindere dal rigore nei conti pubblici: lo ha detto il presidente del Senato Renato Schifani, intervenendo a palazzo Giustiniani alla presentazione del rapporto 2011 della Corte dei conti. "È merito di tutte le Istituzioni che più direttamente sono coinvolte nelle decisioni di bilancio - ha affermato - essere riusciti a mantenere un livello di protezione dell’Italia dalla speculazione selvaggia, nonostante le difficoltà a tutti note che ancora gravano sulla spesa pubblica e i rischi ancora attuali di instabilità internazionale".

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COMMENTI

69 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#69 Probo (120) - lettore
il 27.05.11 alle ore 2:04 scrive:
#67 ernest85: non si preocupi del mio titolo di studi, non avrò la laurea come lei ma ho un lavoro e produco per questo paese, al contrario di lei che forse sarà un intelletualoide komunista che passa le giornate nei centri sociali. I 2 anni di comunismo (chiamiamo le cose col oro nome!) hanno fatto sufficenti danni al nostro paese.
#68 rokko (3046) - lettore
il 25.05.11 alle ore 7:48 scrive:
#59 resegone: c'è un piccolo problema nel suo ragionamento, ovvero il fatto che se non si diminuiscono le tasse il paese non crescerà nemmeno per sbaglio; quando anche avrà recuperato per intero l'evasione fiscale, si troverà un paese in piena recessione. Ma poi scusi, ha capito i numeri che ho esposto? La Germania ha la spesa pubblica al 42% e spende il 13% per lo Stato sociale, noi la spesa al 52% e prendiamo il 9%, vuol dire che il 14% lo buttiamo dalla finestra. Concettualmente, prima bisogna fermare chi butta tutti quei soldi dalla finestra, poi si potrà recuperare l'evasione fiscale.
#67 ernest85 (515) - lettore
il 24.05.11 alle ore 23:09 scrive:
PROBO: comunque il centro sinistra ha governato solo 2 anni negli ultimi dieci...ma la licenza elementare che hai chi te l'ha data?....perche' non decidi di proseguire magari fino alla terza media...anche serale? Il brutto di voi Bananas e' che non siete consci della vostra ignoranza paleolitica che vi porta ad affrontare con superficialita' sconvolgente certi temi, che per essere trattati a livello serio, richiedono un po' piu' della sua licenza elementare....
#66 lukass (44) - lettore
il 24.05.11 alle ore 20:43 scrive:
Most of data released by Istat are rather good not bad ( I wont talk about poverty because to be fair such data is very controversial); but it must be said that the data regarding the economy are not bad instead they point out that the economy is getting better that is not to say that some reforms are urgent especially to regain competitiveness. --- The other good news is that the government will have to cut further spending which will certainly be a good thing especially if the cuts are from social programs and the cost of politics.
#65 Probo (120) - lettore
il 24.05.11 alle ore 19:28 scrive:
l'Istat da dei numeri, che vanno interpretati però. E' vero che c'è ancora qualcuno che può definirsi "povero"in italia ma bisogna ricordarci il disastro lasciatoci dal trentennio di malgoverno della sinistra sprecona e corrotta che paghiamo ancora oggi, a questo sommiamo la crisi economica più grave del mondo. Voi sisnistrati, per vincere la "povertà" dovreste smettere di piagnucolare ed andare a lavorare!
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