La marea nera affonda la Bp: -15% in Borsa Cameron apre: "Londra disposta ad aiutare"

La British Petroleum ha già speso quasi un miliardo e mezzo di dollari per cercare di arginare la marea nera del Golfo del Messico. La Bp si è impegnata anche nella ricostruzione delle isole. Il titolo crolla alla Borsa di Londra, dove arriva a perdere oltre il 15%

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Londra - La British Petroleum ha già speso quasi un miliardo e mezzo di dollari per cercare di arginare la marea nera del Golfo del Messico, provocata dalla fuoriuscita di greggio da uno dei suoi pozzi sottomarini. Immediata la reazione sui mercati: il titolo crolla alla Borsa di Londra, dove arriva a perdere oltre il 15%. Intanto David Cameron ha detto che il governo britannico è "pronto a sostenere" BP nelle operazioni di pulizia e che la compagnia petrolifera deve fare "il possibile" per risolvere la situazione.

Le spese sostenute dalla Bp Il costo dell’incidente è stimato attualmente "in 1,43 miliardi di dollari" (pari a 1,19 miliardi di euro) "incluse le spese di pulizia e di arginamento della marea, la perforazione di pozzi di soccorso, gli aiuti versati agli Stati rivieraschi, i danni già risarciti". La somma include anche una prima tranche di 60 milioni di dollari che servirà a finanziare la costruzione di una serie di isole artificiali al largo della Louisiana, per proteggere il suo ecosistema. La Bp si è impegnata a versare in totale 360 milioni di dollari per la ricostruzione di queste isole. Oggi il titolo della Bp è crollato di oltre il 15% in apertura degli scambi alla Borsa di Londra, come avvenuto la sera precedente a Wall Street.

Intervento della Bp
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COMMENTI

8 commenti su  1  2   pagine dal più vecchio | dal più recente
#8 amecred (177) - lettore
il 10.06.10 alle ore 15:24 scrive:
che significa quel 'Londra' disposta ad aiutare'? gli aiuti di stato sono illegali e vietati per legge. finche' si trattava di vietare gli aiuti statali di societa' non inglesi, hanno sempre sbandierato il liberismo, quando e' toccato a loro, hanno calato la maschera. hanno illegalmente nazionalizzato le banche sull'orlo del fallimento (la legge prevede che si garantiscano i depositi, non la banca stessa) ed ora vogliono aiutare la loro compagnia petrolifera. E' vietato dalla legge, ed e' ora che a Brussels qualcuno lo dica chiaramente.
#7 Luca4president (89) - lettore
il 10.06.10 alle ore 14:51 scrive:
Le spiego subito. Tre settimane prima del disastro: "Mossa a sorpresa di Obama, che annuncia la ripresa delel trivellazioni per la ricerca del petrolio nella acque dell'Oceano. Gli ambientalisti che l'hanno sostenuto durante la campagna elettorale sono contrariati e stupiti per questa virata. Soddisfazione tra le file dei Repubblicani." Dopo il disastro lo stesso Obama blocca tutto. Da un Gasparri qualsiasi me lo sarei aspettato, da Obama no. Credevo fosse un'usanza tipicamente italiana quella di correre ai ripari e fare proclami solamente dopo che avviene la disgrazia, evidentemente non è così.
#6 velenosoveleno (1500) - lettore
il 10.06.10 alle ore 13:51 scrive:
Ho letto proprio su questo giornale, un paio di giorni fa , di quella ditta pugliese che da tempo sta lavorando nei paesi arabi ed è specializzata nella ripulitura delle acque marine inquinate dal petrolio . Ed il tutto con un sistema meccanico , quindi senza uso di solventi e cose del genere . Nessuno si fa viva eppure strpitano come oche sui danni già subiti e suquelli a venire , perchè la cosa non è certamente finita . Vorrei sapere : ma che ha interesse in tutto ciò , interesse cioè che tutto continui così .......Obama , sveglia, wake up.....
#5 Ronchet (550) - lettore
il 10.06.10 alle ore 13:16 scrive:
#3 justice ..te lo spiego io, la green economy è stata solo pura proganda elettorale di obama, poi diventato presidente ha firmato le concessioni per le trivellazioni off-shore, salvo poi sospenderle quando si è verificato il disastro BP, ma con grave ritardo, e di sicuro non ha compreso fin da subito la gravità della situazione e per settimane ha solo lanciato antemi verbali ma fatti zero assoluto. Io scrissi qui il giorno stesso della notizia che sarebbero finiti a pompare il petrolio direttamente dal mare e che la BP alla fine sarebbe fallita e con lei un tot di assicurazioni inglesi. Se lo ho capito io perchè non lo ha capito obama? Perchè non ha mobilitato fin da subito la navy, la nasa e tutta la tecnologia disponibile negli usa? no...ha chiamato un regista di fanta-catastrofismi e ancora ieri si chiedeva chi dovrebbe prendere a calci...Insomma obama è una barzelletta, non il mito che credete voi sinistri solo perchè avete intravisto in lui un modello mondiale di chissà cosa.
#4 Luca4president (89) - lettore
il 10.06.10 alle ore 12:34 scrive:
Certo che le spiego. Questa è una notizia circa la politica di Obama pre-disastro, uscita il 02/04/2010: "Il presidente Barack Obama ha annunciato ieri un controverso piano che autorizza trivellazioni off-shore al largo della costa atlantica degli Stati Uniti per l'estrazione di petrolio e gas naturali" Post disastro, com'era scontato, lo stesso Obama blocca tutto. Ora, da un Gasparri qualsiasi mi aspetto questo atteggiamento, da colui che dovrebbe essere il salvatore del mondo mi aspetto decisioni più ponderate o quantomeno un minimo di coerenza.
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Alessandro Sallusti
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