Marcegaglia: "Espulso chi subisce il pizzo ma non lo denuncia"

La giunta di Confindustria ha approvato una delibera che obbliga tutti gli imprenditori che vengono vessati dalla mafia a denunciare il racket pena la sospensione o l’espulsione dall’associazione

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Roma - La lotta contro la mafia e, più in generale, contro la criminalità organizzata non passa solo dallo Stato. E' fondamentale l'impegno di tutti: cittadini, istituzioni e società civile. Imprenditori compresi. La giunta di Confindustria ha approvato una delibera che obbliga tutti i propri iscritti vessati dalla mafia a denunciare il racket pena la sospensione o l’espulsione dall’associazione. "È una decisione molto importante e che rafforza il nostro impegno in prima linea contro la criminalità", ha commentato la presidente Emma Marcegaglia al termine della riunione.

In prima linea contro la criminalità "Oggi abbiamo fatto una delibera in cui tutte le associazioni territoriali del Mezzogiorno hanno preso una decisione molto importante: l’obbligo di denuncia degli imprenditori che vengono vessati dalla mafia e l’obbligo di sospensione o espulsione, dalla Confindustria", di aziende che non denunciano. Si tratta, ha aggiunto la Marcegaglia, di "una decisione che rafforza il nostro impegno in prima linea contro la criminalità".

L'impegno del governo Anche sulle decisioni prese dal Consiglio dei Ministri "non possiamo che apprezzare la volontà di fare una battaglia forte da questo punto di vista".

Lotta contro il lavoro nero Sulla battaglia al lavoro nero e alla illegalità è intervenuto, al termine della giunta che si è riunita oggi in Confindustria, anche il direttore generale dell’organizzazione, Giampaolo Galli: "Tutto ciò che va nella direzione di contrastare il lavoro nero, il sommerso e l’evasione fiscale trova in Confindustria un attore che condivide l’azione del governo". Anche Galli ha sottolineato l’importanza di risolvere "un problema di convivenza civile perché le imprese in nero fanno concorrenza sleale a quelle in regola. Queste imprese - ha aggiunto Galli - distorcono in maniera inaccettabile i meccanismi di mercato".

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COMMENTI

7 commenti su  1  2   pagine dal più vecchio | dal più recente
#7 fab pittana (135) - lettore
il 29.01.10 alle ore 1:27 scrive:
Onorevoli intenzioni,solo che tra il dire ed il fare c'e' lo stretto di Messina !
#6 Mario Leone (2504) - lettore
il 28.01.10 alle ore 22:27 scrive:
Cara Emma, poi chi collabora lo difendete voi, oppure si arrangia e vive come può? Di storie di abbandonati dallo stato e da Confindustria ne abbiamo già sentite alcune. Non belle, purtroppo.
#5 Maurizio64 (275) - lettore
il 28.01.10 alle ore 18:15 scrive:
Ma perchè, chi paga il pizzo lo fà perchè gli piace ? oppure paga perchè ha paura ? penso sia più verosimile la seconda ipotesi, e allora invece di aprire la bocca e dargli fiato, si pensi ad un modo di proteggere chi voglia denunciare ma ha paura delle prevedibili ritorsioni.
#4 G_Gavelli (1598) - lettore
il 28.01.10 alle ore 18:16 scrive:
Cara Emmina, giusto per certi versi (il Principio), sbagliato nella pratica: saranno isolati ed indifesi contro la Mafia!!!!
#3 Kalaritanum (1488) - lettore
il 28.01.10 alle ore 18:01 scrive:
E' giusto, a mio parere. La mafia si combatte e si batte anche così.
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