Ocse: rallenta la pressione fiscale, non in Italia

Tasse in frenata nei paesi Ocse per via della crisi economica. Non nel Belpaese dove continuano a crescere facendo registrare uno degli aumenti più forti dell’area dal 2006 al 2007. L'Italia si confermando al sesto posto nella top 10 dei Paesi più "tartassati" dal fisco

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Parigi - Tasse in frenata nei paesi Ocse per via della crisi economica, ma in Italia continuano ad aumentare facendo registrare uno degli aumenti più forti dell’area dal 2006 al 2007 e confermando il Paese al sesto posto nella top 10 dei paesi più "tartassati" dal fisco. È quanto emerge dall’ultimo Revenue statistics dell’Ocse, il rapporto annuale dell’organizzazione - presentato oggi a Parigi - sui trend della pressione fiscale nei principali paesi industrializzati.

L'incidenza del fisco sul pil Secondo i dati raccolti, aggiornati al 2007, l’incidenza sul pil del gettito fiscale nella media dei 30 paesi dell’Ocse "si è quasi fermata nel 2007" registrando un calo in ben 11 dei paesi presi in considerazione. In Italia, al contrario, la ratio delle tasse sul pil è salita di 1,2 punti percentuali al 43,3% contro il 42,1% del 2006, uno degli incrementi più consistenti dopo quelli registrati in Ungheria (2,2%) e in Corea (1,9%). Dal 1975 ad oggi inoltre la pressione fiscale del Paese è aumentata di 17,9 punti percentuali. Il balzo più forte dell’onere fiscale in Italia si è avuto tra il 1975 e il 1985 (dal 25,4 al 33,6), mentre unico trend discendente si è registrato dal 2000 al 2005 con percentuali passate dal 42,3 al 40,9

La top 10 dell'Ocse In cima alla lista dei paesi più bastonati dal fisco la Danimarca, con un’incidenza delle tasse sul Pil pari al 48,9%, seguita dalla Svezia (48,2), dal Belgio (44,4) e dalla Francia che, in fatto di tasse, ci supera con il 43,6. Paese dal fisco leggero invece il Messico (20,5), seguito dalla Turchia (23,7), dagli Usa (28,3) e dalla Svizzera (29,7). La media dei paesi Ocse, il cui dato risale però al 2006, è pari al 35,9%, dato sostanzialmente stabile dal 2000 quando era anche leggermente inferiore al 36,1.

I redditi da lavoro e d'impresa L’Italia si distingue anche per il più forte aumento dal 2006 al 2007 della tassazione diretta sui redditi da lavoro e d’impresa in percentuale al pil: nel paese è salita dello 0,8 al 14,8 sopra la media Ocse del 13% (dato del 2006). La più forte incidenza delle tasse sui redditi è in Danimarca dove queste rappresentano il 29,3% del pil, seguita dalla Nuova Zelanda (22,3), Norvegia (20,7) e Svezia (18,7).

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COMMENTI

17 commenti su  1  2  3  4   pagine dal più vecchio | dal più recente
#17 bambolina29 (488) - lettore
il 15.10.08 alle ore 19:27 scrive:
mentre leggevo questo articolo ho pensato(ma sul serio) di non stare leggendo "il giornale" ma forse il corriere della sera o repubblica,e sono risalita alla testata per essere sicura di non aver sbagliato.Sono basita,un giornale che è o dovrebbe essere di Berlusconi scrive che si pagano troppe tasse in Italia,volete darvi,come si dice,la zappa sui piedi,visto che al governo ora c'è proprio Berlusconi,allora levate un po di tasse,altrimenti che lo dite a fare?E' un po come rete quattro che continua a dire che la gente non arriva alla quarta settimana,gente svegliatevi,non c'è più nè Prodi nè Veltroni al governo,continuare a dire queste cose è come incolpare il presente governo
#16 libertyfighter (1205) - lettore
il 15.10.08 alle ore 18:06 scrive:
Ma perché abolire l'IVA non è meglio? O in alternativa almeno dimezzare l'IRPEF. Chi tira fuori i soldi? La politica tanto l'80% del budget è spreco e clientelismo e questo è risaputo.
#15 silva52 (232) - lettore
il 15.10.08 alle ore 16:36 scrive:
se continuiamo ad essere "tartassati" oltre il 43% altro che calo dei consumi! ogni mese si spera che non ci siano spese impreviste tipo la caldaia da sostituire, l'auto dal meccanico, bollette sempre più care.... sarebbe una buona cosa la detassazione delle tredicesime, qualche soldino in più magari farebbe contenti sia noi che i commercianti!
#14 alessandro bettoni (2387) - lettore
il 15.10.08 alle ore 16:25 scrive:
Meno tasse più vola l'economia. Questo ci insegnano da sempre gli economisti. Condiviso da sempre dal PdC BERLUSCONI.
#13 maelstrom (1452) - lettore
il 15.10.08 alle ore 16:20 scrive:
Ok, c'è la crisi mondiale, il calo del gettito fiscale e molte altre tegole si sono abbattute sul governo Berlusconi (ha ragione l'economista Giuliano Cazzola quando dice che questo governo dovrebbe andare a Lourdes...), tuttavia, o si spicciano a diminuire in modo consistente la pressione fiscale, come promesso in campagna elettorale, oppure temo che l'altissimo consenso sul quale Berlusconi può fare attualmente affidamento, si ridurrà parecchio. Risolvere il problema della monnezza napoletana e liquidare Alitalia sono stati due bei colpi, ma la gente che deve arrivare alla fine del mese, gli imprenditori e, più in generale, tutti gli italiani, sono stanchi di pagare un mare di tasse ottenendo in cambio servizi da terzo mondo.
17 commenti su  1  2  3  4   pagine RSS commenti | Cosa sono?
Alessandro Sallusti
Per una volta un pm aveva chie­sto di non processare Berlusco­ni. Ma niente, non è basta­to  continua..
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