Pensioni, nel 2009 spesi 253,4 miliardi di euro Pesa sul nostro pil per il 16,68%: è un record

Incidenza record per la spesa pensionistica sul pil. L'Istat fa sapere che nel 2009, anche a causa del calo del pil sul 2008 per la crisi economica, la spesa pensionistica ha pesato sul pil per il 16,68% a fronte del 15,38% del 2008

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Roma - Incidenza record per la spesa pensionistica sul pil. Nel 2009, anche a causa del calo del pil sul 2008 per la crisi economica, la spesa pensionistica ha pesato sul pil per il 16,68% a fronte del 15,38% del 2008. Nel 2007 la spesa complessiva per pensioni previdenziali e assistenziali era stata del 15,07%, circa allo stesso livello del 2006 (15,06%). Il dato 2009, anche a causa della crisi, è il più alto da sempre e, ovviamente, dall’inizio della serie storiche sul casellario pensionistico, cioè dal 2002 quando l’incidenza sul pil era al 15,02%.

Nel 2009 l’importo complessivo annuo delle prestazioni pensionistiche previdenziali e assistenziali erogate in Italia è stato di 253.480 milioni, in aumento del 5,1% rispetto al 2008. Nell’indagine sui trattamenti pensionistici e beneficiari pubblicata oggi, l'Istat ha spiegato che la spesa per il 2009 corrisponde al 16,68% del prodotto interno lordo. La quota sul pil è cresciuta di 1,3 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Quasi la metà dei pensionati italiani ha un reddito da pensione inferiore ai mille euro. Il 46,5% dei 16,2 milioni di pensionati italiani (7,7 milioni di persone) ha redditi da pensione complessivi (uno o più trattamenti) per meno di mille euro. Il 14,7% (2,4 milioni) dei pensionati ha redditi inferiori a 500 euro mentre il 31,8% (5,3 milioni) ha redditi tra i 500 e i mille euro.

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COMMENTI

30 commenti su  1  2  3  4  5  6   pagine dal più vecchio | dal più recente
#30 afrikakorps (305) - lettore
il 22.06.11 alle ore 9:34 scrive:
Forse nel titolo andava evidenziato che il 15% (2,4 milioni dei pensionati) ha redditi inferiori a 500 euro mentre il 31,8% (5,3 milioni) ha redditi tra i 500 e i mille euro. Rileggetevi queste cifre da fame! Forse le risorse andrebbero trovate altrove, che ne so, magari aprendo uffici di reppresentanza dei ministeri a Milano....
#29 bruna.amorosi (3564) - lettore
il 22.06.11 alle ore 9:01 scrive:
come avete ragione è la mia pensione che incide sul pil Nazionale capirai Prendo 422 euro al mese . invece quello che non da fastidio è la pensione che prendono i nostri politici . Tabacci quando prende ? il PRODINO ?. poi che i pensionati giovani ancora lavorino be quello c'è sempre stato e sempre ci sarà. Con un fatto bisognerebbe vedere come la pensa la sinistra se questo lavoro viene o no considerato come EVASIONE FISCALE . perchè guardate che i doppi lavori solo gli statali possono permetterseli prima quando èrano lavoratori effettivi e poi in pensione .
#28 maumen (164) - lettore
il 21.06.11 alle ore 20:50 scrive:
Io dico che per gli uomini si deve da subito portare l'eta a 70 anni (dei pensionati che conosco over 60, tantissimi continuano a lavorare dopo la pensione) segno evidente che non riescono a stare con le mani in mano. Mi sembra l'unica soluzione che possa risolvere il problema. Quanto alle doppie e triple pensioni occorrerebbe annullarle tutte e stabilire un tetto di 3.000 euro oltre il quale l'ulteriore trattamento deve essere giustificato da contributi effettivamente versati.
#27 Farusman (728) - lettore
il 21.06.11 alle ore 20:27 scrive:
Un solo grido! Un solo allarme! Pensionati affamatori del poppolo! Aboliamo le pensioni, a cominciare da quelle più basse!
#26 silvio frappa (999) - lettore
il 21.06.11 alle ore 18:58 scrive:
E' un sistema tutto da rivedere, ORMAI MARCITO PER LE TANTE INCURSIONI LEGISLATIVE DA PARTE DI DECINE DI GENERAZIONI DI POLITICI LADRI. Non mi riferisco SOLO alle tante pensioni triple che uno stesso LADRO può precepire per quattro/cinque anni di lavoro soltanto alla camera, o in simili altri posti, ma a tutto un sistema marcio e malato di regole che generano eccessi e sprechi. E' IMPOSSIBILE CHE UN SISTEMA CHE ELARGISCE UNA GRANDE MAGGIORANZA DI PENSIONI DA FAME, poi sia in crisi di cassa.
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