Per la prima volta dal 1997 la Chrysler torna a correre: il miracolo di Fiat a Detroit

Chrysler archivia il 2011 con un utile netto di 183 milioni di dollari. Un traguardo che va ben oltre i target fissati: per la prima volta dal 1997 il colosso chiude in utile

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Buone notizie dall'America. E il Lingotto festeggia. Perché la Chrysler ha appena archiviato il 2011 con un utile netto di 183 milioni di dollari a fronte di una perdita di 652 milioni nel 2010. Un traguardo che va ben oltre il target fissato nel 2009. La Chrysler torna a sorridere: per la prima volta dal 1997 che il colosso automobilistico americano ha, infatti, chiuso un anno con un utile netto. "Siamo orgogliosi di quello che abbiamo fatto - ha commentato l’amministratore delegato di Fiat e Chrysler, Sergio Marchionne - ora andiamo incontro a un nuovo anno di elevate aspettative con la testa bassa, concentrati a eseguire gli obiettivi che ci siamo posti". I ricavi del 2011 sono aumentati del 31% a 55 miliardi di dollari. Molto bene anche le vendite mondiali che sono cresciute del 22% a 1.855.000 unità.

Nonostante la perdita di 551 milioni di dollari registrata nel secondo trimestre del 2011 per estinguere, con sei anni di anticipo, il debito con il Tesoro americano e i governi canadesi, la Chrysler è riuscita a chiudere l'anno con un utile netto. Il gruppo di Detroit ci tiene, infatti, a sottolineare che "l’utile operativo è salito a 2,0 miliardi di dollari, ovvero due volte e mezzo più elevato che nel 2010". Ai primi dello scorso dicembre il debito industriale netto è stato quasi dimezzato a 2,9 miliardi di dollari dai 5,8 miliardi di dollari dell’anno precedente. E ancora: le vendite a livello mondiale sono salite del 22%, mentre la quota di mercato negli States è aumentata dal 9,2% al 10,5%. "I ricavi sono saliti a 55,0 miliardi di dollari, in aumento del 31% - spiega il gruppo - al 31 dicembre la liquidità di Chrysler è pari a 9,6 miliardi di dollari contro i 9,5 miliardi di dollari del 30 settembre 2011 e i 7,3 miliardi di dollari del 31 dicembre del 2010".

Il colosso americano non si ferma certo al 2011. Anzi, guarda avanti e snocciola dati che fanno davvero ben sperare: la Chrysler stima, infatti, per l'anno prossimo un utile netto di 1,5 miliardi di dollari su ricavi per 65 miliardi di dollari. Dal canto suo, anche la Fiat Spa festeggia per aver chiuso il 2011 con ricavi, pari a 59,6 miliardi di euro. Per quanto riguarda il periodo tra giugno e dicembre il contributo di Chrysler è stato di oltre 23 miliardi di euro. Esclusa la casa di Detroit la crescita è del 4,2%, pari a oltre 37 miliardi di euro. Per il 2012 il gruppo del Lingotto prevede, a causa "del livello di incertezza che riguarda l’evoluzione a breve dell’economia dell’eurozona", ricavi superiori a 77 miliardi di euro, un utile della gestione ordinari fra 3,8 e 4,5 miliardi, un utile netto tra 1,2 e 1,5 miliardi e un indebitamento netto industriale tra 5,5 e 6 miliardi.

Leggendo i dati presentati dal gruppo torinese, gli analisti adesso plaudono ai risultati ottenuti dalla Chrysler. "Un risultato straordinario. Non straordinario come il primo uomo sulla luna, ma su quel livello", ha spiegato al Detroit Free Press Richard Hilgert, analista di Morningstar. "Chrysler è un ritorno sorprendente. Quando è emersa dalla bancarotta c’era molto scetticismo", ma la casa automobilistica ha dimostrato agli scettici che "sbagliavano" evidenzia Michelle Krebs, analista di Edmunds, al Detroit News. "Da quando ha delineato il proprio piano nel novembre 2009, Chrysler ha fatto tutto quello che aveva detto avrebbe fatto - ha spiegato - c’è fiducia sul fatto che centri gli obiettivi 2012".

Stambilimento Chrysler a Detroit
Stambilimento Chrysler a Detroit
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Sergio Marchionne, ad di Fiat

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COMMENTI

20 commenti su  1  2  3  4   pagine dal più vecchio | dal più recente
#20 Travaglio (237) - lettore
il 16.02.12 alle ore 19:53 scrive:
@19 il giusto: ma quali risposte? Prima di Marchionne la Fiat era alla frutta! Comunque mi è tutto chiaro grazie alla tua citazione dello "statista": per le antipatie con la Cgil associ il manager a Berlusconi, dunque lo detesti. Se ti dicessi che Fabio Volo è antiberlusconiano lo riterresti probabilmente un grande scrittore, tra Hemingway e Flaubert.
#19 Il giusto (539) - lettore
il 02.02.12 alle ore 10:01 scrive:
Ai poveretti...la sua bravura si vede dai numeri di vendita,dalla quantità e qualità dei modelli costruiti in Italia si capisce invece se lui sia profiat o procrysler.Il tempo stà dando le risposte,purtroppo.Comunque se per voi è in gamba,quasi come lo statista,contenti voi...1 invio 10,00
#18 killkoms (7205) - lettore
il 01.02.12 alle ore 21:35 scrive:
#16travaglio,ed il potente V10 di alcune lamborghini è assemblato in ungheria!
#17 marforio (1845) - lettore
il 01.02.12 alle ore 19:19 scrive:
Bravo Marchionne, fai una cosa, porta la fiat fuori dal paese, e dimostra come potrebbe espandersi per tutto il mondo, e ai pori deficenti operaiucci che ti scioperano per pura vigliaccheria politica digli di elemosinare dai sindacati ,o direttamente da Bersani.
#16 Travaglio (237) - lettore
il 01.02.12 alle ore 19:04 scrive:
#9 il giusto: da cosa desumi che Chrysler stia comprando o abbia comprato Fiat? I tre modelli da te citati non sono Chrysler tout court perché hanno interni, componentistica, trasmissione e alcune motorizzazioni Fiat; in Usa la Fiat importa la 500 (19mila unità vendute là nel 2011) e sta realizzando una Dodge basata sulla Giulietta. E' assolutamente normale questa politica: la blasonata Volkswagen rimarchia le sue vecchie auto come Seat e le Audi come Skoda, Ford usa il pianale della 500 per la Ka e i motori Hdi della Psa (Citroen e Peugeot), la Honda ha realizzato due moto e uno scooter con lo stesso telaio e motore (integra, ncx 700 naked e carenata) e non hai idea di quanto in comune abbiano hornet, cbr 600 f, cbr 600 rr e cb 1000 r. Neanche le case di lusso evitano queste politiche: la Ferrari 458 ha molto in comune con la 430, le Lamborghini utilizzano ampie parti prese dall'Audi, specialmente dalla R8.
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