Scudo per salvare le banche: "Nessuna fallirà"

Il governo vara il piano anti-crisi: fondo pubblico a garanzia dei conti correnti; Stato azionista temporaneo di chi può essere scalato per scarsa liquidità; garanzie a piccole e medie imprese. Berlusconi: "Nessun risparmiatore rischia"

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Roma - Uno scudo preventivo contro la speculazione. Questo, in estrema sintesi, l’obbiettivo del decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri straordinario. E che Giulio Tremonti, in precedenza, ha illustrato al capo dello Stato. Il provvedimento va in tre direzioni: difende i risparmiatori; garantisce gli istituti di credito in caso di difficoltà; interviene a sostegno delle piccole e medie imprese.

La prima. Nella sostanza «nazionalizza» il Fondo interbancario di garanzia. In tal modo, il governo assicura che i depositi bancari saranno garantiti sempre e comunque. Finora i depositi bancari erano garantiti fino a un massimo di 103mila euro dal Fondo interbancario di garanzia: un organismo privato che raccoglieva risorse dai bilanci delle banche. La crisi attuale, e l’effetto domino che può provocare (e sta provocando), hanno convinto il governo a dare una copertura statale al Fondo.

Lo strumento per «nazionalizzare» il Fondo interbancario è stato il potenziamento di un altro Fondo di garanzia, vigilato dalla Consob e istituito dal ministero dell’Economia. Questo Fondo nazionale di garanzia, che finora copriva rimborsi per titoli pubblici, azioni e liquidità fino a 20mila euro, viene rafforzato dal decreto così da dare copertura fino a 100mila euro.

In tal modo, il governo punta a proteggere i risparmi - sotto le diverse forme detenute - fino a 100mila euro. Il doppio del tetto autorizzato dall’Ecofin l’altro giorno a Lussemburgo.

La seconda direzione del provvedimento guarda alle banche. In mattinata, il ministro dell’Economia ha diramato una nota per annunciare la sua «condivisione» con le misure introdotte dal governo inglese. Gordon Brown ha stanziato 63 miliardi di euro per avviare la parziale nazionalizzazione di otto banche del Regno Unito. Lo schema del decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri ripercorre a grandi linee gli strumenti messi in campo da Londra, ma senza puntare alla nazionalizzazione. La dotazione dell’intervento dovrebbe ammontare a 20 miliardi di euro (anche se la cifra potrebbe salire); pronti a essere utilizzati se qualche banca italiana dovesse subire un’aggressione da parte dei mercati.

Nella sostanza si tratterebbe di un vero e proprio scudo per tenere a distanza la speculazione che sta già mordendo diversi istituti di credito, Unicredit su tutti. La scelta del governo nasce dalla considerazione che il mercato sta attaccando una banca dopo l’altra e si trasferisce indifferentemente da un Paese a un altro. Dove trova la porta chiusa da misure alzate in difesa, si sposta su un’altra piazza. Da qui, la scelta di alzare uno scudo preventivo in difesa delle banche italiane. Non solo. L’applicazione di questo scudo può essere di due tipi: semplice finanziamento per assicurare liquidità, o ingresso diretto nel capitale (con conseguente rimozione del management, come previsto a livello europeo). In tal caso, però, il ministero dell’Economia interverrebbe solo nella parte di aumento di capitale di una banca non sottoscritto dal mercato. Rileverebbe azioni privilegiate senza diritto di voto; per poi uscire, una volta che la banca è tornata in sesto. Interventi del genere sono stati resi possibili dalla decisione assunta l’altro giorno a Lussemburgo all’Ecofin. In quella sede i ministri economici e finanziari dei «27» hanno deciso che ogni Stato poteva intervenire a salvaguardia del proprio sistema finanziario, senza incorrere nella violazione della norma comunitaria sugli «aiuti di Stato» e senza ledere il principio della libera concorrenza.

La terza direzione del decreto punta a creare formule di sostegno alle piccole e medie imprese, soprattutto per quanto riguarda l’accesso al credito. La Banca d’Italia viene chiamata a dare garanzie collaterali al finanziamento delle banche. Una scelta che dovrebbe favorire indirettamente l’accesso al credito da parte di imprese di piccole e medie dimensioni.

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COMMENTI

7 commenti su  1  2   pagine dal più vecchio | dal più recente
#7 bolinatore (1824) - lettore
il 09.10.08 alle ore 10:25 scrive:
Hai perfettamente ragione budavari. Con la scusa del salvataggio Alitalia e dello scudo finanziario per per le banche, si sta creando uno scudo penale per tutti quei manager pubblici e privati che sono fra i primi responsabili di disatri finanziari come Parmalt, Cirio, Mediobanca, Alitalia etc. Se a questo aggiungiamo la depenalizzazione del falso in bilancio ed il divieto di intercettazioni per i reati finanziari, il quadro è completo.
#6 bolinatore (1824) - lettore
il 09.10.08 alle ore 10:20 scrive:
Peccato che assieme a questo scudo finanziario , il governo stia architettando anche uno scudo penale per tutti quei finanzieri e top manager autori di disastri come quello Alitalia, Parmalat e Mediobanca. Dopo la depenalizzazione di buona parte delle fattispecie previste per i falso in bilancio, ecco che nel decreto Alitalia si annida un articolo che se sarà approvato salverà la "schiena dei vari Tanzi, Geronzi ed altri furbetti del quartiere. L'art. 7bis che modifica la legge Marzano sui salvataggi delle grandi imprese e quella sul diritto fallimentare del 1942, dice infatti che per essere perseguiti penalmente per una mala gestione aziendale è necessario che l'impresa si trovi in stato di fallimento. Ciò significa che Tanzi la farebbe franca, come pure Geronzi. Se a questo aggiungiamo il divieto di intercettazione peri resti di tipo finanziario, il quadro è completo.
#5 duat (134) - lettore
il 09.10.08 alle ore 9:56 scrive:
è rassicurante avere un governo che decide alla svelata in situazioni di urganza come quasta.. pensate se ci fosse ancora prodi...aiutooooo
#4 budavari (346) - lettore
il 09.10.08 alle ore 9:41 scrive:
chi mi commenta la notizia sull'articolo 7bis che modifica la legge Marzano sui salvataggi delle grandi imprese e quella sul diritto fallimentare del 1942. L'emendamento dice che per essere perseguiti penalmente per una mala gestione aziendale è necessario che l'impresa si trovi in stato di fallimento. cosa vuol dire?Addio ai processi Parmalat e Cirio. In salvo Tanzi e Cragnotti. Salvacondotto per l'ex presidente di Capitalia Geronzi oggi presidente di mediobanca che ha come vicepresidente Marina Berlusconi!! Me lo pubblicate per cortesia?
#3 Giulio42 (852) - lettore
il 09.10.08 alle ore 9:39 scrive:
Nazionalizzare le banche, equivale a creare delle altre Alitalia con le conseguenze già viste. Però, occorre studiare il modo di recuperare a tempo debito, il prestito con gli interessi, di tipo bancario per intenderci.
7 commenti su  1  2   pagine RSS commenti | Cosa sono?
Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
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