Ue all'Irlanda: 90 miliardi in 3 anni

La manovra garantirà all'Irlanda di raggiungere il consolidamento di bilancio di 6 miliardi di euro nel 2011. La strategia mira a portare il deficit al 3% del pil entro il 2014, con un consolidamento di 15 miliardi nel quadriennio

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Bruxelles - I ministri Ue e della zona dell'euro hanno dato il via libera ad un piano di salvataggio per l'Irlanda. Al termine di un'importante riunione i ministri hanno fatto sapere di essere "d'accordo sul fatto che fornire assistenza all'Irlanda significa salvaguardare la stabilità finanziaria della zona euro e di tutta l'Unione europea". "L'aiuto che potrà essere attribuito all'Irlanda attraverso il meccanismo europeo sarà di un volume totale "inferiore ai 100 miliardi di euro", ha riferito il ministro belga delle Finanze, Didier Reynders.

L'intervento di Bruxelles Nell'ambito del programma comune Ue-Fmi, il pacchetto di assistenza finanziaria all'Irlanda dovrebbe essere finanziato dal Meccanismo di stabilizzazione finanziaria europea e dal cosiddetto Fondo salva-Stati, l'European Financial Stability Facility (Efsf), possibilmente supportato anche da prestiti bilaterali da negoziare con gli Stati membri. Il Regno Unito e la Svezia hanno già indicato oggi la loro disponibilità. Il supporto finanziario dell'Unione europea e dell'area dell'euro, precisa la nota emessa al termine della riunione dei ministri, sarà fornito a condizione dell'attuazione di "un forte programma politico" che sarà negoziato con le autorità irlandesi dalla Commissione e dal Fondo monetario, in accordo con la Bce. Il programma, nei piani dell'Ue, dovrà affrontare le sfide di bilancio dell'economia irlandese in un "modo decisivo". Si costruirà infatti sulle correzioni di bilancio e sulle riforme strutturali che saranno avviate dalle autorità irlandesi nella loro strategia quadriennale la prossima settimana. Questa manovra garantirà gli impegni del governo per raggiungere il consolidamento di bilancio di 6 miliardi di euro nel 2011 come parte di una strategia più ampia che porti il deficit al 3% del pil entro il 2014, con un consolidamento complessivo di 15 miliardi nel quadriennio. L'attuazione di questo programma, precisa ancora la nota, dovrebbe consentire il ritorno a uno sviluppo "robusto e sostenibile, salvaguardando la coesione economica e sociale" irlandese. Il programma includerà infine anche un fondo per le possibili necessità future di ricapitalizzazione del settore bancario, partendo dalle misure già adottate dall'Irlanda.

Ocse: "La ripresa rallenta" Rallenta la crescita del pil nell’area Ocse attestandosi nel terzo trimestre del 2010 al +0,6%, a fronte dello 0,9% registrato nel secondo. Nel confronto con il terzo trimestre 2009, il pil del totale dei Paesi Ocse ha invece registrato un aumento del 3,1% in linea con il trimestre precedente. Il pil dell’Italia segna un +0,2% contro lo 0,5% registrato nel secondo trimestre (+1% rispetto al terzo trimestre 2009). La crescita del pil nell’Unione europea e nell’Eurozona si attesta allo 0,4%, in calo rispetto all’1% segnato nei tre mesi precedenti (rispettivamente +2,1 e +1,9% rispetto allo stesso trimestre 2009). Si conferma "relativamente robusta" la crescita in Germania (+0,7%)anche se ancora lontana dal 2,3% registrato nel secondo trimestre (+3,9% nel confronto con lo stesso trimestre del 2009). In frenata nel terzo trimestre il pil in Francia (+0,4% contro +0,7% del trimestre precedente; +1,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) e in Gran Bretagna (+0,8% dall’1,2% dei tre mesi precedenti; +2,8% su base annua). Accelera, invece, la crescita in Giappone (+0,9%) e "marginalmente" negli Stati Uniti (+0,5%) rispetto al trimestre precedente (rispettivamente +0,4%).

Bce: "Aiuti condizionati" La Banca Centrale Europea "accoglie con favore la richiesta, da parte del governo irlandese, di assistenza finanziaria da parte del Fondo Monetario Internazionale, dell'Ue e dei membri dell'area Euro. La Bce fa sapere di concordare "con la Commissione, con i ministri dell'Ecofin e con l'Eurogruppo sul fatto che fornire gli aiuti è essenziale per difendere la stabilità". Il consiglio direttivo della Bce rileva comunque come gli aiuti "saranno fortemente condizionati a determinate politiche economiche, sulla base del programma che le autorità irlandesi hanno concordato con la Commissione, il Fmi e la Bce".

Fmi: "Via a rapide discussioni" Anche il Fondo monetario internazionale è pronto ad aiutare l'Irlanda con prestiti pluriannuali e ora inizierà "rapide" discussioni sul programma economico dell'Irlanda. Il direttore del Fondo, Dominique Trauss-Kahn ha assicurato che "un team del Fondo monetario, già in Irlanda per colloqui tecnici, inizieràora rapide discussioni sul programma economico con le autorità irlandesi, la Commissione europea e la Bce".

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COMMENTI

21 commenti su  1  2  3  4  5   pagine dal più vecchio | dal più recente
#21 cleomartone (221) - lettore
il 22.11.10 alle ore 22:57 scrive:
Mega-diga pro Irlanda! Gli organismi europei ed internazionali hanno dimostrato tempismo, ma, vista la gravissima situazione, perchè gli irlandesi irresponsabilmente hanno indugiato?
#20 abraxasso (418) - lettore
il 22.11.10 alle ore 21:13 scrive:
Tra qualche giorno l'OCSE, come fa sempre, verrà fuori con un comunicato di segno completamente opposto ( glielo avrà dettato la Germania ) e inizierà così: contrordine compagni. Ma non vedete che l'OCSE ogni cinque minuti ne spara una più sballata dell'altra? Perché lo fa? Per il gusto di destabilizzare. Per sadismo. Per *******eria. In una parola: per incapacità.
#19 centocinque (3300) - lettore
il 22.11.10 alle ore 20:47 scrive:
A quanti sostengono che l'Euro è stato la salveza, a quanto sostengono che l'Italia è immune dal contagio PIGS, a quanti deridono i governi che hanno voluto l'Euro, a quanti deridono Tremonti e Berlusconi suggerisco di fare una piccola considerazione: non solo l'Euro ci ha resi più poveri in quanto valuta fasulla ed inflazionistica dalla sua introduzione, ma il salvataggio di Irlanda e Grecia, meglio delle banche e del debito pubblico di Irlanda e Grecia, ci rende tutti ancora più poveri: per usare un'espressione di borsa oggi sono stati "bruciati" circa 90 milioni di Euro. Piccolo particolare da ricordare sempre quando si incontrano euroburocrati e eurobanchieri: i soldi "bruciati" erano i nostri. Se avessimo ancora la vecchia onesta lira oggi esporteremmo più dei cinesi alla faccia di tutti coloro che hanno creato una valuta di carta straccia.
#18 severino negretto (20) - lettore
il 22.11.10 alle ore 20:11 scrive:
L'economia europea così com'è composta non funziona si vedono gli stati che sono crollati e altri che sono in difficoltà, provvedimenti: tagli ai lavoratori, allo stato sociale e i debiti aumentano. I nostri amministratori devono rendersi conto che solo con la produzione possiamo salvare l'economia e farla crescere con prodotti competitivi. Si deve trovare una soluzione urgente sul lavoro e la produzione di beni economici , non solo per dare uno stipendio ai lavoratori, ma per far crescere la ricchezza reale del paese. Dal libero mercato i prodotti che ci fanno concorrenza all'origine non contengono un costo per finanziare lo stato sociale. Per noi i contributi sono indispensabili, quindi togliamoli anche noi dalla produzione e trasferiamoli con un'imposta al consumo su tutti i prodotti compresi quelli importati
#17 lunisolare (2319) - lettore
il 22.11.10 alle ore 17:46 scrive:
Tremonti ha affermato che noi facciamo parte della soluzione, quindi dobbiamo portare pazienza, il prossimo è il Portogallo em forse la Spagna, quindi la ripresa ritarderà, l'importante e che non recediamo e che nel frattempo si impartiscono regole ai mercati finanziari troppo disinvolti.
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