Terminato il periodo di sottoscrizione, Mediobanca, come unica garante dell'operazione, sarà costretta ad acquistare tutti i diritti inoptati e quindi i nuovi titoli Unicredit. Ma l'obiettivo di Piazzetta Cuccia non è diventare nuovo stabile azionista di Unicredit, ma mettere a disposizione i titoli per la futura emissione di obbligazioni convertibili.
Le nuove azioni infatti non avranno nessun diritto di voto e non beneficeranno di alcun dividendo fino alla conversione. Questo permetterà agli attuali azionisti di Unicredit di non vedersi ridurre i propri diritti di voto o di diluire la quota di spettanza agli utili. I bond Unicredit offriranno un rendimento pari all'Euribor a tre mesi maggiorato del 4,5%, in linea con le condizioni di recenti operazioni bancarie di ricapitalizzazione. E i bond convertibili hanno fatto già il pieno di prenotazioni. Il 60% andrà nelle mani dei principali azionisti Unicredit: le fondazioni, il fondo sovrano della Libia, FonSai di Salvatore Ligresti. Il restante 40% è già stato sottoscritto da un pool di investitori istituzionali tra cui Mediobanca e Generali.
La compagine degli attuali azionisti potrebbe modificarsi comunque. Secondo le clausole previste dal prospetto informativo, i bond potranno essere convertiti in azioni dopo 40 giorni dall'emissione al prezzo di 3,083 euro. Qualora la quotazione dei titoli Unicredit arrivi a superare il 150% del valore di conversione (dunque 4,62 euro) in un dato periodo, a partire dal settimo anno la conversione in titoli ordinari sarà automatica. L'obiettivo finale per il gruppo guidato da Alessandro Profumo è quello di raccogliere 3 miliardi per migliorare la solidità finanziaria del gruppo. Insieme infatti alle dismissioni appena annunciate e alla decisione di distribuire il dividendo in azioni, Unicredit ha confermato lobiettivo di raggiungere un Core Tier 1 di fine 2008 al 6,7%.
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