Determinante per l’estensione delle violenze appare l’attività su Twitter. Ieri il vice commissario Stephen Kavanagh ha dichiarato che la polizia sta monitorando con attenzione tutti i messaggi postati sull’argomento e chiunque inciti alla violenza in questo momento rischia di venir arrestato. Una misura estrema forse che però si è resa necessaria vista l’influenza che ha avuto ed ha l’elemento tecnologico in questa protesta. Anche il sito del Daily-Telegraph ieri riportava i contenuti deliranti di alcuni messaggi inviati con il blackberry, vero protagonista di questi scontri, nei quali s’invitava chi avesse voglia di menar un po’ le mani, magari portandosi a casa un po’ di merce firmata senza pagare una lira, ad unirsi ai manifestanti. Paul Lewis, giornalista del Guardian, ha raccontato di aver ricevuto più volte lo stesso messaggio il giorno in cui la rivolta è iniziata. «Appuntamento da ogni parte di Londra nel cuore della città Oxford Circus- diceva il messaggio -. I negozi saranno sfasciati, venite a prendere un po’ di roba gratis. Se vedete un fratello salutatelo. Se vedete un poliziotto sparate. Abbiamo bisogno più di uomini che poliziotti quindi siete tutti invitati. Terrore puro, devastazione e roba gratis. È un mondo libero quindi buon divertimento per il vostro shopping selvaggio». Poche ore dopo gli obiettivi erano già stati colpiti e la polizia aveva già arrestato un centinaio di persone, portando a oltre 200 il totale da sabato notte. Circa cento arrestati hanno meno di 21 anni, tra loro c’è anche un 11enne. Una violenza organizzata a tavolino dunque, non esplosa sull’onda dell’emotività e della rabbia suscitata dall’uccisione di Duggan. Per la quale tra l’altro la polizia ha chiesto scusa in relazione alla gestione di alcuni aspetti. Ammettendo di non aver informato i suoi genitori: «È chiaro - si legge in un comunicato - che c’è una lezione che possiamo imparare». Il ministro dell’Interno Theresa May ha comunque espresso totale sostegno alle forze dell’ordine. «Una simile violenza è intollerabile. Abbiamo a che fare con criminalità pura e semplice», ha dichiarato dopo aver interrotto le vacanze, come il sindaco della capitale Boris Johnson. Anche il vice premier Nick Clegg ha stigmatizzato «l’inutile e opportunistica ondata di violenza che ha travolto la città e che non ha nulla a che fare con la morte di Duggan». La polizia ha confermato il suo punto di vista. «Non si tratta di gente che lavora per o con il sostegno delle comunità locali - ha chiarito il comandante Adrian Hanstock - questi sono individui che, al contrario, stanno attaccando le comunità, le attività commerciali, le abitazioni e stanno causando rabbia tra i cittadini».
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