Atei e cattolici, scontro a colpi di bus

Un parroco di Madrid lancia una campagna pubblicitaria sui mezzi pubblici: "Dio esiste". È la risposta ai gruppi ultra-laicisti che avevano dato il via alla propaganda anti-religiosa a quattro ruote

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Madrid - «Dio sì esiste», o «dio probabilmente non esiste», questo è il dilemma che, si sa, divide da tempo la Spagna in due. Queste divergenze sono però divenute ultimamente veri e propri spot con i quali atei e credenti hanno deciso di iniziare a difendere le proprie ragioni, cominciando dagli autobus. Così mentre a Barcellona e Madrid è imminente l'uscita di quattro autobus con un messaggio che mette in discussione l'esistenza del salvatore, a Madrid circola già dal 25 dicembre un bus con la pubblicità «Dio sì esiste, godi della vita in Cristo».

A scatenare la singolare battaglia è stata in realtà la giovane scrittrice inglese Ariane Sherine che lo scorso ottobre lanciò da un blog del quotidiano The Guardian una colletta per poter pubblicizzare sugli autobus un messaggio ateo: «Dio probabilmente non esiste, quindi rilassati e goditi la vita». La campagna, nata come risposta alle affermazioni di una web cristiana che minacciava i non credenti di «passare l'eternità tra le fiamme», ha avuto un successo enorme e ha già raccolto fin'ora 155mila euro.

Arrivata in Spagna, la notizia non ha però interessato solo gli atei. Il primo a muoversi è stato proprio il pastore evangelico Paco Rubiales, che non ci ha pensato due volte e ha subito comprato la pubblicità di un autobus che circola per la periferia sud di Madrid. «Abbiamo deciso di farlo partire il giorno della nascita di Cristo», ha raccontato a il Giornale, «e rimarrà fino al prossimo 30 marzo». Il parroco ha deciso di investire le offerte domenicali dei suoi 75 fedeli per fare opera evangelica con un chiaro messaggio: «Dio sì esiste. Godi della vita in Cristo». «Ci è costato solo mille euro per tutti i tre mesi - spiega - e quindi abbiamo deciso di comprare la pubblicità di un altro bus che circoli per il centro di Madrid». La seconda pubblicità dovrebbe partire nella capitale a metà della prossima settimana.
A fargli concorrenza sulla strada arriveranno però poco dopo (dal 26 del mese) un paio di autobus “atei“, agghindati con una pubblicità calcata su quella inglese «Dio probabilmente non esiste, quindi rilassati e goditi la vita». A pagarli sono stati i fondi raccolti dalla web busateo.org, dietro alla quale stanno varie associazioni di atei spagnoli. Proprio con i soldi raccolti dal sito sono già state pagate anche le pubblicità su due autobus che prenderanno a circolare tra tre giorni a Barcellona. Nato a immagine e somiglianza di quello inglese, busateo.org ha già raccolto circa 6.100 euro con offerte che vanno dai 3 ai 550 euro. Il “limitato“ successo - rispetto a quello inglese - ha già permesso di pagare anche i bus madrileni, mentre si parla ora di acquistare pubblicità sugli autobus di Valencia e di altre città.

Ma la campagna laica inglese sembra si stia trasformando in Spagna in una sfida per accaparrarsi gli indecisi. «Vogliamo far pensare chi non è molto credente e dargli un appoggio», ha spiegato infatti Emili Vives, presidente di una delle associazioni promotrici del bus ateo di Barcellona. Ma anche padre Rubiales confessa che con la campagna evangelica vuole arrivare «ai non cristiani o ai cristiani addormentati», per portarli verso la propria parrocchia. E mentre in Inghilterra la campagna laica arriva nelle piazze e nella metropolitana, alcune associazioni spagnole di musulmani hanno dichiarato che rispettano l'iniziativa atea, ma che si riservano il diritto di lanciare le proprie. Del resto «se non è tabacco o alcol, noi non abbiamo restrizioni», ha spiegato la portavoce dell'agenzia che gestisce la pubblicità degli autobus madrileni.

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COMMENTI

9 commenti su 1   2   pagine dal più vecchio | dal più recente
#4 Franco Colio (30) - lettore
il 09.01.09 alle ore 11:06 scrive:
Questa notizia, che dà, forse più di altre che frequentemente apprendiamo dai giornali o dalla televisione, il segno della diffusissima confusione del nostro tempo, mi ha fatto ritornare alla mente una plurisecolare storiella che appresi ai tempi del liceo. In questa, Simonide incontra un certo Hierro il quale gli chiede che cosa sia dio. Simonide, lambiccatosi, invano, a lungo il cervello alla ricerca di una risposta, chiede quindi a Hierro 24 ore di tempo per potervi meglio riflettere. Allo scadere delle 24 ore il primo, che è venuto nel frattempo a capo di nulla, chiede al secondo altre 48 ore per ponzare sulla questione. E così, di rinvio in rinvio sempre più lungo, fino alla fine dei suoi giorni. Il significato della storiella è chiaro: data per apodittica l’esistenza di dio, all’uomo viene poi fatto di chiedersi che cosa sia dio; che cosa si sappia di lui; che cosa voglia egli da noi; ecc. ecc. Domande tutte, cui solo la religione può dare risposta. Che il proselitismo al nulla viaggi oggi affisso agli autobus, e che d’altro canto dei religiosi sentano il bisogno di avvalersi dello stesso mezzo per riaffermare l’apodittico, beh!, mi sembra proprio un gran bel segno dei tempi.
#3 dellelmodiscipio (2237) - lettore
il 09.01.09 alle ore 10:13 scrive:
Interessante diatriba, che non può essere decisa a maggioranza: basta UNO per aver ragione. Uno che ci crede, voglio dire.
#2 Italo (774) - lettore
il 09.01.09 alle ore 10:11 scrive:
busateo.org " Due cose non hanno confini: l'universo e la stupidità degli uomini. Ho qualche dubbio sulla prima." Più o meno un certo Einstein la pensava così.
#1 dellelmodiscipio (2237) - lettore
il 09.01.09 alle ore 10:11 scrive:
Interessante diatriba, che non può essere decisa a maggioanza: basta UNO per aver ragione. Uno che ci crede, voglio dire.
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