Dobbiamo stare attenti all’internazionale dei Fratelli musulmani

Un impero da 250 milioni di persone. I Fratelli musulmani creano per la prima volta una rete solidale che parte dall’Egitto per dominare l’area da Tunisi a Istanbul

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Tutti i giorni le primavere arabe ci propongono delle sciarade: perché per esempio il più importante comandante islamista delle nuove forze militari libiche invece di lavorare a casa sua è stato mandato in Turchia per aiutare il gruppo armato, ormai un esercito, in lotta contro Assad di Siria? Per quale motivo Abdullah Gül, presidente turco, diserta una conferenza mondiale a Vienna solo perchè il ministro israeliano della difesa Ehud Barak è presente, e dichiara Hamas e il suoi capo Khaled Mashal «sostenitori della democrazia»? Perché il premier Erdogan ha esortato i Paesi occidentali a riconoscere Hamas come «il governo legittimo» dei palestinesi e ha dichiarato Abu Mazen capo di «un governo illegittimo»?

La risposta, come spiega lo storico Barry Rubin, è nella nascita della «Internazionale della Fratellanza Islamica», seconda al traguardo nel 2011 dopo la terza Internazionale Comunista nata nel 1919. Come ai tempi del comunismo, un gruppo ideologico formato da Stati si estende oggi a circa 250 milioni di persone, gli abitanti dell'Egitto, della Striscia di Gaza, del Libano oppresso dagli Hezbollah, della Libia, della Tunisia, probabilmente della Siria, e ormai anche di buona parte della Turchia: questi popoli con estrema probabilità sono o saranno governati da governi che stabiliranno la sharia; che avranno verso le altre religioni un atteggiamento di dominazione (i cristiani e gli ebrei sono per loro, dhimmi, ovvero soggetti a tutela e a leggi speciali che includono il pagamento di decime) o, al peggio, di aggressivo assedio; che avranno come dogma lo stabilimento del califfato mondiale; che terranno verso le donne, gli omosessuali, i dissidenti, un atteggiamento duro e pericoloso.

Fra i Fratelli Musulmani, nati nel 1928 e riemersi adesso dalla clandestinità imposta da dittatori gelosi, vige oggi un atteggiamento di reciproco sostegno economico e morale. Per esempio, Hamas dopo aver visto che Assad uccide e aggredisce i suoi «Fratelli» in Siria (Hamas è parte della Fratellanza che lotta contro il raìs) sta lasciando Damasco e dividerà la sua leadership fra l'Egitto e il Qatar. In Egitto, l'Internazionale della Fratellanza ha il suo centro, come dire la Mosca dei bei tempi, e gli amici sono lieti di aiutare (ci sarebbero ormai fabbriche d'armi di Hamas nel Sinai, Gaza è molto più aperta a ogni traffico che ai tempi di Mubarak). Il Qatar invece è l'inopinato master delle rivoluzioni, un giocatore d'azzardo dell'estremismo, amico dell'Iran. Ma centrale è nell'Internazionale il rilievo di Istanbul che aiuta l'opposizione siriana, e che si è fatta sponsor di Hamas.

L'Internazionale per ora non ha il suo inno che canta «Futura umanità!», ma non dovremo aspettare molto. Lo si canterà anche in Europa, dove ha centri di diffusione presso alcuni gruppi di immigrati. I gesti a carattere politico-religioso si moltiplicano: ad Amsterdam una folla ha aggredito il dibattito di due musulmani laici, la scrittrice canadese Irshad Manji e il verde olandese-marocchino Tofik Dibi. Il gruppo in causa si chiama Sharia4Belgium. In Belgio il gruppo ha impedito il dibattito dell'autore Benno Barnard che presentava un suo libro. Ad Anversa il gruppo ha stabilito una corte islamica per creare un sistema legale parallelo. Un buon inizio di califfato, fra tanti altri segnali.

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COMMENTI

14 commenti su  1  2  3   pagine dal più vecchio | dal più recente
#14 smiley1081 (129) - lettore
il 02.01.12 alle ore 13:11 scrive:
Giusto il 30 dicembre sul Blog dell'USNI e' apparso un articolo sul prossimo Lungo Inverno Arabo, che seguira' la Primavera Araba che sta teste' terminando... http://blog.usni.org/2011/12/30/the-long-arab-winter-to-come/ Sarebbe il momento giusto per raddoppiare le spese della difesa in Italia, e prepararsi a salvare Fincantieri dal fallimento a cui la stanno portando i sindacati, ordinando tre portaerei convenzionali con naviglio di scorta e di rifornimento...
#13 mila (386) - lettore
il 14.12.11 alle ore 17:12 scrive:
X IlFalco -Lei vorrebbe contrapporsi al nuovo "impero" islamico anche con la forza? La forza militare in Occidente la puo' usare solo l'America e i suoi alleati-satelliti su suo ordine. Ora e' evidente che gli USA non hanno nessuna intenzione di contrastare l'avanzata dell'Islam, anzi spesso la favoriscono, mentre la loro priorita' e' sottomettere altri Paesi cristiani (Serbia, Russia..). Quindi secondo me non possiamo fare nulla, almeno se non cambiamo totalmente la situazione politica europea. PS. La Sig.ra Nirenstein ora scrive bene, ma, se ben ricordo, era entusiasta dell'intervento umanitario contro la Libia.
#12 no b. (516) - lettore
il 14.12.11 alle ore 17:09 scrive:
firmato: gli occupatori della Palestina
#11 albertohis (390) - lettore
il 14.12.11 alle ore 16:26 scrive:
I governi nei singoli paesi sono scelti dagli elettori che hanno tutto il diritto di determinare chi li rappresenti. Visto dall'Italia oggi un pò fanno invidia per questa possibilità. In quanto poi importare la sharia in Occidente, il successo di questo presunto piano è ancora tutto da verificare. Di episodi di intolleranza se ne possono leggere diversi e i discriminanti non sono sempre islamici. Capisco le finalità di chi ha steso l'articolo, però ci vuole un pò di distacco e realismo nel valutare le cose.
#10 mario4240 (18) - lettore
il 14.12.11 alle ore 15:17 scrive:
Indubbiamente la Nirenestein e' molto dispiaciuta che il razzista di Firenze abbia ucciso SOLO 2 senegalesi musulmani.Minimo lei sperava una strage da 100 musulmani.La Nirenestein non ha bisogno per farsi conoscere dai noi lettori .
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