Auto ecologica, Barack il verde illude gli Usa

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So che siamo fuori dal coro, ma dobbiamo avvertire: l'annunciata politica energetica di Obama, se attuata, sarà una calamità. Obama ha dichiarato: «Sfrutteremo il sole, il vento e la terra per alimentare le nostre auto e le nostre industrie». Capisco che Obama sia animato da buone intenzioni, come dimostrerebbe il fatto di ispirarsi ad Al Gore, che è premio Nobel per la Pace; ma qualcuno dovrebbe ricordargli che quelle, com'è noto, sono il lastricato delle vie per l'inferno; e informarlo che la patente di Nobel per la Pace potrebbe trarre in inganno, visto che anche Hitler vi fu candidato.
L'errore di Obama - gravissimo errore, con esiziali conseguenze - è ritenere di affrontare crisi e disoccupazione creando posti di lavoro nel settore della produzione d'energia. Il ragionamento è pressappoco questo: per produrre energia da eolico o fotovoltaico (FV) servono 10 volte gli addetti che servono per produrla da carbone o nucleare; ergo, incentivando sole e vento creiamo posti di lavoro. Ciò che Obama non comprende è che l'energia è un bene molto particolare. Noi non vogliamo energia, ad esempio elettrica, in sé (come accade con qualunque altro bene), ma perché essa ci serve per produrre ogni altro bene desiderato. Allora, ciò che crea posti di lavoro non è la produzione ma il consumo d'energia e, pertanto, la sua disponibilità abbondante ed economica. Altrimenti faremmo presto: diamo a 3 milioni di disoccupati una bicicletta e facciamoli pedalare per produrre elettricità. Creare posti di lavoro nei settori eolico e FV è come creare una squadra d'operai che scavi buche di notte e un'altra che le riempia di giorno. Perché? Semplicemente perché eolico e FV, non essendo compatibili con le modalità con cui noi abbiamo bisogno di energia, sono come le buche: inservibili.
Obama ha anche promesso di voler «aumentare al 10% la produzione di energia elettrica da rinnovabili». Ma avrebbe dovuto dire diminuire al 10%, visto che il contributo delle rinnovabili alla produzione elettrica americana era, nel 1985 ad esempio, del 13%. Il mio pronostico - e accetto scommesse - è che al 2012 quel contributo sarà inferiore all'8%, ed è fondato su una banale interpolazione lineare eseguita sui dati degli ultimi 30 anni, quando il contributo delle rinnovabili (quasi tutto idroelettrico) passò all'11% nel 1995 e al 9% nel 2005. E ciò a dispetto del fatto (anzi, proprio grazie al fatto) che in 20 anni la potenza installata FV è aumentata del 100% e quella eolica del 1000%.
Più recentemente pare abbia detto di voler promuovere l'auto da 15 km/l, cosa che ha fatto apparire alcune prime pagine italiane con titoli del tipo: «Rivoluzione di Obama: sì all'auto ecologica». Rivoluzione? Sarà, ma la mia auto ha 8 anni e percorre 16 km con un litro. Infine, Obama intenderebbe anche «ridurre i consumi elettrici del 15% rispetto ai valori attesi del 2020». Come possa riuscirci, visto che, molto lodevolmente, intenderebbe anche promuovere l'auto elettrica, è un mistero. Delle due, l'una. O Obama riuscirà non solo ad operare quelle riduzioni ma anche a far imbufalire il popolo americano che, sempre più affossato nella conseguente recessione economica, più che rieleggerlo aspirerà a farlo nero (nessuna ironia). Oppure i consumi elettrici americani seguiranno il corso naturale di un Paese che avrà ripreso la propria solidità economica, e Obama verrà rieletto. Auguro a lui la seconda cosa che ho detto.

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COMMENTI

44 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9   pagine dal più vecchio | dal più recente
#44 Piper72 (15) - lettore
il 29.01.09 alle ore 12:16 scrive:
E se sotto ci fosse altro? E se Obama non fosse quell'ingenuotto come alcuni lo vedono da queste parti? E se ci fosse una relazione tra l'intenzione di lasciare l'Iraq e sviluppare fonti alternative? E se questa relazione si chiamasse petrolio, che magari inizia a scarseggiare? Io non sottovaluterei le sue parole, perché secondo me nascondono cose che noi non possiamo conoscere. Detto questo, io diffido sempre di chi si autodefinisce "controcorrente" sempre e comunque.
#43 mp37 (129) - lettore
il 29.01.09 alle ore 3:24 scrive:
"diamo a 3 milioni di disoccupati una bicicletta e facciamoli pedalare per produrre elettricità." Questo ho sempre pensato dovesse dire coerentemente a suo tempo Pannella e dare il buon esempio, pedalare anziché digiunare.
#42 Antonio Missanelli (3) - lettore
il 29.01.09 alle ore 0:15 scrive:
Ho letto diversi libri del prof. Franco Battaglia e attendo sempre con ansia i suoi chiari e lucidi articoli sui problemi energetici. Per capire il suo editoriale di oggi basta solo un po' di buon senso, senza essere dei grandi esperti. Purtroppo, quando si ragiona poco con la propria testa e molto con l'ideologia e con gli slogan conformisti si finisce per sottostimare le idee degli altri e ricercare solo possibili motivi di denigrazione. Sono d'accordo con prof. Battaglia: se verrà attuata la politica energetica di Obama sarà una calamità. Una famiglia o una azienda che investa ingenti risorse (che non ha) per combattere minacce immaginarie cosa si può aspettare, se non il fallimento e la rovina?
#41 Paolov (20) - lettore
il 28.01.09 alle ore 23:39 scrive:
Cosa importa se oggi, nel 2009, ci vogliono 10 addetti per produrre la quantità di energia che, usando fonti classiche, sarebbe in grado di produrre un lavoratore soltanto. Il prof. Battaglia dimentica che questa non è una scelta da ambientalisti fighetti, ma l'unica strada che c'è. Oggi consente di dare lavoro alla massa di disoccupati messi sulla strada dalla crisi economica (magari rimettendoci), domani, sfruttando i risultati della ricerca, saremo ritornati ad impiegare un solo addetto. Non è corretta neanche la valutazione sull'andamento della produzione di energia nel mondo. Alla recente riunione dell'Agenzia Internazionale per l'Energia è stato sottolineato che la percentuale di energia prodotta da combustibili fossili e dal nucleare sta calando in tutto il mondo e che sta crescendo percentualmente la quota prodotta dalle energie rinnovabili. Informo i nuclearisti che anche la Scozia ha bloccato i suoi progetti nucleari e dismetterà le sue centrali entro il 2015.
#40 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 28.01.09 alle ore 22:49 scrive:
*#38 km_fbi* - Infatti. Bene ha fatto a ricordarlo. Anche se temo che,more solito, qualsiasi semplice laureato in ingegneria o comunque qualsiasi ignorante supponente si sentira' comunque molto piu' preparato di un uomo che ha i titoli di merito da lei squadernati, ed autorizzato (culturalmente) a sbugiardarlo.
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Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
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