«Basta caccia alle balene»: l'Australia contro Tokyo

Il governo annuncia un'azione legale contro il Giappone, che presenterà alla Corte dell'Aja. Obiettivo: fermare la strage di cetacei nei mari australi

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Basta caccia alle balene. E a scendere in campo, questa volta, è l'Australia. Il governo del Paese ha deciso di avviare un'azione legale contro Tokyo per fermare la caccia alle balene da parte del Giappone nell'Artico. L'azione sarà presentata alla Corte internazionale di Giustizia dell'Aja, e precederà la riunione della Commissione baleniera internazionale (Iwc) in Marocco. In questa occasione è in programma che venga redatto documento che limiti altamente la caccia alle balene per fini commerciali.
Il Giappone, che ogni anno uccide centinaia di esemplari, ha sempre dichiarato che la caccia alle balene è promossa per scopi scientifici. Ma gli attivisti a difesa di questi mammiferi tanto amati in tutto il mondo sostengono invece che per il paese asiatico si tratti soltanto di una copertura e che il suo vero fine sia il commercio della carne di balena. E l'Australia ha deciso di affiancare questa lotta per difendere i cetacei. Per il ministro dell'Ambiente australiano l'azione intrapresa sottolinea «l'impegno del governo per far finire quello che il Giappone chiama caccia scientifica alla balene». Proprio con questo pretesto infatti il paese asiatico ogni anno si reca nei mari australi aggirando una Convenzione internazionale che prevede la caccia solo per scopi scientifici.
Gli ambientalisti hanno elogiato il governo per l'azione legale. Tuttavia per i verdi australiani si tratta solo di una manovra politica per risollevare il gradimento del premier Kevin Rudd, mantenendo quella che era stata una promessa elettorale. Il governo di Canberra spera del resto che l'azione legale non danneggerà i rapporti con il Giappone. Dura replica invece da parte del ministro della Pesca giapponese Hidenobu Sobashima che si è mostrato «contrariato». «Continueremo a spiegare che la nostra ricerca scientifica sulle balene è attuata secondo l'articolo 8 della Convenzione internazionale che regola la caccia» ha dichiarato.

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COMMENTI

#2 gianfi49 (492) - lettore
il 28.05.10 alle ore 20:27 scrive:
Cosa aspetta il Governo italiano a rivedere le regole sulla pesca? Non credo siano solo i giapponesi a non attenersi ad un minimo di etica sullo sfruttamento dei mari. Come noi importiamo i prodotti orientali si dovrebbero adeguare anche loro alle norme del commercio. Perchè procurarsi in proprio il materiale per soddisfare le loro usanze. Tira e ritira la natura si ribellerà.
#1 giuseppe galiano (1783) - lettore
il 28.05.10 alle ore 19:31 scrive:
L'unico sistema per fermare i giapponesi è affondarli . Quando vanno a pesca con i loro pescherecci oceanici, supertecnologici e completamente computerizzati, fanno letteralmente man bassa di tutto quello che trovano. Non sono soltanto le balene, ma anche i tonni che vanno a cercare lungo la rotta che segue la corrente del golfo e quindi il grande sistema di circolazione delle masse oceaniche. Tonni in mediterraneo quasi non ne entrano più per causa loro. Quindi, tornando al ragionamento iniziale, affondarli. Così cambiano dieta.
Alessandro Sallusti
Per una volta un pm aveva chie­sto di non processare Berlusco­ni. Ma niente, non è basta­to  continua..
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