Cameron: "Debito enorme, ora tagli dolorosi"

L'economia britannica si trova in uno stato peggiore di quanto si fosse precedentemente pensato e i tagli, quando arriveranno, saranno "dolorosi". A suonare il campanello d'allarme è David Cameron, primo ministro del Regno Unito

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Londra - L'economia britannica si trova in uno stato peggiore di quanto si fosse precedentemente pensato e i tagli, quando arriveranno, saranno "dolorosi". A suonare il campanello d'allarme è David Cameron, primo ministro del Regno Unito. Cameron, in un'intervista rilasciata al Sunday Times, è tornato a battere sul tasto «dell'enorme debito pubblico con cui abbiamo a che fare». Allo stesso tempo, però, il vicepremier Nick Clegg, leader dei Liberaldemocratici, ha lanciato segnali distensivi: niente tagli selvaggi come al tempo della Thatcher.

"Non torneremo agli anni 80" "Se non facciamo qualcosa - ha spiegato Cameron - finiremo per pagare degli interessi sul debito di 50, 60, 70 miliardi di sterline. Sono cifre pazzesche, più di quanto spendiamo per l'istruzione dei nostri figli o per la difesa della nazione". "Incrociare le dita, attendere la crescita e sperare che il debito semplicemente sparisca non è una risposta". Cameron ha poi attaccato le previsioni per la crescita economica - il 3% nel 2011 - stilate dal governo laburista: "Non ci sarà nessun trampolino per la ripresa", ha detto. Quindi la medicina. "Bisogna affrontare i conti dello stato sociale, del settore pubblico e la dimensione della burocrazia accumulata in questi anni". Ed è proprio su questo punto che Clegg, a colloquio con l'Observer, ha dispensato la sua dose di 'zuccherò. "Responsabilità nella spesa - ha detto - non significa tornare agli anni Ottanta: noi faremo le cose diversamente, non permetteremo il ritorno delle differenze tra nord e sud del Paese". Clegg ha poi ricordato che alcuni dei pacchetti di riduzione della spesa pubblica più rigorosi sono stati recentemente portati avanti da governi di "centro-sinistra" come i "socialdemocratici in Svezia, l'amministrazione di Clinton i USA e i liberali in Canada".
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COMMENTI

12 commenti su  1  2  3   pagine dal più vecchio | dal più recente
#12 powerinvest (95) - lettore
il 06.06.10 alle ore 22:20 scrive:
La GB ha 4 pilastri, la golden square mile, il petrolio (ancora), il commonwealth e le società di servizi. E' difficile se si ritorna all'economia reale, che la GB non crolli. La brutalità inglese è sottovalutata, non hanno problemi a far soffrire il popolo, la percentuale di disoccupati è al 12%, il welfare è molto debole, la sanità non funziona, la percentuale di poveri veri non è pubblicata, ma è molto alta. La sterlina non potrà reggersi al livello attuale ancora a lungo.
#11 violoncella (871) - lettore
il 06.06.10 alle ore 20:57 scrive:
ma scusate, non stavano tutti meglio di noi gli altri stati?? e la colpa in italia e' del governo berlusconi?? cosa ne dice bersani e tiutta la sinistra?? come e' che tutti a fare manovre di lacrime e sangue!!!! mi sa che e' lei ibersani e i suoi che al solito straparlate e venite smentiti dai fatti !! fatti no chiacchiere da politici perditempo e mangiasoldi a tradimento!!!rovina dell'italia !!!
#10 Unreal_ (74) - lettore
il 06.06.10 alle ore 19:51 scrive:
sapete vero che in inghilterra le auto blu spariranno del tutto? qui in italia invece? da queste cose si vede la serietà di un governo, e ci sono molti altri punti che andrebbero osservati
#9 vintal (333) - lettore
il 06.06.10 alle ore 18:52 scrive:
Allungheranno il thè e la birra con l'acqua ...
#8 MagoGi (541) - lettore
il 06.06.10 alle ore 18:53 scrive:
#1 Robert the Bruce Il Regno Unito sta molto meglio di noi, ma ha una qualità di governo tale che questi corrono ai ripari invece di sperperare e fare spot elettorali.
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