Embargo sul petrolio iraniano, paga l’Italia

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Londra e Parigi decidono, Roma paga. È successo con la Libia, succede di nuovo con l'Iran. Il via libera alle nuove sanzioni europee contro la Repubblica islamica, deciso ieri a Bruxelles dai ministri degli Esteri dei 27 è una vera e propria mazzata per l'Italia che rischia di veder schizzare alle stelle il costo dell'energia e fare i conti con una benzina da due euro al litro.
La sfida all'Iran è scattata simbolicamente domenica con il passaggio nello stretto di Hormuz della porterei americana Abraham Lincoln seguita da una flotta comprendente la fregata inglese Argyll e una nave da guerra francese. Poche ore dopo Bruxelles ha approvato l'embargo totale sul greggio iraniano e le durissime limitazioni alle attività della banca centrale di Teheran. Il nostro ministro Giulio Terzi rassicura tutti negando «un impatto importante sull'economia globale e sulle forniture», ma i conti sono presto fatti. «Le 10mila tonnellate di petrolio iraniano che arrivano ogni anno in Italia rappresentano - spiega a Il Giornale Pietro De Simone, direttore dell'Unione petrolifera italiana - il 13 per cento delle nostre importazioni». Con una quota così rilevante, la quarta a livello mondiale dopo Cina India e Giappone, uscirne indenni è quasi impossibile. Soprattutto dopo le non indifferenti rinunce imposteci dalla crisi libica e da quella siriana. Anche la gradualità nell'entrata in vigore delle sanzioni, effettive solo dopo il 30 giugno per i contratti esistenti, è un modesto palliativo. «Quello iraniano è un greggio pesante adatto alla produzione di bitumi, la Ies di Mantova, l'Api, la Erg e la Saras e gli altri nostri maggiori importatori - spiega ancora De Simone - faranno molta difficoltà ad acquistarlo altrove».
A risentire degli inevitabili rincari non saranno solo i trasporti, ma tutta la nostra economia e in particolare il settore delle costruzioni. I provvedimenti invece di costringere l'Iran a scendere a negoziati sul nucleare rischiano di rivelarsi un harakiri per l'Europa che dovrà fare i conti con un'economia cinese libera d'importare greggio iraniano. Oltre all'Italia le altre due nazioni più colpite saranno la Spagna, dipendente per il 9,6 per cento dal greggio di Teheran, e la Grecia dove la quota supera addirittura il 34 per cento. Ancora una volta, dunque, la Ue sparge sale sulle ferite delle economie più in difficoltà, a vantaggio di Francia e Inghilterra. Significativa da questo punto di vista l'esclusione concessa alla Bp. La compagnia petrolifera britannica potrà infischiarsi delle sanzioni e continuare a sviluppare assieme agli iraniani di Naftiran Intertrade un progetto da 20 miliardi di dollari per lo sfruttamento del gas del Caspio. L'esenzione, concordata dalle autorità britanniche ed europee con quelle statunitensi, è motivata dalla forte valenza anti russa dell'operazione. «Le nostre sanzioni - spiegano fonti del Congresso Usa - devono infliggere il massimo della sofferenza economica agli iraniani senza consentire alla Russia di tenere ostaggio l'Europa orientale per le forniture energetiche». Una bella dose di sofferenza potrebbe riversarsi invece sull'Eni. La nostra compagnia petrolifera già nel mirino della Casa Bianca, come emerse dai dossier Wikileaks, perch´ troppo in affari con Teheran e Mosca, rischia ora di perdere i due miliardi di dollari vantati dall'Iran per lo sviluppo nel 2001 e nel 2002 dei giacimenti di South Pars e Darquain. Gli unici quantitativi di petrolio iraniano importati dall'Eni, pari nel 2010 ad una quota da 500 milioni di dollari, rappresentano infatti il pagamento per quel credito pregresso. Un credito che ora Teheran, come ha già avvisato il presidente Mahmoud Ahmadinejad, potrebbe rifiutarsi di onorare.
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COMMENTI

9 commenti su  1  2   pagine dal più vecchio | dal più recente
#9 Raoul Pontalti (1084) - lettore
il 26.01.12 alle ore 8:51 scrive:
per Memphis35. Sconcertante il Tuo commento alla mia ironia sulle conseguenze dell’embargo all’Iran. Non Ti faccio sciocco e nemmeno fazioso: lo dimostra l’esito dei nostri duelli "on-line". Ritengo tuttavia che Tu non riesca a ad accettare la ragion d’essere degli altri, specie se li consideri “nemici”. Di più: talune categorie di nemici le elevi a nemico metafisico e poiché con il nemico metafisico non si scende a patti non solo lo rifiuti come essenza ma anche come esistenza. In particolare l’islam (e gli islamici) è uno di questi Tuoi nemici verso cui nutri un odio così profondo e irriducibile da attribuirgli ogni nefandezza (anche quelle che non lo riguardano come l’infibulazione) e ai suoi seguaci non concedi nemmeno la considerazione di esseri umani. Non volermene se Ti dico che tale atteggiamento mentale conduce più a ottenere guasti che a cogliere frutti. Ma ritorneremo a confrontarci.
#8 Bruno Burinato (2874) - lettore
il 25.01.12 alle ore 11:14 scrive:
Ecco un altro esempio del danno che ci porta la nostra adesione alla UE, come è configurata e gestita attualmente, in tutte le occasioni, Germania, Francia ed ora Gran Bretagna, fanno gli affari loro, se poi questo ci causa danni sono affari nostri, ma come siamo membri di questa UE ci tocca adeguarci e subire le prepotenze. Lo ha detto chiaramente la Merkel "l'Italia s'arrangi da sola" e va bene, allora l'Italia, d'ora in poi, faccia a meno di comprare prodotti tedeschi, niente più VW per esempio, visto che dobbiamo arrangiarci da soli
#7 maxaureli (767) - lettore
il 24.01.12 alle ore 18:34 scrive:
Hum... come siamo fessi!! L'India acquistera' il petrolio iraniano pagandolo nel controvalore in ORO non in dollaro. Bene Bene... Andiamo avanti cosi'...
#6 Memphis35 (1014) - lettore
il 24.01.12 alle ore 17:02 scrive:
# Raoul Pontalti. La solita ineccepibile analisi della galassia islamica con le distinzioni tra sciiti e sunniti e le loro insanabili ostilità ideologiche. Inconfutabile l'origine indoeuropea degli Iraniani. Un vero peccato l'esistenza di un unico comune denominatore:una certa concezione della dignità femminile (non proprio a livello egiziano, come ebbi a scriverti nel post dedicato all'Egitto #49) che farebbe orripilare le nostre femministe europee .
#5 mila (386) - lettore
il 24.01.12 alle ore 16:43 scrive:
# 4marco -Il governo Berlusconi era meno asservito agli interessi giudaico(sic)-americani di questo. Per cio' e' sempre stato osteggiato e poi fatto cadere. #2 alberthois -Vero, purtroppo ormai dobbiamo sperare nella sconfitta dei nostri padroni, ma ho paura che ci coinvolgera'.
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