Gran Bretagna, un'euro-grana per Cameron: ora i Tory vogliono uscire dall’Unione europea

Con la crisi cresce lo scontento. I conservatori propongono un referendum per sconfessare l’Unione La mozione non passa, ma fa vacillare la maggioranza di governo. Il premier costretto a difendere Bruxelles. Nel 2006 era critico

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La rivolta dei conservatori euroscettici minaccia la solidità del governo britannico. La notizia arriva proprio all’indomani delle feroci polemiche scatenate dai commenti di Silvio Berlusconi sull’euro. A quanto pare però la disaffezione per la comunità europea così com’è adesso e per la moneta unica non sono argomenti squisitamente italiani, ma critica diffusa un po’ in tutta Europa a causa della forte crisi economica che colpisce tutti i Paesi dell’Unione. A dimostrarlo sono proprio le nuove difficoltà del leader conservatore britannico che questa settimana si è visto costretto a difendere, suo malgrado, l’unità europea contro la proposta di un referendum per l’uscita dalla Comunità, presentata da un gruppo di parlamentari, in maggioranza del suo partito. La mozione non è passata, ma il voto contrario di 111 deputati ha segnato una grave frattura all’interno della maggioranza. Senza contare che a Cameron i panni del difensore europeista devono stare parecchio stretti visto che fu proprio lui a fondare nel 2006, nell’ambito del Parlamento Europeo, quel Movimento per la riforma europea precursore del Gruppo dei conservatori e dei riformisti europei nato nel 2009. Lui, che si è sempre schierato a favore del libero mercato e contro il federalismo europeo, ha dovuto mettere in campo tutta la sua abilità per evitare un rovinoso attacco all’Ue da parte dei suoi colleghi di partito. In questo momento infatti Cameron non può permettersi di farsi vedere euroscettico, le conseguenze sarebbero devastanti per lo sviluppo economico del suo Paese che dipende in gran parte dall’eurozona.
Gli analisti nazionali però mettono in guardia il premier sul rischio d’isolamento che la Gran Bretagna corre nel caso la Comunità si rafforzi magari sotto la direzione di un asse franco-tedesco. Se questo scenario dovesse concretizzarsi, in futuro gli Inglesi - che già non aderiscono all’euro - si troverebbero sempre più tagliati fuori dalle decisioni importanti. Di riflesso, a livello nazionale l’autonomia della City verrebbe sicuramente ridimensionata. Proprio ieri alcuni editorialisti chiedevano quindi a Cameron una posizione più precisa nei confronti dell’Europa soprattutto per quanto riguarda una rinegoziazione della posizione del governo di Londra in vista della riforma dei trattati. In gioco soprattutto la questione del ritorno sotto la sovranità nazionale di poteri attualmente delegati a Bruxelles. «Adesso è tempo di dire la nostra sull’Europa» titolava ieri il Sunday Telegraph ricordando il recente accordo di 17 membri dell’eurozona in materia di politica fiscale e monetaria, appoggiato dallo stesso Cameron e dal cancelliere dello scacchiere George Osborne. «I dubbi su quello che accadrà in una Comunità divisa tra membri che aderiscono all’euro e gli altri che non lo fanno sono molto forti» spiegava il quotidiano ricordando che, in seguito a questo accordo, proprio Cameron abbia chiesto a Bruxelles di restituire alla Gran Bretagna alcune sovranità nazionali ora delegate al Parlamento europeo. Di fatto il governo britannico sta già lavorando a una proposta che richiede la sovranità nazionale sulle politiche sociali e dell’occupazione. Un passo che il Telegraph giudica positivo, perché la discussione sull’Europa non può più essere solo «una questione da affrontare a porte chiuse tra le autorità di Bruxelles e i ministri. Serve un dibattito politico di larga scala e a fronte dei grandi cambiamenti nelle nostre relazioni con l’Europa il popolo si aspetta di poter dire la propria sull’argomento». Attraverso i sondaggi di questi ultimi giorni, il giudizio degli inglesi sull’Ue è chiaro. Due terzi vogliono potersi esprimere con un referendum mentre il 49% sarebbe contento di uscire dall’Unione contro il 41% che invece vorrebbe restarci.
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COMMENTI

8 commenti su  1  2   pagine dal più vecchio | dal più recente
#8 Giuliano T. (1737) - lettore
il 31.10.11 alle ore 15:19 scrive:
ma che se ne vadano , chi li vuole!!!! NOI abbiamo dovuto prendere cio' che ci veniva imposto senza SE e senza MA dal duo prodi/ciampi, ma chi viveva in democrazia , ha potuto votare e...ha detto no!!! per fare un favore alla CRANDE CERMAGNA, alla GRANDEUR francese , il prode prodino e il filibustiere ciampino , sotto=sotto , zacchete, ci hanno rifilato una bella bomba/supposta e ...giu' soldi ai tedeschi per via della crisi che stavano affrontando dopo la caduta del muro!!! la colpa se l'e' presa il berlusca, ma ci dimentichiamo chi era a Brux e chi al governo in Italia nel momento del passaggio? E' anche vero che la lira andava male , ma era poi vero o era solo un'altra fandonia costruita per rifilarci l'ennesima boiata rossa???
#7 sorciverdi (1259) - lettore
il 31.10.11 alle ore 13:32 scrive:
Messaggio per i simpatizzanti e sostenitori delle bizzarre opinioni del "prof" Prodi: avete già pensato dovete andare a nascondervi oppure vi accontenterete di dire che voi...voi no, neppure sapete chi sia?!
#6 sorciverdi (1259) - lettore
il 31.10.11 alle ore 13:30 scrive:
Gentili commentatori, ricordiamoci sempre come il lucidissimo Marcello Veneziani definì la bandiera europea: un cerchio di stelline con in mezzo il nulla. Che Veneziani sia un veggente? Parrebbe proprio di sì perchè è chiaro che se crolla l'euro crolla l'intero impianto europeo e si dimostra che aveva ragione Giovanni Paolo II ad insistere per inserire in quel pezzo di carta doppio velo che è la costituzione europea almeno una menzione alle comuni radici giudaico cristiane...almeno potremmo dire di avere qualcosa in comune! Ovvio che se, invece, l'unico collante è quella moneta farlocca che piace tanto al "grande" Prodi e quella moneta crolla, non resta nulla! "Caro" Prodi, siamo ormai in parecchi ad aspettare sulla riva del fiume non il passaggio del suo corpo ma lei vivo e vegeto aggrappato ai rottami di questa europa del soldo e non dei suoi popoli. Buona nuotata!
#5 Bruno Burinato (2874) - lettore
il 31.10.11 alle ore 11:01 scrive:
Ecco, come sempre gli inglesi sono pragmatici, la barca affonda, perché dobbiamo affondare anche noi? però i sudditi di S.M. Elisabeth II hanno un vantaggio su di noi, saggiamente non hanno aderito all'Euro, per la loro fortuna non avevano un prof. Prodi al governo, invece noi l'Euro ce lo dobbiamo tenere, o forse manca solo il coraggio di mandare Bruxelles a quel paese e riprendere la nostra sovranità sia politica che monetaria, in certe circostanze un po' di sano nazionalismo non guasterebbe
#4 pedro10 (17) - lettore
il 31.10.11 alle ore 10:27 scrive:
La svizzera lo sapeva già dal 1996. Almeno il popolo lo sapeva ma tutti i politici ed accoliti cercarono in tutti i modi di far cambiare opinione agli svizzeri che però non vollero sentir ragioni. Non voglio dire che la nostra democrazia sia meglio di altre dico solo che ogni tanto il popolo ha ragione e dovrebbe essere ascoltato un pò di più da chi governa.
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