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venerdì 06 novembre 2009, 12:17

Gb, educazione sessuale obbligatoria dai 15 anni

Tolto il diritto al rifiuto per le famiglie. Misura presa contro l'aumento delle gravidanze tra le adolescenti. No delle associazioni religiose

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Londra - Educazione sessuale obbligatoria da 15 anni in su. La conferma arriva da Ed Balls, ministro dell’Istruzione britannico, precisando che coloro che si rifiuteranno di frequentarle, a causa delle proprie convinzioni religiose e morali, saranno considerati assenti ingiustificati e puniti. Fino ad ora in Gran Bretagna i genitori potevano scegliere se far frequentare o meno ai propri figli le lezioni di educazione sessuale, durante le quali vengono trattati argomenti come la contraccezione, l’omosessualità, le malattie trasmissibili sessualmente. Alcune associazioni religiose, cattoliche e musulmane, hanno hanno già annunciato battaglia, scrive oggi il Times, che dedica l’apertura del giornale alla questione.

Le proteste Shahid Akmal, presidente del Muslim Council ha dichiarato di non voler rispettare la legge, definita un’imposizione: "È sempre meglio che siano i genitori a parlare di sesso ai figli piuttosto che la scuola, sulla quale i genitori non hanno controllo". Anche l’associazione cattolica per l’educazione in Inghilterra e Galles si è detta "sconcertata" che sia stato cancellato il diritto ad esentare i propri figli da queste lezioni. La decisione del governo è una delle misure intraprese per cercare di ridurre le gravidanze fra le adolescenti: nel 2007 vi è stata una percentuale di 42 concepimenti su mille adolescenti tra i 15 e i 17 anni, un balzo del 40,9% rispetto all’anno precedente. L’Inghilterra registra il tasso più alto di madri teenager di tutta l’Europa occidentale.

27 commenti su  1  2  3  4  5  6   pagine dal più vecchio | dal più recente
#27 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 07.11.09 alle ore 9:39 scrive:
Approvo. In specie in Inghilterra (e negli Usa) dove le gravidanze fra le minorenni hanno da tempo superato la soglia dell'allarme. Nessuno si stupisce se a scuola viene impartita una corretta informazione e preparazione in campo culturale, anche civico. Perche' rifiutare una corretta preparazione al sesso, motore di vita, materia primaria per ciascuno essere umano che certamente vi avra' a che fare? Anche perche' vista la situazione di quei Paesi (e presto vi arrivera' anche il nostro, c'e' da scommetterci), e' evidente che i ragazzi non ricevono la giusta educazione in famiglia. Femmine innanzitutto, e maschi tanto quanto. In questa materia, poi, e' noto che i genitori sanno dei propri figli poco o niente, perche' i figli non parlano quasi mai della propria vita sessuale ai genitori, anzi la nascondono.
#26 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 07.11.09 alle ore 9:39 scrive:
Inutile fare i moralisti, sui ragazzi dai 15 anni in su',poi, che entro tre anni saranno maggiorenni ed in grado di prendere decisioni fondamentali per la propria vita e per la vita di tutti. Quando, fra l'altro, anche i bambinelli sanno tutti, ormai, che i bambini non li porta la cicogna.
#25 Acquastanca (666) - lettore
il 07.11.09 alle ore 7:13 scrive:
Sbaglia #23 AnnoUno a parlare di ragazze maialine. Tutti gli adolescenti, maschi e femmine, sono dei "maialini" nel senso migliore del termine, e guai se non fosse così! La tempesta ormonale che si scatena con la pubertà è cosa naturale e giusta. Parlare di 'ragazze maialine' da una parte carica sulle sole donne la responsabilità di comportamenti che evidentemente AnnoUno ritiene immorali e da reprimere; ma così facendo si ritorna a quel bigottismo e falso moralismo a senso unico (mogli frustrate a casa e mariti gaudenti al casino) di cui è uno dei tanti nostalgici. Di quelli che la colpa degli stupri è delle donne perchè sono loro che li provocano. Non usa più, AnnoUno, la gente ha aperto gli occhi, adeguati. E poi, che caduta di stile tirar dentro a tutti i costi Berlusconi!, ma forse AnnoUno preferisce i trans, tertium genus non citato da Bibbia e Vangelo e perciò zona franca dal peccato?. Quanto al "rifiuto di una legge" ciò avviene tutti i giorni; basta leggere i giornali.
#24 heini (722) - lettore
il 06.11.09 alle ore 18:06 scrive:
L'Inghilterra sta cominciando a pagare i conti: l'ubriacatura multiculturale, il 'politicamente corretto' eretto a nuovo standard valoriale, la perdita di prestigio e di influenza dei genitori, in una parola, il deserto più assoluto di valori stanno dando, da tempo, i loro frutti, molto amari. Adesso qualcuno se ne comincia ad accorgere. E immancabilmente adotta il rimedio sbagliato. Dicevano i Romani che gli dei rendono prima folli coloro che vogliono inviare alla rovina.
#23 AnnoUno (723) - lettore
il 06.11.09 alle ore 17:18 scrive:
Mi piacerebbe conoscere i commenti della sempre "autorevole stampa" britannica, non tanto sul fatto se sia giusto obbligare l'apprendimento della materia ma su quanto sono "maialine" le suddite della perfida albione..Eh sì. Qui abbiamo un bel problema di morale (non che 30 anni fa fosse molto diverso..le vacanze-studio in England si facevano per questo..). Cosa ne dice il Times o l'Economist della propensione delle bambine connazionali che precocemente dimenticano le barbie per sollazzarsi con i vari Jim? Dimostrano lo stesso morboso interesse che avevano verso il nostro Premier (adulto) e le sue indimostrate esuberanze sessuali verso donne comunque maggiorenni? Tanto per sapere. Piacevole anche la ferma posizione del Muslim Council (della legge ce ne sbattiamo); magari se ne potrà prendere spunto per studiare (non oso dire comprendere) che l'integrazione con certe culture è impossibile? Magari qualcuno capirà che presto potrebbe accadere anche da noi, il rifiuto di una legge?
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