L'affare è di questi giorni: c'è già stato un incontro col principe Alberto e secondo il presidente del club si dovrebbe concludere entro fine anno, per fare arrivare nuovi giocatori già a gennaio. Perch´ la squadra del Principato è ultima, in seconda divisione. La finale di Champions League del 2004 è un ricordo quasi mitologico, del resto pure Jos´ Mourinho, che tolse il sogno ai monegaschi col suo Porto guadagnandosi così il suo ambito gradino appena sotto Dio, non se la passa più tanto bene. Invece Rybolovlev se la spassa alla grande, sembra che il suo conto sia un pozzo senza fondo, del resto pare che non ci sia oligarca senza ostentazione. Épater le bourgeois dicevano i poeti decadenti, scandalizzare la borghesia mediocre e meschina, del resto ci vuole poco: e allora perch´ non lasciare di sasso questi occidentali dai patrimoni e dai gesti limitati, basta soltanto una montagna di dollari per dimostrare qualcosa (c'era dell'ironia, nei poeti francesi, ma in tempo di crisi dicono ci voglia saggezza e quindi ci sia poco da sfottere la forza del denaro).
I miliardari russi non si fermano davanti a nulla: per le Olimpiadi di Londra sono riusciti a farsi affittare dalla regina Elisabetta una parte di Kensington Palace, la futura residenza di William e Kate. La caparra - sostiene il Telegraph - sarebbe di 300mila euro, il totale dell'affitto è ancora ignoto: per un mesetto la delegazione russa potrà ritrovarsi nei giardini a nord del palazzo, che ospiteranno feste ed «eventi culturali» per oligarchi e vip. In tempi di austerity, anche la corona più prestigiosa deve fare cassa con quel che può. Del resto è la crisi stessa a sollecitare il senso degli affari dei russi, gente abituata a uscire dal buio, perch´ oggi sono miliardari, ma vent'anni fa esatti, quando l'Urss diceva addio alla storia, erano nessuno. Boris Berezovsky, il magnate in esilio a Londra, negli anni Ottanta insegnava matematica per settanta euro al mese. Rustan Tariko, re della vodka, ha confessato al Sole 24 ore: «Non mi dispiacerebbe comprare una banca italiana: oggi sono valutate dal mercato appena il 15-20 per cento del loro valore effettivo». Tariko si è appena comprato l'italiana Gancia e ha detto che vorrebbe proseguire lo shopping con altri produttori di Asti Docg, «ma è difficilissimo trovare qualcuno disposto a vendere».
Anche gli oligarchi trovano chi li ostacola, sarà per ricordarsi sempre che pure loro hanno qualcosa o qualcuno da cui fuggire, come le insidie nascoste nella lussuosissima e artificiosa Rubliovka. Perfino i tifosi del Chelsea contestano Abramovich e la sua idea di costruire uno stadio nuovo da sessantamila posti, per non sfigurare con l'Arsenal e il Manchester United (passare da pezzente è per l'oligarca un peccato mortale, è ovvio). Mentre i piani di Emin Iskenderov sono frenati da una inquilina di una casa popolare di Parigi, che non tollera i suoi progetti di due grattacieli extralusso alti come la Torre Eiffel (un metro di meno, perch´ il rispetto è rispetto), dal nome modesto di Hermitage Plaza. Ma sono dettagli, gli oligarchi realizzano sogni impossibili: Mikhail Prokhorov, candidato alle presidenziali, secondo uomo più ricco di Russia, è riuscito a comprarsi (primo straniero) una squadra dell'Nba, i New Jersey Nets. Del resto il basket è sempre stato il suo sport preferito.
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