Immigrazione, Obama: "Farò riforma completa Ma no agli irregolari"

L'impegno del presidente Usa: 12 milioni gli immigrati da regolarizzare. Obama ribadisce che bisogna "continuare a rafforzare i confini, perché la legge non si viola e non possiamo tollerare quei datori di lavoro che sfruttano dipendenti non in regola per pagare salari più bassi"

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Washington - Dopo aver affrontato la crisi economica e impostato il lavoro per la riforma sanitaria il presidente Barack Obama pensa ora a un altro tema importante che rientra nelle priorità della propria agenda, la riforma dell'immigrazione. "Mi impegno a far approvare una riforma completa nelle vesti di presidente degli Stati Uniti - ha detto Obama parlando alla conferenza organizzata da Esperanza, associazione ispanica di fede evangelica degli Stati Uniti - il popolo americano crede nell’immigrazione".

Rafforzare i confini Obama ha però precisato che l’America deve comunque continuare a rafforzare i propri confini. "Non possiamo tollerare quella situazione in cui la gente arriva qui negli Stati Uniti violando la legge, né possiamo tollerare quei datori di lavoro che sfruttano dipendenti che non sono in regola, al fine di pagare salari più bassi", ha precisato.

Dodici milioni da regolarizzare Di fatto il presidente ha confermato i punti cardine del piano che ha in mente per risolvere la questione dell’immigrazione una volta per tutte. Si tratta di un piano ambizioso, che ha come obiettivo quello di regolarizzare la posizione di 12 milioni circa di immigrati clandestini che vivono al momento negli Stati Uniti.

Promesse elettorali Obama vuole mantenere dunque le promesse fatte all’elettorato ispanico, che ha contribuito non poco alla vittoria incassata nel giorno dell’Election Day. Lo scorso 4 novembre, infatti, a dire di sì a Obama è stato il 67% dei "latinos", contro il 30% appena che ha scelto invece lo sfidante repubblicano, John McCain. Inoltre, gli ispanici rappresentano una fetta sempre più consistente della stessa popolazione americana.

Momento non propizio Detto questo, il momento per una riforma dell’immigrazione da avviare quest’anno non appare dei più propizi, visti i tempi di recessione e gli altri problemi contro cui la nuova amministrazione si è imbattuta dal momento del suo insediamento. In ogni caso la prossima settimana la Casa Bianca organizzerà una riunione con alcuni membri del Congresso per affrontare il problema. A tal proposito è importante ricordare che la riunione è stata rimandata finora per ben due volte. Ma oggi, nel suo incontro con l’associazione ispanica in occasione dell’evento "Esperanza National Hispanic Prayer Breakfast and Conference", Obama si è presentato anche nelle vesti di uomo religioso, e ha parlato dell’importanza della preghiera. Tanto da aver ricordato il comandamento "Ama il prossimo tuo come te stesso".

La preghiera Il presidente ha sottolineato che "la preghiera ci aiuta a trovare un significato per le nostre vite", e che "ognuno di noi proviene da posti diversi... ma tutti noi siamo determinati, per costruire un futuro migliore per i nostri figli e i nostri nipoti". E ancora, nel promuovere non solo il significato della preghiera ma anche il suo obiettivo di una riforma dell’immigrazione: "Dobbiamo guardare al di là delle nostre differenze, per servire le speranze e i sogni che abbiamo in comune. Oggi, fateci pregare, affinché troviamo la parola nei nostri cuori, e a favore di un’America che possiamo costruire insieme come un’unica nazione e un unico popolo".

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COMMENTI

#3 mo_ro (596) - lettore
il 20.06.09 alle ore 2:16 scrive:
Da buon compagnuzzo si aggrappa all formula magica del marxismo, quando le cose non vanno come previsto o sperato- Controordine Compagni!!- Compagno Uljiaobanovic, non esci dal solco.... sempre la stessa solfa.
#2 Al-Fakh.Yugudh (89) - lettore
il 19.06.09 alle ore 22:19 scrive:
Imparate da Obama! Lui ha una posizione molto piu' pragmatica e sensata delle vostre Leganate. PRIMO: si cerca di impedire nuovi afflussi di massa di irregolari, se ci si riesce (e su questo possiamo essere tutti d'accordo). SECONDO (ma non meno importante): si da' la caccia alle imprese e datori di lavoro (italiani) che danno lavoro (e soprattutto sfruttano) gli irregolari. Perche' se non ci fossero questi strozzini che dan loro il lavoro (o forse dovrei chiamarla schiavitu') molti clandestini non verrebbero neppure. TERZO: si regolarizza chi gia' c'e'. Perche' e' impossibile scovare, arrestare e deportare tutta questa gente con le risorse di polizia disponibili. QUARTO: tutti gli italiani si danno da fare ad integrare queste persone nella societa' italiana. Invece di schivarli e discriminarli, invitateli ad esser vostri amici. A questo proposito, c'e' qualcuno di voi che sarebbe interessato ad invitare un italo-egiziano alla vostra villa in Sardegna? Io sarei libero in Agosto.
#1 Luigi Morettini (4386) - lettore
il 19.06.09 alle ore 21:13 scrive:
La sgangherata sinistra italiana cosa avrà da dire dopo queste ineccepibili prese di posizione del Presidente americano? Dirà che anche lui è razzista dal momento che non vuole clandestini in USA? ""Non possiamo tollerare quella situazione in cui la gente arriva qui negli Stati Uniti violando la legge". Basta sostituire Stati Uniti con Italia e la sinistra nostrana, ancora una volta, se la dovrà prendere in quel posto. Ma vuoi vedere che comincia a piacergli?
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